Fendi alla GNAM: la meccanica creativa di Karl Lagerfeld

Quarant’anni dopo la prima mostra alla GNAM, Fendi e Maria Luisa Frisa tributano Karl Lagerfeld ed il suo lavoro cinquantennale

Nel lontano 1985, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma inaugurava la prima grande mostra sul lavoro del designer tedesco Karl Lagerfeld alla guida creativa della casa italiana Fendi, originariamente specializzata nel confezionamento di pellicce. Il titolo, Un percorso di lavoro, Fendi / Karl Lagerfeld, omaggiava il legame indissolubile tra la creatività del designer e l’heritage del brand, ai tempi ancora in forte espansione oltre oceano, nonché un omaggio indiretto al coraggio della famiglia proprietaria nello scegliere un nome straniero al quale affidare il proprio occhio estetico. Una scommessa portata avanti negli dalle cinque sorelle eredi della firma di famiglia nata tra le mura di una sartoria in Via Vittorio Emanuele a Roma, che è valsa il successo internazionale del brand divenuto autore della moda contemporanea, grazie alla maestria visionaria del direttore creativo, ultimo grande nome appartenente alla vecchia scuola di couturier formatisi a Parigi.

E ora, 41 anni dopo, e dopo poche ore dal debutto del primo show couture della neo direttrice creativa Maria Grazia Chiuri, la GNAMC apre nuovamente le porte delle sue sale ai disegni, agli abiti, e ai cartamodelli di Lagerfeld nella sua tenure da Fendi, svelando un approccio inedito sull’eredità artistica del maestro, in una rilettura dell’archivio. La mostra inaugurata il 10 luglio ed in corso fino al 25 ottobre 2026, dal titolo Fendi / Karl Lagerfeld 1985. After steps trough work, curata dalla storica Maria Luisa Frisa, riprende il modello espositivo affidato nel 1981 da Ida Panicelli a Lagerfeld, attualizzando la selezione con abiti dell’ultimo trentennio e progetti inediti. A suggerire questo presente che non è mai passato ma futuro, la parola “after”, come spiega la curatrice che invita a leggerla come un movimento incessante di una mano e di una mente che hanno scolpito l’immaginario contemporaneo della moda, e che dalla sua scomparsa nel 2019 continua a guidare la nuova generazione creativa negli atelier della maison all’Eur.

Tra le sezioni della mostra – Tavolette, Caleidoscopio, Matrici Progettuali, Teatro, Pettine, Video, Schizzi e Computer – uno spazio imperdibile dove tavole piane divengono mosaici di tessuti a contrasto, stampe in dialogo l’una con l’altra, e cuciture incise su pellami esotici, in una forma innovativa che evolve quella originaria del 1985. A primeggiare nell’esposizione, l’installazione meccanica fatta di braccia tubolari in acciaio che uniscono, ed al contempo muovono, le pellicce esposte al cuore della mostra, nella sala principale dell’ala ovest al primo piano: un omaggio all’installazione originaria del 1985, di quando Lagerfeld volle ricreare la “meccanica creativa secondo il gesto artigianale” in un reticolo di tubi e manicotti. E poi 22 cartamodelli, 7 tele preparatorie, 180 disegni, 25 pellicce, una sala proiezione dedicata alla pellicola Historie D’Eau, diretta da Jacques de Bascher nel 1977, tre interviste video a Paola Fendi, Ida Panicelli, e Arturo Carlo Quintavalle, e per finire stralci di giornale riportanti immagini della mostra originaria. Si apre così una nuova stagione espositiva alla Galleria Nazionale, dove la moda diviene spettacolo del saper fare, secondo la visione di grandi nomi del passato. Come disse la Chiuri: “saper fare vuol dire saper ragionare” e Karl Lagerfeld è stato capace di intessere intelletto in centimetri di pelliccia, come spighe di grano mosse dal vento dell’innovazione.

Fino al 25 ottobre 2026
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea – Viale delle Belle Arti 131, Roma
info: gnamc.cultura.gov.it