Una nuova piattaforma porta l’arte iraniana nel mercato internazionale

La nuova iniziativa di Duran Art Projects riunisce circa 700 opere di autori iraniani emergenti e sottorappresentati. Il ricavato delle vendite viene destinato integralmente agli artisti

È online dal 13 agosto Continuum: Artist Relief for Iran, piattaforma nata per mettere in contatto gli artisti iraniani con collezionisti e acquirenti internazionali. Il progetto presenta circa 700 opere realizzate da oltre 200 artisti, con l’obiettivo di sostenere direttamente una scena culturale penalizzata dalle difficoltà economiche, dalle sanzioni e dalle conseguenze del conflitto.

Continuum rappresenta la prima iniziativa di Duran Art Projects, piattaforma curatoriale senza scopo di lucro con sede in Canada fondata dal collezionista Dario Duran e dalla curatrice Mariam Rasti. Uno degli elementi centrali del progetto è il modello economico: il 100% dei proventi delle opere è destinato agli artisti, mentre le gallerie iraniane coinvolte hanno aderito rinunciando alle commissioni. La selezione non riguarda soltanto Teheran. La piattaforma punta infatti a dare spazio ad autori attivi in diverse città e regioni dell’Iran, comprese aree normalmente poco rappresentate nel circuito internazionale dell’arte contemporanea.

Un sostegno economico in una fase di forte difficoltà

L’iniziativa è stata sviluppata in risposta al deterioramento delle condizioni economiche e sociali degli artisti residenti nel Paese. Alle conseguenze della guerra si aggiungono problemi che interessavano il settore già da tempo: inflazione, difficoltà nei pagamenti internazionali, restrizioni agli spostamenti e ostacoli nella spedizione delle opere. Le sanzioni hanno contribuito negli anni a rendere particolarmente complesso il rapporto tra gli artisti iraniani e il mercato globale. Vendere attraverso gallerie straniere, ricevere pagamenti, spedire un’opera all’estero oppure partecipare a programmi di residenza internazionale può comportare difficoltà che vanno ben oltre quelle normalmente affrontate da un artista emergente. Continuum cerca di ridurre almeno in parte questa distanza creando una vetrina internazionale accessibile online e un canale attraverso il quale i collezionisti stranieri possono scoprire e acquistare direttamente le opere.

Una selezione curatoriale oltre l’immagine della guerra

Il progetto non si presenta soltanto come un programma di sostegno economico. La selezione delle opere segue anche criteri curatoriali e punta a mostrare la varietà delle pratiche artistiche contemporanee presenti oggi in Iran. Gli artisti non sono chiamati a rappresentare necessariamente la guerra, la crisi politica o le difficoltà del Paese. Pittura, fotografia e altre forme di ricerca visiva affrontano temi e linguaggi differenti, evitando di trasformare l’esperienza degli autori iraniani in una rappresentazione esclusivamente legata al trauma.

Tra gli artisti presenti figurano anche Mina Darijani e Ali Akbar Sharifi, attivi a Bam, nella provincia di Kerman, insieme ad autori provenienti da numerose altre aree del Paese. La distribuzione geografica è uno degli aspetti caratterizzanti dell’iniziativa: l’intenzione è offrire visibilità anche a chi opera lontano dai principali centri del sistema artistico iraniano.

Il nodo delle spedizioni e dei pagamenti

Portare le opere dall’Iran ai compratori internazionali rimane tuttavia complesso. Le difficoltà nei collegamenti e nelle spedizioni rendono i tempi di consegna più lunghi rispetto a quelli del normale mercato dell’arte online. La piattaforma indica agli acquirenti una finestra indicativa di tre-sei mesi per la consegna, proprio per tenere conto delle possibili complicazioni logistiche. A queste si aggiunge la volatilità della valuta iraniana, che può incidere sul valore effettivo delle somme destinate agli artisti.

Nonostante gli ostacoli, il progetto prova a costruire un collegamento stabile tra una comunità artistica fortemente isolata e il pubblico internazionale. Continuum assume così una funzione che supera la semplice vendita di opere. In una fase nella quale molti dei tradizionali canali di scambio con l’Iran risultano difficili o interrotti, l’arte diventa uno strumento per mantenere aperta una relazione con l’esterno. Per centinaia di artisti emergenti, la possibilità di essere osservati e acquistati da un collezionista a migliaia di chilometri di distanza significa non soltanto ottenere un sostegno economico, ma entrare in un circuito internazionale dal quale, fino a oggi, molti sono rimasti esclusi.