Il racconto visivo di Arthur Jafa da OGR, un eterno tramonto che squarcia l’art week torinese

Riflessioni su RHAMESJAFACOSEYJAFADRAYTON, la prima personale dedicata all’artista e regista statunitense da un’istituzione italiana

AGHDRA di Arthur Jafa è il racconto di un giorno senza fine, il video di un eterno tramonto di 85 minuti.

Nell’astro che non vuole scomparire sotto la linea dell’orizzonte ci sono secoli di storia afroamericana, l’impossibilità di riposare ed il timore di una nuova notte.

Una fiammella di speranza grande quanto il Sole si staglia su un mare nero fatto di frammenti di roccia. Un Cretto di Gibellina in forma liquida, ma con la densità del sangue rappreso, versato e mai dimenticato. 

Arthur Jafa, AGHDRA, installation view, OGR Torino

L’animazione è digitale, le onde si sovrappongono l’una all’altra con una strana leggerezza; sembra lava senza fuoco, ma il fuoco c’è ed è potentissimo.

È l’intera Blackness quella che galleggia alla deriva mossa da correnti imprevedibili, per poi risorgere a tratti in onde maestose, così dure e alte da oscurare la luce e farci sentire naufraghi. 

Il movimento del mare di Jafa è un ventre che respira a fatica. Dondola e cambia direzione come un cucchiaino girato distrattamente nel caffè, come una nenia sussurrata dalla nonna che diventa un assolo di Jimi Hendrix.

Soprattutto, però, come una barca senza la vela giusta quando soffiano i venti ostili da occidente.

Le onde sono l’unico modo che ha il mare di far sentire la propria voce: lo sa Jafa, lo sapeva di sicuro Melville.

Arthur come Ismaele racconta storie di ossessioni e paure, l’annichilimento della ragione in nome di una vendetta smisurata e distruttiva.

Io non sono il Capitano Achab e nemmeno Moby Dick, so bene di vivere nella comoda spiaggia attrezzata degli spettatori. Temo che se mi spingessi troppo oltre, le mie considerazioni sarebbero appropriate come quelle degli uomini sui dolori del parto.

Suoni cupi che provengono dalle viscere della Terra si alternano a canzoni popolari, il titolo stesso della mostra richiama il nome di tre chitarre elettriche. Le loro forti vibrazioni attraversano il collo e arrivano alle parole bloccate sulla punta della lingua: Capitano, sotto la superficie del mare vive un’enorme balena che non si arrenderà al tuo odio per lei.

Il video finisce e le meraviglie dell’art week di Torino sembrano non parlare più a nessuno, di niente. Sono completamente sommerse dall’alta marea di Arthur Jafa, che per 85 minuti illumina l’assurdo peccato originale inflitto dagli uomini ad altri uomini, resistendo immobile al confine della notte.

Artist Arthur Jafa – portrait session. OGR Officine Grandi Riparazioni, Turin, Italy. © Giorgio Perottino / OGR

OGR Torino
ARTHUR JAFA/RHAMESJAFACOSEYJAFADRAYTON
Dal 4 novembre 2022 al 15 gennaio 2023
Info: ogrtorino.it/events/arthur-jafa