Sono arrivati a Roma il 1° settembre i 15 nuovi borsisti di Villa Medici, protagonisti della promozione 2026-2027 dell’Accademia di Francia. Artisti, scrittori, musicisti, registi, curatori e ricercatori trascorreranno un anno nella storica sede sul Pincio, lavorando a progetti che attraversano discipline e linguaggi differenti, dalle arti visive alla letteratura, dalla composizione musicale al cinema, fino alla storia dell’arte e al restauro. La nuova classe è il risultato di una selezione particolarmente partecipata: sono stati 798 i dossier presentati, per un totale di 847 candidati. I borsisti avranno a disposizione una borsa di studio, un alloggio e uno spazio di lavoro, entrando a far parte di una comunità che ogni anno porta a Villa Medici oltre 70 tra artisti, autori e ricercatori, accolti attraverso residenze di diversa durata.

Dall’arte al cinema, i progetti della nuova classe
Tra i nuovi ingressi c’è Louidgi Beltrame, artista attivo tra cinema e arte contemporanea, che durante la residenza svilupperà Chambre à Rome, una ricerca filmica legata alla figura del poeta e artista peruviano Jorge Eduardo Eielson. Il progetto prevede la realizzazione di un film in Super 8 concepito come un diario quotidiano romano. Il compositore Oren Boneh lavorerà invece sul rapporto tra suono, gesto e narrazione, prendendo come punto di partenza il lavoro dei rumoristi e la capacità di trasformare oggetti comuni in strumenti per costruire immaginari sonori. Louise Chennevière, scrittrice e musicista, tornerà alla figura mitologica di Elettra per proseguire la propria indagine sull’inconscio collettivo legato al femminile.
Roma e il suo patrimonio saranno al centro anche della ricerca di Lydiane Chomienne, restauratrice specializzata nelle tempere su tele monumentali, che studierà alcuni complessi pittorici romani e i cosiddetti “finti arazzi”. Jean Claracq metterà invece in relazione le vestigia dell’antica Roma con i palazzi decadenti della Manhattan degli anni Settanta e Ottanta, interrogandosi sulla fragilità dei sistemi di potere attraverso opere a metà strada tra pittura e modello architettonico. Tra letteratura e storia dell’arte si muove anche il progetto di Marie de Quatrebarbes, che lavorerà a Être réelle, racconto dedicato alle tracce lasciate dall’artista cubano-americana Ana Mendieta. Gli artisti Neïla Czermak Ichti e Ibrahim Meïté Sikely svilupperanno invece un progetto comune di grandi dipinti e libri autoprodotti, facendo dell’immaginario uno strumento di resistenza politica e sociale.


Roma come terreno di ricerca
La città entra direttamente anche in molti degli altri progetti selezionati. La regista e scrittrice Amandine Gay lavorerà alla sceneggiatura di Servante, Sainte, Femme?, lungometraggio dedicato alla vicenda di Bakhita e alla libertà delle donne nere in Europa. Charlotte Houette guarderà invece alla Roma barocca e ai suoi dispositivi scenografici per realizzare dipinti meccanici e installazioni capaci di coinvolgere fisicamente lo spettatore. La drammaturga e performer Vanasay Khamphommala concentrerà la propria ricerca sulla figura mitologica di Ganimede e sulle sue risonanze contemporanee, mentre la scrittrice Nina Leger metterà in dialogo le architetture dipinte del Rinascimento con i data center contemporanei, compreso ROM1, attualmente in costruzione a Roma.
Lo scrittore Oliver Rohe svilupperà un testo tra documentazione e fiction a partire da due casi di sequestro extragiudiziale avvenuti nel 2003 in Germania e in Italia. Aïcha Snoussi esplorerà invece i mondi sotterranei di Roma attraverso un film sospeso tra documentario e finzione, immaginando il sottosuolo della città come un riflesso capovolto dei suoi monumenti. A completare la nuova classe è Valentine Umansky, curatrice e autrice attualmente responsabile del dipartimento delle immagini in movimento e delle acquisizioni europee e fotografiche della Tate Modern, che studierà i sistemi di notazione e le istruzioni utilizzate dagli artisti nella performance e nell’arte sonora.


Il primo appuntamento con il pubblico
Per vedere i primi risultati non bisognerà attendere la conclusione delle residenze. Giovedì 26 novembre 2026 Villa Medici ospiterà la Notte Bianca, primo momento di presentazione pubblica dei progetti della nuova classe. Nel corso della serata, aperta gratuitamente al pubblico, gli spazi della Villa e i suoi giardini accoglieranno installazioni, interventi visivi e opere performative. L’appuntamento inaugurerà un anno scandito da concerti, letture, conferenze, spettacoli e incontri, fino alla mostra conclusiva del programma estivo, quando le ricerche sviluppate durante la permanenza romana saranno presentate nella loro forma più compiuta.



