Christie’s è la prima casa d’aste internazionale a stabilirsi in modo permanente in Arabia Saudita, con l’apertura di una sede a Riyadh. La società ha infatti recentemente annunciato di aver ottenuto la licenza commerciale per operare nel paese mediorientale: lo scopo è quello di consolidare una clientela già fidelizzata e coinvolgere una nuova e promettente generazione di collezionisti.
Ad accogliere la sfida, sarà la consulente d’arte e lusso Nour Kelani, nominata amministratrice delegata: in precedenza, Kelani ha guidato le operazioni presso la Ayyam Gallery di Jeddah dove ha supervisionato l’asta Young Collector’s Auction della galleria e ha lavorato per collezioni private. Con sede nella capitale Riyadh, guiderà i servizi clienti di Christie’s per il business secondario di belle arti e lusso. Tra gli obiettivi prefissati, come si legge nel comunicato, quello di “costruire sulla clientela consolidata nel Regno e coinvolgere la prossima generazione di collezionisti”.

Una mossa che rende questa realtà la prima auction house a conquistare l’Arabia, segnando la sua seconda sede nel Golfo dopo l’apertura a Dubai nel 2005 e tenendo lì aste di arte moderna e contemporanea mediorientale dal 2006. “Sono lieta di entrare a far parte di Christie’s, che è nota per il suo approccio aziendale innovativo combinato con un’incredibile tradizione e competenza leader a livello mondiale”, ha affermato Kelani in una dichiarazione. “Non vedo l’ora di costruire sui miei legami con collezionisti, istituzioni e altri nell’ecosistema dell’arte nella regione per espandere ulteriormente le fondamenta che la casa d’aste ha già messo in atto”.

L’Arabia Saudita e l’arte
L’Arabia Saudita ospita un numero sempre maggiore di collezioni private e pubbliche, nonché biennali e istituzioni inaugurate nell’ambito del progetto culturale trasformativo Vision 2030 dello Stato. Proprio la Christie’s ha raggiunto il record per un’opera d’arte all’asta quando ha venduto il Salvator Mundi a Mohammed bin Salman, principe ereditario e primo ministro del paese arabo, tramite un terzo offerente, sempre dall’Arabia Saudita. E nel 2011, la casa ha raggiunto il record d’asta per un artista saudita, vendendo l’installazione in rame e legno di Abdulnasser Gharem Message/Messenger (2010) a Dubai per $ 842.500.


Infatti, le aste di arte moderna e contemporanea mediorientale hanno stabilito diversi record, incluso quello di novembre 2023, quando Christie’s ha raggiunto 5,1 milioni di sterline in due aste dal vivo guidate dalla Dalloul Collection. Inoltre, Christie’s Dubai ospita regolarmente aste di orologi, con “The Dubai Edit” nell’aprile del 2024 che ha fruttato 4,88 milioni di dollari.

D’altro canto, la casa d’aste “rivale” Sotheby’s sta anche aumentando la sua presenza nella regione in seguito a un investimento di 1 miliardo di dollari da parte del Sovereign Wealth Fund di Abu Dhabi, che punta a incrementare la sua posizione in Medio Oriente. L’espansione di entrambe le case d’asta coincide con la continua crescita del luxury market che dopo l’apertura del Louvre di Abu Dhabi nel 2017 prevede quella del Guggenheim Abu Dhabi, la cui apertura è prevista entro il 2027.


