A Bruxelles il conto alla rovescia è iniziato. Il 28 novembre 2026 aprirà ufficialmente Kanal-Centre Pompidou, il nuovo grande polo culturale della capitale belga dedicato all’arte moderna e contemporanea, all’architettura e alle arti performative. La sede è l’ex garage Citroën di piazza Sainctelette, uno degli edifici industriali più riconoscibili della città. Costruito tra il 1933 e il 1934 lungo il canale Charleroi-Bruxelles, il complesso conserva ancora la grande facciata in vetro e acciaio che in origine serviva a esporre i modelli della casa automobilistica. Oggi quella stessa struttura è stata trasformata in un museo di circa 40mila metri quadrati, di cui 13mila destinati alle mostre.
Il progetto architettonico è firmato da EM2N, noAarchitecten e Sergison Bates Architects, riuniti sotto il nome di Atelier Kanal. L’intervento ha mantenuto leggibile l’impianto industriale dell’edificio, inserendo al suo interno tre nuovi volumi destinati alle esposizioni, agli uffici, agli eventi e ai servizi pubblici. La nuova istituzione nasce con un obiettivo dichiarato: diventare un luogo aperto e attraversabile, capace di accogliere pubblici diversi anche al di fuori della visita tradizionale alle mostre.
Un museo pensato come spazio pubblico
Nel programma di Kanal trovano posto arti visive, architettura, danza, cinema, musica e teatro. Gli spazi ospiteranno inoltre una biblioteca con circa 65mila volumi, un centro di ricerca e archiviazione, laboratori, aree studio, un bookshop, ristoranti e spazi dedicati alle famiglie.
Una parte importante del progetto riguarda proprio la relazione con la città. La cosiddetta Glass Room sarà accessibile gratuitamente e permetterà ai visitatori di osservare alcune aree espositive senza acquistare il biglietto. Anche una delle vecchie rampe automobilistiche è stata recuperata come percorso pedonale interno.
Per i più giovani, il collettivo Assemble sta realizzando un parco giochi di circa 700 metri quadrati, pensato come un paesaggio di colline artificiali ispirate ai cumuli di carbone che un tempo venivano trasportati lungo il canale. L’idea di fondo è quella di un museo in cui il tempo della visita possa comprendere attività diverse: vedere una mostra, lavorare, leggere, assistere a una performance o semplicemente fermarsi negli spazi comuni.

Dieci mostre per l’apertura
Kanal inaugurerà con dieci mostre, distribuite nei diversi ambienti del nuovo museo. Nella Lower Room sarà presentata La première fois di Joëlle Tuerlinckx, a cura di Devrim Bayar e Pietro Scammacca. Il progetto nasce dai materiali raccolti dall’artista durante gli anni di trasformazione dell’edificio: annunci, segnali acustici, rumori del cantiere e frammenti sonori entreranno a far parte dell’installazione.
La Room 2, uno spazio di circa duemila metri quadrati, ospiterà invece A truly immense journey, mostra costruita attorno a oltre 350 opere, in gran parte provenienti dal Centre Pompidou. Il percorso comprende lavori di Henri Matisse, Pablo Picasso, Wifredo Lam e Alberto Giacometti e prende come riferimento il tema del viaggio, anche in relazione alla posizione del museo lungo il canale. Il programma inaugurale comprende anche il nuovo dipartimento Kanal Architecture, nato dall’esperienza del Civa-Centre International pour la Ville, l’Architecture et le Paysage.
La mostra Right to the city – Right to the future affronterà i temi della città, del paesaggio e degli ecosistemi urbani, con Bruxelles al centro della riflessione. L’obiettivo è presentare l’architettura come disciplina legata ai cambiamenti sociali e alle forme di convivenza nello spazio urbano.
La partnership con il Centre Pompidou
Il progetto Kanal nasce dall’accordo siglato nel 2017 tra la Regione di Bruxelles-Capitale, la Fondazione Kanal e il Centre Pompidou. La collaborazione proseguirà fino al 2031 e prevede la coproduzione di mostre e la concessione di opere provenienti dal Musée national d’Art moderne. Allo stesso tempo Kanal sta costruendo una propria collezione. Avviata nel 2018, comprende pittura, scultura, fotografia e installazioni, con una particolare attenzione agli artisti legati a Bruxelles e alle produzioni realizzate dopo il 2000. Il rapporto con Parigi sarà quindi uno degli elementi portanti della programmazione, ma il museo punta anche a consolidare una propria identità e un legame diretto con il territorio belga.

Performance, musica e nuovi formati
Uno degli spazi centrali del nuovo complesso sarà la Hall 1, ricavata nell’ex area di lavaggio del garage Citroën e destinata a performance, danza, musica e pratiche partecipative. Per l’apertura sarà presentato No Show, progetto del duo Deborah Bowmann con il musicista Maoupa Mazzocchetti e una ventina di artisti attivi a Bruxelles. L’intervento occuperà cinque sale e metterà insieme suono, luce, performance e installazione.
La domanda alla base del progetto riguarda direttamente il ruolo del museo contemporaneo: fino a che punto un’istituzione culturale può integrare forme di intrattenimento senza perdere la propria funzione critica e conoscitiva? Kanal sembra voler affrontare la questione senza separare rigidamente linguaggi e pubblici, includendo nella programmazione formati che normalmente appartengono al teatro, alla musica dal vivo e alla performance.
Banu Cennetoğlu e la fragilità dei diritti
Tra gli interventi più attesi figura anche Right? di Banu Cennetoğlu, realizzato in collaborazione con Amnesty International e destinato all’ex showroom Citroën. L’artista utilizzerà palloncini a forma di lettere per comporre gli articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani. Con il passare del tempo, i palloncini perderanno aria e si deformeranno, introducendo un elemento di precarietà nel testo. L’opera assume un significato particolarmente forte a Bruxelles, sede delle principali istituzioni europee e città segnata da una complessa stratificazione culturale e sociale.
Una nuova istituzione per Bruxelles
Il direttore generale Yves Goldstein, che ha annunciato la rinuncia a un terzo mandato ma resterà in carica fino all’inizio del 2027, ha descritto Kanal come un luogo democratico, inclusivo e aperto alla città. La sfida, dopo anni di lavori e un investimento economico rilevante, sarà tradurre questi principi nella pratica quotidiana.


