Il mercato dell’arte si prepara a un autunno che potrebbe entrare nella storia. A catalizzare l’attenzione dei grandi collezionisti internazionali saranno Vincent van Gogh e Paul Cézanne, protagonisti di due vendite che, insieme, potrebbero avvicinarsi alla cifra vertiginosa di 350 milioni di dollari. Le opere provengono dalla celebre collezione di Nelly Arrieta de Blaquier e Carlos Pedro Blaquier, una delle raccolte private più importanti dell’America Latina, e saranno proposte da Sotheby’s. Secondo le valutazioni circolate sul mercato, il Van Gogh potrebbe raggiungere i 200 milioni di dollari, mentre il Cézanne potrebbe spingersi verso i 150 milioni. La raccolta Blaquier nel suo complesso viene valutata intorno ai 450 milioni e comprende anche lavori di Degas, Renoir e Pissarro.

Il Van Gogh degli ultimi mesi e il Cézanne degli Arlecchini
Il pezzo destinato ad attirare maggiormente i riflettori è Châtaignier en fleurs roses et blanches, dipinto da Van Gogh nel 1890, l’anno della sua morte. La stima indicata è compresa fra 150 e 200 milioni di dollari. Se il prezzo finale dovesse avvicinarsi alla parte alta della forchetta, il dipinto supererebbe nettamente il record d’asta dell’artista. Il primato appartiene infatti a Verger avec cyprès (Orchard with Cypresses) del 1888, venduto da Christie’s a New York nel novembre 2022 per 117,18 milioni di dollari, diritti compresi. Il quadro faceva parte della monumentale collezione di Paul G. Allen, la cui dispersione produsse complessivamente circa 1,5 miliardi di dollari. La prospettiva di un Van Gogh da 200 milioni appare ancora più significativa se confrontata con un risultato molto recente. Nel maggio 2026 Sotheby’s ha venduto a New York La Moisson en Provence, raro acquerello realizzato ad Arles nel 1888, per 29,43 milioni di dollari. L’opera era una delle appena quattro grandi carte di quel periodo ancora conservate in mani private.
Il quadro Blaquier appartiene dunque a un’altra categoria: quella dei “trophy works”, opere immediatamente riconoscibili per autore, rarità, provenienza e qualità e per le quali il confronto non avviene più soltanto all’interno della produzione di un singolo artista, ma con i prezzi assoluti raggiunti dai grandi capolavori del mercato internazionale. Non meno importante è il Cézanne legato alla serie degli Arlecchini, per il quale le aspettative superano i 120 milioni di dollari e potrebbero arrivare, secondo le valutazioni riportate, intorno ai 150 milioni. L’Arlecchino occupa un posto particolare nella produzione di Cézanne della fine degli anni Ottanta dell’Ottocento. Il pittore lavorò ripetutamente sul personaggio della commedia dell’arte, utilizzando anche il figlio Paul come modello. Il tema culminò in opere come Mardi Gras, dove Arlecchino e Pierrot diventano non tanto protagonisti di una scena narrativa quanto elementi di una complessa costruzione pittorica fatta di posture, colori e tensioni geometriche.
Quelle immagini avrebbero avuto conseguenze profonde anche sulla generazione successiva. Gli Arlecchini di Cézanne furono infatti un riferimento per Picasso, che trasformò a sua volta la figura della commedia dell’arte in uno dei personaggi ricorrenti della propria iconografia. Anche per Cézanne la vendita potrebbe avere conseguenze da record. Nel 2022 La Montagne Sainte-Victoire, proveniente ancora una volta dalla collezione Paul Allen, raggiunse da Christie’s 137,8 milioni di dollari, stabilendo il primato d’asta per l’artista e più che raddoppiando il precedente record. Un risultato intorno ai 150 milioni collocherebbe dunque il nuovo dipinto ai vertici assoluti del mercato di Cézanne.

La collezione Blaquier, un museo privato in Argentina
Dietro i due quadri c’è però un’altra storia: quella della famiglia Blaquier. Nelly Arrieta de Blaquier, scomparsa nel 2020, fu una figura centrale del collezionismo e del mecenatismo argentino. La raccolta costruita insieme a Carlos Pedro Blaquier arrivò a comprendere opere di alcuni dei maggiori protagonisti dell’arte europea tra Otto e Novecento. La sua importanza era tale che, secondo testimonianze raccolte dalla stampa argentina, veniva considerata una collezione privata in grado di competere per qualità con quelle museali del Paese. La vicenda della raccolta ha avuto anche un capitolo controverso. Nel 2023 le autorità doganali argentine contestarono irregolarità relative all’esportazione temporanea di undici opere attribuite alla collezione, fra cui dipinti di Van Gogh, Cézanne, Monet, Renoir, Degas, Gauguin e altri maestri, imponendo sanzioni miliardarie in pesos. L’approdo dei suoi pezzi più prestigiosi sul mercato internazionale rappresenta quindi non soltanto un evento commerciale, ma anche un passaggio nella storia di una delle grandi raccolte private sudamericane del Novecento.


