Al MAXXI L’Aquila prende vita un mondo nuovo: sogni, incubi e bestiari immaginari 

Il museo abruzzese ospita tredici artisti e un progetto speciale di Giuseppe Stampone per riflettere su sogni ed incubi della contemporaneità, con un approccio comune “generativo” di nuovi mondi

Nelle scenografiche sale di Palazzo Ardinghelli a L’Aquila ha preso forma Diario notturno, Di sogni, incubi e bestiari immaginariuna grande mostra collettiva che ospita tredici artisti, tra i trenta e i quarant’anni, che lavorano nel panorama nazionale e internazionale e che si ritrovano al MAXXI L’Aquila. La mostra, curata da Bartolomeo Pietromarchi con Chiara Bertini e Fanny Borel, ha invitato gli artisti a riflettere su incubi e sogni del presente: le opere, che danzano tra medium differenti, raccontano gli aspetti della contemporaneità che inquietano e straniscono.

Diario Notturno. Di sogni, incubi e bestiari immaginari, MAXXI L’Aquila, 2023
Courtesy Fondazione MAXXI © Emanuela Fortuna

Le suggestioni oniriche si mescolano con il dato reale e presentano un mondo di “bestie” immaginarie che finiscono per incarnarsi a volte con l’uomo stesso: il filo perturbante è proprio quello di presentare oggetti e immagini comuni a tutti a cui però è stato aggiunto o sottratto qualcosa, reso irriconoscibile e allo stesso tempo tanto familiare da stranire l’osservatore.

Gli artisti, con opere site-specific e precedenti, hanno portato stimoli densi di ambiguità: il percorso della mostra si articola allora come una passeggiata in un mondo popolato da creature ibride, oggetti viventi e visioni oniriche. Una “stira camicie antropomorfa” si anima attraverso lo studio di Anna Franceschini, dando il benvenuto allo spettatore sulla scalinata principale per poi condurlo tra le sculture biomorfe con protesi artificiali, realizzate da Giulia Cenci.

La prima sala ospita tre tele di Valerio Nicolai, che elaborano un mondo malinconico fatto di associazioni decadenti e criptiche di oggetti del quotidiano, poste in dialogo dall’allestimento di Benedetto Turcano con le opere di Caterina De Nicola che riflette sugli stereotipi estetici femminili e sul rapporto umano-animale. La passeggiata si addentra poi nel mondo marino, nella seconda sala abitata dalla scultura di Agnes Questionmark, che con l’istallazione video associata porta avanti la sua ricerca sull’homo aquaticus: di fronte, Bea Bonafini elabora una fusione di uno scheletro di balena con elementi umani rendendo esplicito il rapporto tra ecosistemi abitati da specie diverse. Immersiva è poi l’istallazione site-specific di Numero Cromatico che occupa la Voliera del palazzo con un’opera interattiva e attraversabile composta da “pittogrammi antropomorfi” che ricordano forme esistenti senza mai essere però leggibili completamente. L’ambiguità continua a porre lo spettatore in una condizione di dubbio, indeciso tra l’essere sicuro di ciò che sta osservando e il costante timore di trovarsi di fronte a qualcosa di mostruoso.

La sala adiacente è abitata dalle figure nostalgiche di Guglielmo Castelli, che popolano ambientazioni scenografiche e nuovamente perturbanti, con le interferenze sonore del loop ossessivo di Diego Marcon che nella sala adiacente porta il visitatore in uno spazio buio abitato dalla voce e dall’immagine di un bambino. Il video è un medium utilizzato da molti artisti in mostra, come mezzo per narrare storie e riflessioni, ad esempio, sul tema dello sfruttamento sregolato delle risorse della Terra da parte dell’uomo, nell’animazione di Wangechi Mutu.

Il rapporto tra uomo e natura torna eloquente negli ironici disegni di Thomas Braida che riporta mostri marini, ciocche di capelli ed elementi della vita di tutti i giorni collocati in un mondo inquietante. Il percorso della mostra viene a questo punto arricchito di un progetto parallelo, un sogno nel sogno, costruito da Giuseppe Stampone nel progetto Giuseppe Stampone e le fotografie di Scanno della Collezione Franco e Serena Pomilio, in cui le fotografie realizzate nel comune abruzzese da Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Hilde Lotz-Bauer, Gianni Berengo Gardin, Mimmo Jodice e Ferdinando Scianna trovano un corrispettivo iconografico e simbolico nei disegni a penna su carta e legno dell’artista abruzzese: elogiando luci e ombre del territorio, Stampone prende ispirazione da fatti di cronaca, storia e cultura popolare della piana del Fucino e tenta “di annullare lo spazio tempo sequenziale didascalico della storia”. Il progetto si inserisce nel percorso della mostra, proponendo il medium fotografico come ulteriore sfumatura della rappresentazione del mondo-perturbante.

Diario Notturno. Di sogni, incubi e bestiari immaginari, MAXXI L’Aquila, 2023
Courtesy Fondazione MAXXI © Emanuela Fortuna

La mostra continua con un’ulteriore immersione, questa volta nel deep web, con la video istallazione di Jon Rafman che realizza la carta da parati per la sala per rafforzare ancor di più l’entrata nel mondo distopico delle immagini, questa volta fatto di “mostri” umani e storie realistiche e per questo ancora più inquietanti. Il movimento del video non si interrompe nelle sale successive, in cui l’istallazione di Alice Visentin e le sculture cinetiche di Anna Franceschini chiudono il ciclo delle opere ricollegandosi alla scalinata principale e simbolicamente inserendo nuovamente la relazione tra macchina animata ed essere umano.

Immaginari tecno-utopici e natura; identità e mostruosità deformanti; Diario notturno, che omaggia nel titolo uno dei capolavori letterari di Ennio Flaiano, è il mondo del possibile e, per questo, del preoccupante. I paesaggi misteriosi e la fantascienza popolare capovolgono la posizione del visitatore, che non “osserva” più la mostra ma cerca di sopravvivervi: super stimolato e interrogato, egli sarà invitato a domandarsi a sua volta domande non semplici. Visitabile fino al 3 marzo 2024, la mostra non si limita a rappresentare il titolo che porta, ma lo incarna, lo sviluppa e lo popola di creature “umane”.

Diario Notturno. Di sogni, incubi e bestiari immaginari, MAXXI L’Aquila, 2023
Courtesy Fondazione MAXXI © Emanuela Fortuna

*Esposto in mostra anche il progetto speciale Giuseppe Stampone e le fotografie di Scanno della Collezione Franco e Serena Pomilio realizzate da Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Hilde Lotz-Bauer, Gianni Berengo Gardin, Mimmo Jodice e Ferdinando Scianna.

Diario notturno, Di sogni, incubi e bestiari immaginari
con: Bea Bonafini, Thomas Braida, Guglielmo Castelli, Giulia Cenci, Caterina De Nicola, Anna Franceschini, Diego Marcon, Valerio Nicolai, Numero Cromatico, Wangechi Mutu, Agnes Questionmark, Jon Rafman, Alice Visentin
a cura di Bartolomeo Pietromarchi con Chiara Bertini e Fanny Borel
3 dicembre 2023 – 3 marzo 2024
Fondazione MAXXI | Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Piazza Santa Maria Paganica, 15, 67100 L’Aquila
info:  https://maxxilaquila.art/