Dopo quasi cinque mesi di indagini, si chiude con il recupero delle opere uno dei furti d’arte più clamorosi avvenuti in Italia negli ultimi anni. I Carabinieri del Comando provinciale di Parma, insieme agli specialisti del Comando Tutela Patrimonio Culturale, hanno ritrovato i tre capolavori di Paul Cézanne, Pierre-Auguste Renoir e Henri Matisse sottratti lo scorso marzo dalla Fondazione Magnani Rocca, a Mamiano di Traversetolo, nel Parmense. Le opere, il cui valore complessivo supera i 9 milioni di euro, sono Tasse et plat de cerises di Cézanne, matita e acquerello su carta stimato in circa 6 milioni di euro; Les Poissons di Renoir, olio su tela del 1917 del valore di circa 3 milioni; e Odalisque sur la terrasse di Matisse, un’acquatinta a colori su carta valutata intorno ai 20mila euro.

Il blitz e il ritrovamento in uno scantinato
Il recupero è arrivato al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma. Le perquisizioni condotte dai militari hanno permesso di individuare i dipinti in città: secondo le ricostruzioni emerse dopo l’operazione, erano stati nascosti nello scantinato di un’abitazione privata, sistemati all’interno di uno scatolone per televisore. Nonostante i timori che potessero essere trasferiti all’estero e immessi nei circuiti clandestini del mercato dell’arte, i capolavori non avrebbero mai lasciato l’Italia. L’inchiesta, tuttavia, non è conclusa. Nove persone di nazionalità moldava risultano indagate, mentre cinque sono state fermate. Tra le ipotesi contestate figura anche quella dell’associazione per delinquere. Gli investigatori ritengono di avere a che fare con un gruppo organizzato e abituato ai furti, ma non necessariamente specializzato nel traffico di opere d’arte. Ed è proprio questo uno degli aspetti più singolari della vicenda. Rubare opere tanto note può infatti trasformarsi in un problema per gli stessi ladri: una volta diffuse fotografie, descrizioni e caratteristiche dei dipinti, venderli sul mercato legale diventa praticamente impossibile e anche la loro ricettazione clandestina si fa estremamente rischiosa.

Un furto durato meno di tre minuti
Il colpo era stato messo a segno nella notte tra il 22 e il 23 marzo. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, diffuse dopo il recupero, mostrano uomini incappucciati entrare nell’edificio e impossessarsi rapidamente delle opere. L’intera azione sarebbe durata meno di tre minuti. I ladri avevano preso di mira la cosiddetta Sala dei francesi, al piano superiore della villa. Nel corso della fuga era stata abbandonata una quarta opera, un altro Renoir, Paysage de Cagnes. Le indagini hanno inoltre ricostruito l’impiego di un trattore rubato, utilizzato per sfondare il cancello d’ingresso. Un’operazione fulminea e apparentemente preparata nei dettagli, che tuttavia avrebbe lasciato dietro di sé una serie di tracce decisive. Tra gli elementi che avrebbero aiutato gli investigatori a risalire ai presunti responsabili figurano un estintore utilizzato durante il colpo e alcuni attrezzi abbandonati o danneggiati sul posto. Quegli errori, incrociati con gli altri elementi raccolti nel corso di mesi di accertamenti, avrebbero contribuito a stringere il cerchio intorno al gruppo.


