Biennale di Venezia, artisti e curatori contro i Leoni dei Visitatori

Dopo il silenzio della Fondazione della Biennale, si intensificano le proteste dei partecipanti contro il nuovo sistema di premi del pubblico

Dopo settimane in cui il clima attorno alla Biennale sembrava essersi finalmente disteso, anche grazie alla riconciliazione tra Pietrangelo Buttafuoco e Alessandro Giuli, una nuova polemica è tornata a scuotere l’esposizione veneziana. Ieri, mercoledì 3 giugno, artisti, curatori e numerosi padiglioni di In Minor Keys hanno denunciato il silenzio della Fondazione della Biennale di fronte ad una lettera inviata il 20 maggio, in cui i firmatari chiedevano di essere esclusi dai “Leoni dei Visitatori“, i nuovi riconoscimenti che verranno assegnati direttamente dal pubblico.

Una protesta che affonda le proprie radici nei mesi precedenti all’inaugurazione della manifestazione. Già allora la Biennale era stata teatro di contestazioni e prese di posizione legate alla presenza dei Padiglioni Israele e Russia, due partecipazioni che avevano suscitato la reazione di attivisti, associazioni e artisti. In prima linea vi erano realtà come Art Not Genocide Alliance (ANGA) e il collettivo Pussy Riot, che attraverso appelli pubblici e iniziative di protesta avevano contribuito ad alimentare il dibattito attorno all’esposizione. In questo contesto già carico di tensioni si è poi aperto un nuovo fronte di scontro, questa volta legato al sistema dei premi ufficiali della manifestazione.

Il 22 aprile erano stati annunciati i membri della giuria internazionale selezionata dalla curatrice Koyo Kouoh. Secondo la ricostruzione fornita dai firmatari della lettera, il giorno successivo la giuria – presieduta da Solange Farkas e composta da Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi – avrebbe deciso di escludere dalla valutazione i padiglioni coinvolti in questioni oggetto di indagine da parte della Corte Penale Internazionale. Una decisione che, sempre secondo quanto scritto nella lettera, avrebbe comportato conseguenze legali e personali tali da portare l’intera giuria a dimettersi il 30 aprile. Nello stesso giorno, la Biennale annunciava però l’istituzione dei “Leoni dei Visitatori”, un nuovo sistema di premi affidato direttamente al giudizio del pubblico.

È proprio questa decisione ad aver innescato la protesta che oggi coinvolge artisti e partecipanti alla mostra. Il 9 maggio, giorno di apertura al pubblico della Biennale, 52 artisti della mostra In Minor Keys e 16 artisti dei Padiglioni nazionali hanno comunicato formalmente la propria volontà di non prendere parte ai nuovi premi in solidarietà della giuria. Nella lettera inviata alla Fondazione precisano infatti di non essere contrari a un riconoscimento assegnato dai visitatori, quanto piuttosto all’introduzione di questo sistema in risposta alla dimissione della giuria. Inoltre considerano questa iniziativa come una deviazione rispetto alle procedure concordate all’inizio della manifestazione e una contraddizione rispetto alle condizioni accettate dagli artisti al momento dell’invito a partecipare.

La situazione si è ulteriormente irrigidita il 14 maggio, quando i visitatori in possesso del biglietto per Giardini e Arsenale hanno ricevuto le schede di voto e, tra le opzioni disponibili, comparivano i nomi degli artisti che avevano già espresso pubblicamente la volontà di essere esclusi dalla competizione. Nonostante le richieste però, il sistema dei Leoni dei Visitatori è rimasto invariato. Il 29 maggio la Biennale ha pubblicato sul proprio sito le modalità ufficiali di voto, confermando il regolare svolgimento dell’iniziativa. A distanza di settimane, gli artisti denunciano di non aver ricevuto alcuna risposta dalla Fondazione, né una conferma di ricezione della lettera.

Un silenzio che, nel comunicato diffuso il 3 giugno, definiscono “altamente irrispettoso” non solo nei confronti dei firmatari, ma anche del pubblico chiamato a esprimere preferenze che, secondo le loro richieste, non dovrebbero essere prese in considerazione. Per questo motivo il gruppo ha annunciato l’intenzione di valutare ulteriori iniziative e possibili azioni legali.