The Best of 2025 (TBO), il meglio dell’anno secondo Inside Art

Dal miglior artista dell'anno alla mostra più bella: un bilancio sull'anno che è stato per il contemporaneo in Italia e all'estero

L’anno si avvia alla conclusione e Inside Art torna, puntualissima, con la sua TBO – The Best of, la selezione dei protagonisti del 2025. L’iniziativa nasce non solo con l’obiettivo di registrare eventi e personaggi che hanno segnato l’anno trascorso, ma anche di tracciare una mappa critica del sistema dell’arte attraverso il confronto con artisti, curatori, direttori, collezionisti e professionisti che animano la scena contemporanea.

Il 2025 è stato un anno complesso, attraversato da tensioni politiche, fragilità economiche e trasformazioni strutturali. Il conflitto a Gaza ha riacceso il dibattito sul ruolo delle istituzioni culturali e sulla possibilità di restare neutrali, mentre polemiche attorno alla 61ª Biennale Arte e alla Biennale Cinema hanno evidenziato la crescente distanza tra produzione culturale e contesto geopolitico.

Sul fronte economico, nonostante l’IVA ridotta al 5%, il mercato ha mostrato segnali di instabilità. La chiusura di gallerie e le criticità in grandi musei hanno reso urgente ripensare modelli e sostenibilità del sistema.

Il 2025 è stato anche segnato dalla scomparsa di figure fondamentali come Frank Gehry, Martin Parr, David Lynch, Koyo Kouoh e Luca Beatrice. Assenze che segnano una fase di transizione, aprendo spazio a nuove responsabilità e configurazioni culturali.

È in questo contesto che si colloca la selezione di Inside Art: non una classifica definitiva, ma uno strumento di lettura soggettivo, che individua pratiche, istituzioni e progetti capaci di assumersi rischi, aprire spazi di ricerca e produrre senso in un anno complesso e tutt’altro che neutrale.

IN ITALIA

MIGLIOR ARTISTA MARCELLO MALOBERTI
ARTISTI SU CUI PUNTARE GUGLIELMO MAGGINI / BINTA DIAW / ANTONIO DELLA GUARDIA
MIGLIOR MUSEO / ISTITUZIONE CULTURALE GNAMC, ROMA
MIGLIOR GALLERIA MAGAZZINO, ROMA
MIGLIOR FONDAZIONE FONDAZIONE CRT, TORINO
MIGLIOR MOSTRA NAN GOLDIN, PIRELLI HANGARBICOCCA, MILANO
MIGLIOR DIRETTORE DI MUSEO LORENZO GIUSTI – GAMEC
MIGLIOR CURATORE CESARE BIASINI SELVAGGI
MIGLIOR SOSTEGNO PRIVATO ALL’ARTE INTESA SANPAOLO
PREMIO COLLEZIONISMO ANNA E GIORGIO FASOL
MIGLIOR PROGETTO ARTE E MODA ETRO
ARTE E MODA / PREMIO PEOPLE MARIA GRAZIA CHIURI
MIGLIOR DIVULGATORE JACOPO VENEZIANI

ALL’ESTERO

MIGLIOR ARTISTA INTERNAZIONALE CHIHARU SHIOTA
GIOVANI ARTISTI INTERNAZIONALI DA TENERE D’OCCHIO CHALISÉE NAAMANI / ADJI DIEYE
MIGLIOR MUSEO INTERNAZIONALE ZAYED NATIONAL MUSEUM, ABU DHABI
MIGLIOR MOSTRA INTERNAZIONALE BARBARA KRUGER, GUGGENHEIM BILBAO
MIGLIOR GALLERIA INTERNAZIONALE THADDAEUS ROPAC
MIGLIOR DIRETTORE INTERNAZIONALE KARIN HINDSBO – TATE
MIGLIOR CURATORE INTERNAZIONALE HOOR AL QASIMI

MIGLIOR ARTISTA – MARCELLO MALOBERTI

Nel 2025 Marcello Maloberti si è distinto per la capacità di trasformare parola, spazio e oggetto in strumenti di riflessione poetica e critica, rendendo la sua pratica un punto di riferimento nella scena italiana. Al PAC di Milano, Metal Panic ha mostrato un ricognizione di installazioni, neon e oggetti, capace di coinvolgere il pubblico in un percorso che intreccia memoria, quotidianità e immaginazione, dimostrando quanto l’arte possa diventare esperienza attiva. A Roma, Poesia a Villa Giulia ha ribaltato percezioni e prospettive con un’installazione luminosa site‑specific, accompagnata dall’omonimo volume Treccani, confermando il suo 2025 come un anno centrale nella sua ricerca tra performatività, linguaggio visivo e partecipazione del pubblico. Progetti come questi spiegano perché Maloberti sia stato scelto: non solo per la qualità delle opere, ma per la capacità di generare spazi in cui parola e immagine diventano esperienza condivisa e pensiero critico.

