Il meglio e il peggio nel mondo dell’arte del 2023, ecco la classifica di Inside Art

Claire Fontaine vince il premio di miglior artista. Qui tutti i nomi dei selezionati e qualche considerazione sui flop dell'anno

Il 2023 si chiude a breve e, come di consueto, prima di aprire nuovi capitoli, in redazione facciamo il punto sui top e sui flop di questo lungo anno, attraversato da avvenimenti politici e culturali significativi e da mostre e manifestazioni di cui, alcune verranno presto dimenticate mentre altre resteranno, forse, nei libri di storia dell’arte.

Un anno che si è aperto con una guerra in corso, quella ucraina-russa, ma che ha visto nascere anche un altro conflitto, quello in Medio-Oriente, due eventi che hanno lasciato i segni delle devastazioni di interi patrimoni artistici e architettonici e che hanno avuto senz’altro ripercussioni anche in Europa e in Italia.

Ancora un tema caldo emerso in modo sempre più sentito nel nostro Paese è quello della lotta al femminicidio e, in particolare, l’urgenza di toccare un nervo scoperto riportando al centro il dibattito politico sulla violenza contro le donne.

Fondamentale, da parte del mondo della cultura a nostro avviso, è stata inoltre una sorta di presa di coscienza sulla necessità di fornire nel sistema artistico nuovi strumenti e un nuovo apparato legato alla critica sull’arte e sugli artisti italiani.

Si delinea così un quadro culturale complesso, in cui si riversano anche questioni economiche, come l’impatto dei mercati altalenanti sull’arte, ambientali, legate ai temi ecologici e di sostenibilità e tecnologiche, come l’importanza crescente dell’IA nelle nostre vite.

In questa cornice abbozzata, grazie all’aiuto della comunità scientifica che ruota intorno alla redazione di Inside Art e alla Fondazione Patrimonio Italia, abbiamo deciso di selezionare i protagonisti del 2023. Attraverso un semplice sondaggio che include esperti del settore, critici d’arte e persone che lavorano quotidianamente nel mondo della cultura, si è delineato di fronte a noi un panorama variegato che non ha reso per nulla semplice la selezione. Alla fine, tuttavia, siamo riusciti a nominare i nostri vincitori. Di sicuro li conoscete bene ma ecco un’occasione per guardarli da vicino.

LA NOSTRA CLASSIFICA

  • MIGLIOR ARTISTA – CLAIRE FONTAINE
  • MIGLIOR MUSEO – MAXXI L’AQUILA
  • MIGLIOR POLO CULTURALE – OGR TORINO
  • MIGLIOR GALLERIA – GALLERY CLIMATE COALITION
  • MIGLIOR DIRETTORE MUSEALE – ANDREA VILIANI
  • MIGLIOR FONDAZIONE – LA QUADRIENNALE ROMA
  • MIGLIOR ISTITUZIONE CULTURALE INTERNAZIONALE – FONDATION CARTIER
  • PREMIO MECENATISMO – PATRIZIA SANDRETTO RE REBAUDENGO

MIGLIOR ARTISTA – CLAIRE FONTAINE

Hanno aperto l’anno 2023 con Pensati Libera, la frase tatuata sullo scialle griffato Dior di Chiara Ferragni a Sanremo: un invito a tutte le donne a staccarsi dal ricatto emotivo della vita quotidiana. “La libertà delle donne – scrivevano in quell’occasione – non comporta l’irresponsabilità, ma la possibilità di un amore vero, perché l’amore può avvenire solo senza vivere nella paura della violenza dell’altro”.

Tuttavia i riconoscimenti del duo artistico fondato da James Thornhill e Fulvia Carnevale sono stati tanti nel corso dell’anno: dalla vittoria del Premio Ermanno Casoli 2023, promosso dall’omonima fondazione, per cui hanno realizzato l’opera site-specif Il Personale è Politico e un workshop rivolto alle donne che rivestono ruoli manageriali nell’azienda Elica proprio sul tema dell’empowerment femminile.

Fino ad arrivare al titolo della prossima Biennale Arte del 2024, Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, tratto proprio da una serie di lavori realizzati dal collettivo. Le opere consistono in sculture al neon di vari colori che riportano in diverse lingue le parole “Stranieri Ovunque”. L’espressione è stata a sua volta presa dal nome di un omonimo collettivo torinese che nei primi anni Duemila combatteva il razzismo e la xenofobia in Italia.

La pratica artistica di Claire Fontaine ruota attorno a temi di grande attualità politica e di matrice femminista nella società contemporanea.

