Sotheby’s e Christie’s rilanciano per sopravvivere alla crisi

Mercati incerti, guerre, inflazione. Sotheby’s e Christie’s non mollano la presa: previsti guadagni miliardari per le aste di novembre

“Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente” affermava Mao Zedong. L’incertezza dei mercati finanziari e di quello dell’arte sembra favorire Sotheby’s e Christie’s. Tra pezzi di artisti iconici come Magritte, Monet e Cattelan, all’apertura della settimana le principali case d’asta di New York si preparano a incassi milionari. L’empire des lumières di René Magritte, stimato oltre 95 milioni di dollari, e le celebri Ninfee di Monet rappresentano i lotti più ambiti di questa edizione, affiancati da opere moderne e contemporanee di Kandinsky, Matisse e Koons.

Le aste di Sotheby’s

Sotheby’s apre le danze lunedì 18 novembre con la collezione di Sydell Miller, imprenditrice e filantropa americana. Un testamento del suo buon gusto: Charles F. Stewart, CEO di Sotheby’s, vede un filo conduttore di tutta la collezione, ed è «l’occhio di Miller per la bellezza, così come la intendeva in modo innato». Nomi eccellenti compongono il bottino: le Ninfee di Claude Monet, stimato 60 milioni di dollari, Wassily Kandinsky (15-20 milioni), François-Xavier Lalanne (4-6 milioni). A fine giornata altre sorprese: Leonora Carrington con La Grande Dame e Torse de jeune fille di Henri Matisse (12-18 milioni).

Grande attesa per la prossima asta di giovedì 21 novembre: The Now and Contemporary Evening Auction, tra talenti emergenti e icone consacrate del XX e XXI secolo. Tra i giovanissimi, spiccano i red-chip come Louis Fratino, con opere come Anemoni e mimose stimate tra 100.000 e 150.000 dollari, Jadé Fadojutimi (500.000-700.000 dollari) e Hilary Pecis (300.000-500.000 dollari), nuova avanguardia del mercato contemporaneo. Accanto a loro, i titani dell’arte moderna e contemporanea: Woman in Tub di Jeff Koons per 10-15 milioni di dollari, Georges’ Flag di Ed Ruscha (8-12 milioni di dollari) e Untitled XXV di Willem de Kooning, (9 e 12 milioni di dollari). E poi c’è Maurizio Cattelan con la sua Comedian, la banana attaccata con lo scotch, che raggiunge il milione di dollari.

Christie’s rilancia nel segno della luce

Christie’s segue il 19 novembre: si parte da almeno 95 milioni per L’empire des lumières di Magritte. Seguono altri capolavori del XX e XXI secolo, con opere di Mitchell e Giacometti, rispettivamente 20 e 30 milioni circa. Con una stima di circa 50 milioni, una delle opere più attese è Standard Station di Ed Ruscha. Giovedì 21 novembre sarà il turno di un Untitled di Jean Michel Basquiat (20-30 milioni), Large Vase of Flowers di Jeff Koons (6-8 milioni), una zucca di Yayoi Kusama (6-8 milioni).

Il totale aggregato previsto varia tra 1,2 e 1,6 miliardi di dollari. Nell’incertezza dei mercati, possedere un pezzo d’arte non è solo un bene rifugio ma una speculazione vincente. Licenziamenti e debiti delle case d’aste sono sintomi della crisi del mercato dell’arte ma in realtà è solo un passaggio di testimone. Nuovi attori globali calcano la scena, acquistando lotti del campo dell’arte o espandendosi su nuove avanguardie. La stagione d’aste di questo novembre sarà la cartina tornasole di queste tendenze.

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