Narni diventa per tre giorni una città da attraversare con tutti i sensi. Dall’11 al 13 settembre torna Narni Città Teatro, giunto alla settima edizione, con un programma che porta spettacoli, performance, musica, danza e arte contemporanea fuori dai luoghi convenzionali per incontrare direttamente il tessuto urbano.
Il tema scelto per questa edizione, “Stati di umanità”, diventa una sorta di bussola per un festival che guarda all’essere umano nelle sue molteplici forme: fragile e resistente, solo e collettivo, inquieto, creativo, capace di cambiare. A costruire questo percorso sono Davide Sacco e Francesco Montanari, direttori artistici della manifestazione, insieme ad Antonella Liuzzi, alla guida della sezione dedicata all’arte contemporanea.

Il centro storico di Narni sarà così trasformato in un grande palcoscenico diffuso. Dal Teatro Manini a Piazza dei Priori, dal Chiostro di Sant’Agostino all’Auditorium San Domenico, fino al Mercato Coperto e all’Ala Diruta, ogni spazio entrerà in relazione con gli artisti e con il pubblico. Tra gli appuntamenti figurano i lavori di Pablo Trincia, Ambra Angiolini, Francesco Piccolo, Emanuele Aldrovandi, Leonardo Manzan e Giulia Mei, accanto alle proposte internazionali di Damien Droin, Raissa Avilés e Marzio Picchetti.
Ad aprire il festival, venerdì 11 settembre, sarà la Banda dell’Esercito Italiano al Teatro Manini, con un concerto di beneficenza. La giornata proseguirà con il circo contemporaneo di Damien Droin e Hors Surface, la rilettura de Il Gattopardo affidata a Francesco Piccolo e il debutto nazionale de L’Ostaggio, con Edoardo Pesce e Giancarlo Porcacchia. In serata, Piazza dei Priori accoglierà la musica di Giulia Mei.
Sabato sarà invece Ambra Angiolini, con La misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni, a chiudere la giornata al Teatro Manini. Nel programma anche Dieci modi per morire felici di Emanuele Aldrovandi e le performance di Raissa Avilés e Hors Surface.
Domenica il festival inizierà all’alba, alle 6.30, con Pablo Trincia all’Ala Diruta, prima di proseguire tra teatro, performance e nuove forme di racconto. A chiudere la settima edizione sarà Minotauro di Marzio Picchetti.
Particolarmente articolata anche la sezione dei progetti speciali, pensata per rendere la città protagonista. Installazioni, circo, performance partecipate e danza attraverseranno strade e piazze, coinvolgendo anche gli abitanti di Narni. Tra le proposte, Strati di Mauro Maurizio Palumbo, Danzare la città e un progetto dedicato all’intelligenza artificiale curato da Federico Meschini al DigiPASS.

Al centro della sezione di arte contemporanea, curata da Antonella Liuzzi, sarà Valerio Berruti con una personale intitolata Stati di umanità. L’artista torna sul tema dell’infanzia, elemento ricorrente della sua ricerca, trasformandola in una lente attraverso cui osservare emozioni e contraddizioni dell’esistenza. Sculture monumentali, videoanimazioni e opere realizzate nell’arco di oltre vent’anni costruiranno un percorso sospeso tra memoria, vulnerabilità, gioco e attesa.
È proprio questa idea di sospensione a definire lo spirito della manifestazione: per tre giorni Narni non sarà soltanto il luogo che ospita un festival, ma il festival stesso. Una città temporaneamente trasformata, dove il teatro incontra la strada, l’arte dialoga con l’architettura e il pubblico diventa parte dell’opera.