Tra gli artisti valutati come migliori dal nostro comitato redazionale ci sono anche Elisabetta Benassi, con CityLights a Milano e il murale a Piazza Venezia, e Chiara Camoni, al cui lavoro guarderemo con grande attenzione vista la sua partecipazione come rappresentante del nostro paese al Padiglione Italia della Biennale Arte 2026.

ARTISTI SU CUI PUNTARE – GUGLIELMO MAGGINI / BINTA DIAW / ANTONIO DELLA GUARDIA

Non possiamo fare altro che nominare Guglielmo Maggini tra i giovani artisti su cui investire: dopo la sua vittoria al Talent Prize 2025, assegnato dalla nostra giuria, lo seguiremo con interesse anche nel corso dell’anno prossimo e consigliamo ai nostri lettori di fare lo stesso. La sua pratica coinvolge attivamente il pubblico, indaga la memoria dei materiali e la trasformazione delle forme, riportando alla luce saperi artigianali e restituendoli al presente in modo vitale e poetico. Accanto a lui si posizionano anche Binta Diaw, che si è distinta per una ricerca di forte profondità su identità, memoria coloniale e tracce del passato nel presente, esplorando narrazioni che rimodellano l’antropologia visiva contemporanea. Nel 2025 ha presentato una grande mostra al PAV di Torino, confermando la sua capacità di dialogare con lo spazio pubblico e con il pubblico stesso. E infine Antonio Della Guardia che indaga con rigore le dinamiche sociali del lavoro, del controllo e delle geografie del potere, riflettendo criticamente sulle forme di sorveglianza e organizzazione che strutturano il vivere collettivo. Nel 2025 ha presentato una bellissima performance alla Quadriennale di Roma, consolidando la sua pratica performativa e concettuale.

MIGLIOR MUSEO / ISTITUZIONE CULTURALE GNAMC, ROMA

In un contesto istituzionale fragile, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (GNAMC) si è imposta come una delle realtà più dinamiche e influenti dell’anno. Sotto la direzione di Renata Cristina Mazzantini, il museo ha avuto la capacità di emergere con una serie di eventi e mostre che ne hanno rilanciato il profilo internazionale e ne hanno rafforzato la reputazione alla pari dei grandi musei esteri. Nel 2025 la GNAMC ha proposto programmi espositivi di alto profilo, come Ceroli Totale, una grande monografica che ripercorre settant’anni di carriera di Mario Ceroli con opere provenienti da collezioni pubbliche e private, e Da Burri a Cattelan 1970/2025, che ha portato la collezione storica del museo in dialogo con contesti espositivi extra‑romani, offrendo nuove chiavi di lettura della scena artistica italiana. Accanto alle mostre, la GNAMC ha aperto le porte ai giovani e al dialogo con il pubblico attraverso iniziative come The Art Symposium, un forum culturale di rilievo internazionale sul ruolo dell’arte nella società contemporanea, e le Giornate Europee del Patrimonio, con aperture straordinarie e programmi speciali che hanno reso il museo un luogo di sperimentazione, partecipazione e apprendimento collettivo. Guardando avanti, il progetto sull’Ala Cosenza promette di ampliare ulteriormente la visione della Galleria, rafforzando la sua funzione di ponte tra collezione storica, ricerca contemporanea e comunità di pubblico, in un percorso che conferma la GNAMC come istituzione capace di produrre cultura, generare pensiero e dialogare con il mondo.

Subito dopo la GNAMC scegliamo di posizionare anche Palazzo Reale di Milano che ha confermato la propria forza espositiva nel corso dell’anno e il Centro Pecci di Prato che ha proseguito una programmazione coerente e stimolante legata ai linguaggi del contemporaneo.