MIGLIOR MUSEO – MAXXI L’AQUILA

Estensione del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI di Roma, il MAXXI L’Aquila ha aperto le porte nel 2021 negli spazi barocchi di Palazzo Ardinghelli, splendido edificio settecentesco nel cuore della città distrutto dal terremoto del 2009 e tornato a vivere grazie a un progetto condiviso finalizzato a una rinascita de L’Aquila. Nonostante si sia sempre distinto per la sua programmazione convincente e per la sua ricerca innovativa, il MAXXI L’Aquila quest’anno ha davvero compiuto un volo notevole, e il merito va dato anche al suo direttore Bartolomeo Pietromarchi, che promosso belle mostre come la collettiva Diario notturno, Di sogni, incubi e bestiari immaginari o la mostra dedicata a Shilpa Gupta e Marisa Merz oltre che iniziative sperimentali come The future is here, somewhere di Numero Cromatico. Ancora, con Performative, il festival internazionale di performance d’arte, danza, musica e teatro, il museo ha consolidato il rapporto con le arti performative con lo scopo di creare un laboratorio urbano e innescare nuove relazioni, attivare processi di creatività e sperimentazione nel tessuto sociale della città.

MIGLIOR POLO CULTURALE – OGR TORINO

Una programmazione variegata, sperimentale e di alta qualità è la principale ragione che ci ha spinto a premiare OGR Torino, tra i centri di produzione e sperimentazione culturale più dinamici in Europa.

Dopo la mostra RHAMESJAFACOSEYJAFADRAYTON, prima personale in un’istituzione italiana dedicata all’artista statunitense Arthur Jafa, le OGR hanno inaugurato Perfect Behaviors. La vita ridisegnata dell’algoritmo una mostra collettiva sul cambiamento dei comportamenti individuali e collettivi in una società in cui si è costantemente classificati, misurati, simulati e riprogrammati; per poi proseguire su questo filone con mutating bodies, imploding stars: che tocca temi che vanno dall’ecologia femminista alla teoria degli affetti queer, espandendo le nozioni sul concetto di corpo e sulle relazioni con l’altro.

Per poi concludere con le belle rassegne su Sarah Sze e Sara Enrico, entrambe artiste impegnate in una riflessione sui limiti della scultura, con un vocabolario personale in grado di creare forme, spesso instabili, che invitano il pubblico a riconsiderare il modo in cui percepiamo la realtà.

MIGLIOR GALLERIA – GALLERY CLIMATE COALITION

Il premio alla Miglior galleria non va a una galleria ma all’associazione no-profit Gallery Climate Coalition, nata l’anno scorso come costola italiana della rete fondata a Londra da un gruppo di galleristi e professionisti che lavorano nella promozione delle pratiche zero-waste nel settore dell’arte. L’obiettivo principale di GCC è facilitare una riduzione delle emissioni di CO2 e del settore di un minimo del 50% entro il 2030, oltre a promuovere la politica zero rifiuti. La Galleria Massimo de Carlo, Cardi Gallery, kaufmann repetto sono alcune delle realtà che sostengono GCC.

Un progetto complesso e lungimirante che unisce arte e sostenibilità per responsabilizzare anche il settore cultura. Ce n’era bisogno!

MIGLIOR DIRETTORE MUSEALE – ANDREA VILIANI

Prima al Madre di Napoli, poi alla Galleria Civica di Trento, Andrea Viliani dal 2022 è alla guida del Museo delle Civiltà di Roma, nato dalla fusione (ma soprattutto dal ripensamento) del Museo Pigorini, del Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, del Museo d’Arte Orientale e del Museo dell’alto Medioevo.

photo andrea guermani

Si potrebbe obiettare: perché una rivista di arte contemporanea dà un premio al direttore di un museo di arte antica? Perché l’abilità di Andrea Viliani è stata proprio questa, proiettare il museo verso il presente e verso il futuro in un’ottica di riallestimento concettuale assolutamente inedito.

In programma per l’assetto del museo sono infatti modifiche finalizzate a ripensare e riattivare il museo come spazio-tempo discorsivo, critico e autocritico. Basandosi su progetti di ricerca di lungo periodo, il programma riguarderà principalmente il ripensamento e riallestimento delle collezioni e degli archivi museali e la ridefinizione dei criteri di studio, catalogazione, esposizione e condivisione del sapere che il museo esprime.

MIGLIOR FONDAZIONE – LA QUADRIENNALE ROMA

Con una serie di attività volte all’approfondimento e allo studio del panorama artistico e critico italiano, La Quadriennale di Roma si posiziona senz’altro come uno dei principali punti di riferimento per il dibattito e il dialogo tra professionisti di settore e pubblico.

Merito del direttore artistico Gian Maria Tosatti è stato quello di non ridurre la Fondazione a un mero contenitore espositivo ma a un processo di quattro anni fatto di ricerca e di condivisione dei risultati, fatto di studio e di mappature per ricostruire il variegato panorama artistico del settore.

In un contesto di molteplicità in cui è sempre più difficile rintracciare i cardini della ricerca artistica per restituirla anche all’estero, La Quadriennale si posiziona come una Fondazione seria e allo stesso tempo in relazione con l’esterno. Grazie a Quotidiana, titolo della rassegna, a Paesaggio, Porfolio e ai Quaderni è possibile toccare con mano un’incoraggiante costellazione di indagini visive e concettuali che meritano di essere prese in considerazione fuori dai confini nazionali.

