È passato poco più di un mese da quella che è una svolta storica per il settore dell’arte in Italia e il 30 luglio 2025 si è tenuta nella Sala Stampa della Camera dei Deputati la conferenza «L’Italia al centro dell’Europa. La nuova IVA al 5% sulle opere d’arte», promossa dal presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone. L’incontro ha riunito parlamentari, economisti, galleristi, storici dell’arte e professionisti fiscali per discutere gli effetti di una misura attesa da anni, ufficialmente approvata lo scorso 20 giugno. A introdurre i lavori è stata l’architetta Alessia Bennani, moderatrice dell’evento, che ha sottolineato come «arte e fiscalità si ritrovano oggi complici in un progetto che non è solo economico, ma culturale. Un primo vero confronto tecnico-istituzionale che lancia un messaggio chiaro: l’Italia vuole diventare un volano creativo ed economico per l’Europa».

Mollicone: «Ora l’Italia è il Paese con l’aliquota più bassa»
Federico Mollicone, principale promotore della riforma, ha evidenziato il valore strategico della misura: «L’intervento sull’IVA posiziona finalmente l’Italia in un ruolo molto più competitivo sul piano internazionale. Diventiamo il Paese con l’aliquota più bassa del Vecchio Continente: la Spagna è al 21%, l’Austria al 20%, Francia e Germania tra il 5,5% e il 7% — ma solo dopo che, nella legge di bilancio 2023, abbiamo introdotto la delega al governo per abbattere l’IVA sulle opere d’arte. L’accelerazione di Francia e Germania non è stata casuale». Mollicone ha ricordato come il dialogo con le categorie professionali fosse iniziato già nella precedente legislatura, e come queste avrebbero accettato anche un’IVA al 10%, «ma non avrebbe avuto senso. Dovevamo diventare il Paese in cui commerciare arte fosse il più conveniente possibile».
Ha poi fornito dati chiari sull’impatto del settore: «Il mercato dell’arte in Italia ha un impatto di oltre 3 miliardi di euro. E questa è solo la prima tappa di una riforma più ampia: Italia in Scena, articolata su tre assi, di cui il terzo punta a facilitare la circolazione dell’arte italiana e modificare i massimali di esportabilità. Una visione che non considera più l’arte un lusso, ma un vero motore di crescita».

IVA al 5%: nuove opportunità per il mercato italiano
Anche dal mondo accademico e fiscale sono arrivati segnali di forte approvazione. Il professor Marco Ciccozzi, docente di economia aziendale all’Università Cattolica, ha dichiarato come questa sia «un’opportunità concreta per il mercato italiano e un passo dentro un più ampio percorso di trasformazione». Dal fronte del mercato, Elena Del Drago, gallerista, storica dell’arte e giornalista, ha posto l’accento sulla necessità di valorizzare anche il segmento più dinamico e meno visibile del sistema artistico: «Esiste un’ampia fascia di mercato sotto i 10.000 euro, spesso ignorata. Il mercato dell’arte viene ancora percepito come riservato al lusso, alle grandi case d’asta e ai lotti milionari, ma non è così. Questa riforma può aiutare anche il riconoscimento degli artisti italiani all’estero e riportare i grandi nomi nazionali al centro della scena internazionale».
L’arte come motore per il Paese
L’incontro ha tracciato un orizzonte nuovo per l’Italia, che con questa misura ambisce a diventare un punto di riferimento europeo per il collezionismo e l’arte contemporanea. La riduzione dell’IVA al 5% non è solo un incentivo fiscale, ma un atto politico e culturale che potrebbe rilanciare l’intera filiera creativa — dagli artisti ai designer, dagli architetti ai galleristi — rendendo il nostro Paese più attrattivo e competitivo nel contesto globale. Un cambio di paradigma, insomma, che trasforma una leva fiscale in uno strumento strategico per il futuro della cultura italiana.
A completare il quadro normativo e operativo della riforma sono stati gli interventi del professor Angelo Trementozzi, docente di finanza aziendale all’Università Europea di Roma, e dell’avvocato Gabriele Tancioni, tributarista, che hanno illustrato nel dettaglio i meccanismi fiscali e le prospettive applicative del nuovo regime, sottolineando l’importanza di una corretta attuazione per il pieno successo della misura.