MIGLIOR GALLERIA – MAGAZZINO, ROMA

Daniele Puppi, Fatica n.17, 2002, installation view at Magazzino, photo Claudio Abate

Il lavoro delle gallerie è stato particolarmente complesso nel 2025, in un contesto segnato da instabilità economica e chiusure diffuse, come evidenziato nell’introduzione generale. Nonostante le difficoltà, alcune realtà hanno saputo distinguersi per visione e continuità, consolidando la loro reputazione e sostenendo la ricerca artistica. Magazzino a Roma si è distinta per una programmazione coerente e orientata alla ricerca, capace di sostenere artisti emergenti e affermati e di rafforzare la sua posizione nel panorama romano e internazionale. Tra le ultime mostre che dimostrano l’impegno della galleria, Entre Chien et Loup, a cura di Ilaria Gianni, ha confermato l’attenzione alla sperimentazione e al coinvolgimento diretto del pubblico.

Accanto a Magazzino, DAG – Digital Art Gallery di Gorizia ha segnato una novità importante trasformando la storica Galleria Bombi nel tunnel digitale più grande d’Europa, con installazioni immersive e soluzioni tecnologiche che fondono arte, dati e esperienza sensoriale in un percorso di ricerca futuribile. Lia Rumma ha confermato la sua rilevanza storica e contemporanea grazie a una programmazione curata e di alto profilo tra Napoli e Milano. Tra le ultime mostre che dimostrano l’impegno della galleria, la grande esposizione di Thomas Ruff ha ampliato il dialogo della fotografia con il pubblico italiano, consolidando il ruolo di riferimento della galleria nel sistema dell’arte.

MIGLIOR FONDAZIONE – FONDAZIONE CRT, TORINO

Nel 2025, il sostegno strutturale ha avuto un ruolo centrale nel promuovere iniziative culturali, sociali e artistiche di grande impatto a livello nazionale. Il nostro vincitore di quest’anno è la Fondazione CRT di Torino, che ha ulteriormente rafforzato il proprio ruolo attraverso bandi, acquisizioni e progetti sul territorio. Tra le figure di riferimento nella strategia della Fondazione CRT c’è Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, nominata Presidente della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT dal 2023. In questo ruolo, porta la sua lunga esperienza internazionale nel campo dell’arte contemporanea per guidare la crescita della collezione, l’internazionalizzazione delle attività e l’ampliamento dei progetti culturali, consolidando Torino come un centro dinamico per l’arte contemporanea.

Oltre alla Fondazione CRT, Fondazione Alberto Peruzzo a Padova e la romana Fondazione D’ARC (al primo anno di attività) hanno contribuito al sostegno della ricerca e della produzione artistica, arricchendo il tessuto culturale con approcci complementari e nuove energie. Insieme, queste realtà dimostrano come il sostegno strutturale possa essere un vero motore di crescita, innovazione e diffusione del patrimonio culturale nel Paese.

MIGLIOR MOSTRA – NAN GOLDIN, PIRELLI HANGARBICOCCA, MILANO

La vincitrice assoluta è la retrospettiva “This Will Not End Well” di Nan Goldin al Pirelli HangarBicocca, una mostra intensa e immersiva che intreccia intimità e politica. Attraverso fotografie, slideshow e installazioni, Goldin racconta relazioni, comunità, trauma e attivismo con uno sguardo diretto e profondamente umano, offrendo al pubblico un’esperienza coinvolgente e emotivamente potente.

Tra le altre esposizioni di grande rilievo, citiamo “Io sono Leonor Fini” a Palazzo Reale a Milano ha restituito al pubblico la complessità della pittrice italo‑argentina, figura centrale del Surrealismo, esplorando pittura, disegno e fotografia con un approccio multidisciplinare. Alla GNAMC di Roma, la mostra “Ceroli Totale” ha rilanciato una rilettura storica di Mario Ceroli, tra sculture e installazioni che raccontano la poesia dei materiali e la creatività formale dell’artista.

MIGLIOR DIRETTORE DI MUSEO – LORENZO GIUSTI, GAMEC

La direzione museale è stata centrale nel ridefinire il profilo e l’identità delle principali istituzioni culturali italiane nel 2025. Sotto la guida di Lorenzo Giusti, la GAMeC ha rafforzato il proprio profilo internazionale e rinnovato il rapporto con il territorio attraverso il progetto biennale Orobie Biennial / Pensare come una montagna, che coinvolge artisti internazionali in dialogo con comunità locali e ridefinisce il ruolo del museo oltre gli spazi tradizionali, con una visione estesa al lungo periodo e a pratiche sostenibili di produzione artistica.

Tra i migliori direttori vanno citati pure al MAMbo di Bologna Lorenzo Balbi, che ha continuato a valorizzare i linguaggi emergenti e la produzione artistica, mentre alla GNAMC di Roma, Renata Cristina Mazzantini ha proseguito a rafforzare la presenza internazionale del museo e i rapporti con istituzioni e artisti stranieri.