MIGLIOR ISTITUZIONE CULTURALE INTERNAZIONALE – FONDATION CARTIER

Dal 1984 la Fondation Cartier pour l’art contemporain offre agli artisti di tutto il mondo un contesto unico di creazione e diffusione delle opere per ogni tipo di pubblico. 
In 38 anni di attività, la Fondation Cartier ha ospitato più di 170 mostre a Parigi e commissionato oltre 800 opere, affermando il proprio approccio libero all’arte. Condividendo la stessa visione sulla promozione dell’arte contemporanea, Fondation Cartier ha stretto una collaborazione di otto anni con la Triennale Milano portando al grande pubblico una serie di iniziative di qualità e di ricerca.

Siamo Foresta, exhibition view, Triennale Milano, 2023, photo Andrea Rossetti

Cominciata nel 2019 con la mostra Broken Nature e formalizzata in seguito, la partnership virtuosa tra le due realtà ha consentito a Fondation Cartier di portare in Italia rassegne importanti come Siamo Foresta e Ron Mueck, ancora in corso a Milano.

PREMIO MECENATISMO – PATRIZIA SANDRETTO RE REBAUDENGO

È indiscusso che Patrizia Sandretto Re Rebaudengo sia una delle figure più iconiche del nostro paese nel sostegno all’arte contemporanea classica e d’avanguardia. Questo, in particolare, è stato per lei un anno denso di riconoscimenti personali e di attività che ci portano a premiarla con il premio mecenatismo.

Cominciamo con la nomina alla Presidenza di Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, ente privato non profit, una nomina che senz’altro le permetterà di mettere al servizio la sua expertise nel rafforzare le attività della Fondazione nello sviluppo culturale ed economico del territorio del Piemonte e Val D’Aosta. Per Patrizia Sandretto Re Rebaudengo è arrivato nel 2023 anche un riconoscimento importante dall’estero: il Premio Internacional de Mecenazgo 2023, conferitole a Madrid per il suo impegno nel supportare, promuovere e diffondere il patrimonio e il talento artistico in Italia e in Spagna. Inoltre, a chiusura del 2023, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha comunicato l’approdo di Brad Staples, CEO di Apco Worldwide, che contribuirà a proporre nuove idee sulla diffusione dell’arte contemporanea nella Fondazione Sandretto.

IL PEGGIO DEL 2023

Si arriva così alle note dolenti, i flop di quest’anno che, in parte, vi abbiamo già raccontato nel corso dei mesi.

Cominciamo con due scivoloni del Ministero: Primo di tutti Open to Meraviglia, il chiaccheratissimo e ancor più criticato progetto di marketing della ministra del Turismo Daniela Santanchè, diventato evanescente dopo una serie infinita di gaffe e meme, ma soprattutto dopo un compenso milionario pagato con i soldi pubblici.

E continuiamo con il logo del MiM, Ministero dell’istruzione e del merito, che, oltre ad essere molto brutto, presenta evidenti richiami inquietanti analogie con i fasci littori fascisti divisi al centro da una fiamma tricolore.

Di sicuro bisogna annoverare tra i momenti imbarazzanti dell’anno il siparietto di Vittorio Sgarbi e Morgan al MAXXI di Roma, fatto di turpiloqui e commenti sessisti durante la serata inaugurale della manifestazione estiva del museo, da cui lo stesso neo Presidente Alessandro Giuli aveva preso le distanze.

Non ci ha convinto quest’anno, poi, Artissima, tra le fiere più attese e acclamate dal mondo del contemporaneo. Molto caotica e con troppi eventi collaterali, non riesce a centrare nel suo obiettivo, quello di vendere, che dovrebbe essere poi il punto centrale delle fiere. Per un approfondimento trovate tutto scritto qui.

Poco all’avanguardia anche a nostro avviso la trovata di Gagosian per la mostra romana di Alex Israel, divulgata attraverso un comunicato stampa scritto da ChatGPT, una soluzione che abbiamo qui definito un espediente pubblicitario modesta per una delle più grandi gallerie d’arte al mondo.

Ci fa preoccupare la perseveranza inoltre del Comune di Napoli nel voler installare a tutti i costi una nuova Venere degli Stracci di Michelangelo dopo quella già bruciata a luglio. Già allora si era discusso sull’estetica della scultura in scala extra large, poco integrata nel contesto territoriale e poco capita dal pubblico. Una storia in un certo senso per molti a lieto fine, perché culminata con una decisione cittadina, con la scelta deliberata dei cittadini di disfarsene. Ma la vicenda non si esaurisce qui perché verrà ricostruita dall’artista installata e inaugurata il 22 gennaio in Piazza Municipio una nuova Venere. Ecco, viene da chiedersi, ce n’è davvero bisogno?

E ancora, last but not least, la mostra pilotata su Talkien alla Galleria Nazionale d’Arte moderna e contemporanea, una rassegna “imposta dall’alto” ma che ci ha fatto proprio arrabbiare perché ha snaturato completamente l’anima di un’istituzione di alto livello non adatta a ospitare mostre di questo genere.

That’s all folks, almeno per quest’anno. Nel 2024 chissà, ma siamo pronti a captare i prossimi top e flop.

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