MIGLIOR CURATORE – CESARE BIASINI SELVAGGI

Nel 2025 la curatela si è confermata un nodo strategico per le istituzioni culturali, trasformando le mostre in strumenti di lettura critica e narrativa dell’arte. Il nostro premiato per il 2025 è Cesare Biasini Selvaggi, che con i suoi progetti ha saputo rileggere l’arte italiana e internazionale in chiave critica e stimolante. Tra i suoi lavori più significativi dell’anno, “Audaci. Dalle avanguardie storiche agli artisti mascherati, l’arte del libero pensiero” a 21Gallery di Padova, la personale di Chris Soal – Spillovers: Notes on a Phenomenological Ecology al Corner MAXXI di Roma, un progetto che intreccia scultura, biologia ed ecologia in un’esplorazione sensoriale e concettuale dei materiali e delle forme. Inoltre, ha co‑curato con Renata Cristina Mazzantini la mostra “Ceroli Totale” alla GNAMC di Roma, una monografica dedicata a Mario Ceroli che ripercorre settant’anni di ricerca dell’artista attraverso sculture e installazioni, consolidando il dialogo tra storia e contemporaneità.

A seguire tra i migliori curatori si posizionano anche Alessandra Troncone che ha lavorato su pratiche curatoriali legate alla Quadriennale d’Arte 2025, valorizzando linguaggi artistici attuali con una prospettiva storico‑sociale, e infine Gabriele Simongini che ha proseguito il proprio contributo critico e storico con progetti e pubblicazioni che consolidano un approccio riflessivo alla produzione artistica contemporanea.

MIGLIOR SOSTEGNO PRIVATO ALL’ARTE – INTESA SANPAOLO

Il supporto privato ha giocato un ruolo decisivo nel 2025, sostenendo la conservazione, la diffusione e la valorizzazione dell’arte. Intesa Sanpaolo si è sicuramente distinta tra tutti rafforzando il proprio impegno culturale attraverso le Gallerie d’Italia, promuovendo mostre, iniziative pubbliche e progetti che mettono al centro collezioni storiche e nuove produzioni artistiche. Sotto la direzione di Michele Coppola, le Gallerie hanno consolidato il loro ruolo come spazi di dialogo culturale, aprendo le opere al grande pubblico e favorendo collaborazioni con istituzioni italiane e internazionali.

Accanto a Intesa Sanpaolo, Unipol Group, l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e Techbau hanno sostenuto progetti che intrecciano arte, territorio e infrastrutture, confermando come il sostegno privato sia oggi motore di innovazione e accessibilità nel settore culturale.

PREMIO COLLEZIONISMO – ANNA E GIORGIO FASOL

Giorgio Fasol

Nel 2025 il collezionismo attivo si è confermato un fattore determinante per il sostegno alla ricerca artistica e alla crescita dei talenti emergenti. In questo contesto, Anna e Giorgio Fasol si affermano come i principali protagonisti dell’anno, grazie a un approccio aperto e responsabile fondato sulla condivisione delle opere, sul dialogo con le istituzioni e su un costante supporto alle nuove generazioni di artisti. Il loro impegno rafforza l’idea di collezionismo come pratica culturale e pubblica, capace di produrre valore oltre la sfera privata.

Accanto a loro, Giuseppe Iannaccone ha proseguito un lavoro attento e coerente di valorizzazione dell’arte italiana, promuovendo la circolazione delle opere della sua collezione e contribuendo a una rilettura storica del Novecento attraverso progetti espositivi e collaborazioni istituzionali.

MIGLIOR PROGETTO ARTE E MODA – ETRO
PREMIO PEOPLE – MARIA GRAZIA CHIURI

Nel 2025 il dialogo tra arte e moda ha continuato a rafforzarsi, confermando il fashion come spazio di riflessione culturale, estetica e sociale. Maria Grazia Chiuri si è imposta come protagonista dell’anno grazie alla sua capacità di intrecciare moda, femminismo e arti visive con un linguaggio critico e poetico, esplorando temi di identità, memoria e ruolo della donna nella contemporaneità. Chiuri ha presentato collezioni e sfilate di grande impatto e ha partecipato alla rinascita del Teatro della Cometa a Roma, restituendo alla città uno spazio culturale ibrido per teatro, performance ed eventi multidisciplinari, e confermando la moda come luogo di dialogo creativo.

Accanto a questo percorso, ETRO ha confermato una visione fortemente identitaria e collaborativa con il progetto Magma per la collezione Autunno/Inverno 2025‑26 presentata alla Milano Fashion Week: il set dello show è stato concepito come opera d’arte attraverso la collaborazione con il collettivo artistico Numero Cromatico, il cui bestiario primordiale ha trasformato la passerella in un paesaggio visivo potente e suggestivo. Questo lavoro ha fuso il design dei capi con installazioni artistiche e simbolismi mitici, dimostrando come moda e arte possano contaminarsi in modo profondo e immaginifico. Con queste iniziative, la moda nel 2025 si è confermata non solo come industria del vestire, ma come campo di pratica culturale aperto alla sperimentazione, alla narrazione e alla partecipazione collettiva.

MIGLIOR DIVULGATORE – JACOPO VENEZIANI

Nel 2025 la comunicazione dell’arte su social, podcast e in tv ha assunto un ruolo sempre più centrale nel rapporto tra arte e pubblico. Jacopo Veneziani si conferma come figura di riferimento dell’anno per la sua capacità di rendere l’arte contemporanea accessibile a un pubblico ampio, con un linguaggio chiaro, rigoroso e al tempo stesso coinvolgente. Attraverso media, incontri pubblici e iniziative culturali, Veneziani ha saputo coniugare competenza e divulgazione, creando momenti in cui il pubblico può entrare in contatto diretto con le pratiche artistiche del presente. Segnaliamo anche il lavoro di Nicolas Ballario che ha continuato a sviluppare progetti di critica e comunicazione, portando l’arte nei media generalisti e costruendo narrazioni capaci di avvicinare pubblici diversi, consolidando così un approccio alla divulgazione che unisce rigore e apertura culturale.

ALL’ESTERO

MIGLIOR ARTISTA INTERNAZIONALE – CHIHARU SHIOTA

Nel 2025 l’arte internazionale ha consolidato la sua presenza nei grandi spazi espositivi, con progetti capaci di trasformare gli ambienti in esperienze immersive. In questo contesto Chiharu Shiota si afferma come la figura artistica più significativa dell’anno: la sua installazione The Soul Trembles al MAO di Torino, una delle retrospettive più ampie mai dedicate all’artista in Italia, ha attraversato oltre vent’anni di produzione intrecciando disegni, sculture, fotografie e installazioni monumentali capaci di esplorare memoria, identità e relazioni in modo potente e coinvolgente, trasformando lo spazio museale in un ambiente sensoriale e contemplativo.

Tra le artiste che ambivano al primo premio Shirin Neshat che ha proseguito la sua ricerca sulle tematiche di identità e politica attraverso fotografie e video che approfondiscono la condizione femminile, l’appartenenza culturale e la memoria storica, confermando la sua voce forte e riconosciuta nel panorama artistico internazionale.

ARTISTI INTERNAZIONALI DA TENERE D’OCCHIO – CHALISÉE NAAMANI / ADJI DIEYE

Nel 2025 l’arte internazionale ha messo in luce pratiche innovative sul corpo, l’identità e la memoria. Per Inside Art Chalisée Naamani ha fatto una delle ricerche più interessanti rafforzando la propria presenza internazionale con installazioni e sculture‑tessuto come “Octogone” al Palais de Tokyo di Parigi, trasformando il corpo in narrazione simbolica e visiva. Accanto a lei, pari merito, Adji Dieye ha proseguito la propria ricerca su memoria coloniale e rappresentazione, con progetti come l’installazione site‑specific al Castello di Rivoli, già acquisita nella collezione permanente del museo, confermando la sua presenza critica e internazionale.

MIGLIOR MUSEO INTERNAZIONALE – ZAYED NATIONAL MUSEUM, ABU DHABI

Nel 2025 il panorama museale internazionale ha visto istituzioni rafforzare il proprio ruolo critico e globale. Al primo posto si posizione lo Zayed National Museum, Abu Dhabi, che ha consolidato il proprio profilo internazionale con mostre immersive e narrazioni innovative, raccontando la storia e l’identità degli Emirati Arabi Uniti e integrandosi nel Saadiyat Cultural District come nuovo centro culturale di riferimento.

Subito dopo segnaliamo il Haus der Kunst di Monaco che ha continuato a sviluppare un approccio sperimentale e post‑coloniale, con mostre partecipative e progetti che stimolano nuove letture della storia dell’arte e del ruolo del museo nella società contemporanea.

MIGLIOR MOSTRA INTERNAZIONALE – BARBARA KRUGER, GUGGENHEIM BILBAO

Nel 2025 l’arte visiva internazionale ha visto espressioni di forte impatto critico e narrativo. Vince per noi Barbara Kruger – Another Day. Another Night al Guggenheim Bilbao, una delle retrospettive più rilevanti dell’anno che ha trasformato gli spazi del museo in un ambiente immersivo di testo e immagine. Attraverso più di quattro decenni di lavori – dai celebri paste‑ups agli interventi sonori, video e vinili di grande formato – Kruger ha interrogato il linguaggio, il potere e l’identità, mettendo in primo piano il ruolo della parola nello spazio pubblico e culturale contemporaneo.

Nel contesto globale, anche l’EXPO 2025 di Osaka ha offerto una piattaforma ampia di riflessione su sostenibilità, innovazione e futuro, con padiglioni e installazioni che hanno indagato la relazione tra tecnologia, ambiente e società, consolidando il ruolo delle Esposizioni universali come momento di confronto culturale e progettuale sul futuro collettivo.

MIGLIOR GALLERIA INTERNAZIONALE – THADDAEUS ROPAC

Nel 2025 Thaddaeus Ropac ha consolidato la sua presenza globale non solo attraverso un programma espositivo ricco, ma soprattutto aprendo la sua prima sede in Italia a Milano. Situata nel prestigioso Palazzo Belgioioso, nel cuore della città, la nuova galleria rappresenta la settima location internazionale di Ropac e un importante ponte tra artisti, collezionisti e istituzioni italiane e internazionali. La inaugurazione di settembre ha visto la mostra “L’aurora viene”, dedicata al dialogo tra Georg Baselitz e Lucio Fontana, a segnalare una presenza curatoriale di alto profilo nel panorama europeo contemporaneo.

Tra le galleria citiamo anche il lavoro di Hauser & Wirth che ha continuato a integrare esposizione, editoria ed educazione, rafforzando il proprio ruolo come piattaforma multidisciplinare che collega mostre, progetti editoriali e percorsi educativi, contribuendo alla visibilità internazionale degli artisti rappresentati.

MIGLIOR DIRETTORE INTERNAZIONALE – KARIN HINDSBO, TATE

Nel 2025 la leadership nelle grandi istituzioni culturali ha giocato un ruolo chiave nel leggere i cambiamenti sociali e nel dare nuove direzioni al discorso museale. Karin Hindsbo della Tate Modern di Londra ha guidato una delle principali gallerie di arte moderna e contemporanea del mondo con una visione attenta alle trasformazioni culturali e sociali. Alla guida della Tate Modern dal 2023, Hindsbo ha portato una sensibilità nuova, enfatizzando l’espansione dei pubblici, il dialogo con le comunità e l’apertura verso linguaggi artistici diversi, celebrando il 25° anniversario dell’istituzione con programmi partecipativi e riflessioni sul ruolo del museo oggi.

Citiamo anche Didier Fusillier che ha diretto il Grand Palais di Parigi, orchestrando grandi eventi culturali e mostre d’ampio respiro che hanno reso l’istituzione un luogo di incontro e spettacolo. In Spagna, Miren Arzalluz è entrata nel 2025 come nuova direttrice generale del Guggenheim Bilbao, portando al museo una lunga esperienza internazionale e una visione che integra valori locali e globali, inaugurando la sua direzione con progetti espositivi aperti alla sperimentazione e al dialogo tra generazioni.

MIGLIOR CURATORE INTERNAZIONALE – HOOR AL QASIMI

Nel 2025 la curatela si è confermata un motore fondamentale per la scena artistica globale, capace di trasformare manifestazioni e istituzioni in piattaforme di dialogo interculturale. Hoor Al Qasimi si è distinta per aver consolidato Sharjah come una delle piattaforme più influenti dell’arte contemporanea internazionale. Alla guida della Sharjah Art Foundation e della Sharjah Biennial, Al Qasimi ha valorizzato la pluralità delle voci e portato la storia e le pratiche artistiche del Global South al centro della conversazione globale, curando anche progetti importanti a livello internazionale.

Ci teniamo a indicare come curatrice anche Diana Campbell ha sviluppato progetti di grande respiro, curando piattaforme come il Samdani Art Foundation e il Dhaka Art Summit, e nel 2025 ha diretto la prima Biennale di Bukhara, Recipes for Broken Hearts, un evento che intreccia artigianato, storia e narrative contemporanee in un dialogo nuovo tra culture e tradizioni.