Nella storia di Etro anche una collezione d’arte: pronta l’asta a Milano

Tra i lotti appartenuti a Gerolamo “Gimmo” Etro anche una coppa appartenuta ad Arturo Toscanini e opere di Vittorio Matteo Corcos

Dietro il nome di Gerolamo “Gimmo” Etro c’è anche una lunga attività di collezionista, portata avanti per più di cinquant’anni seguendo interessi personali e accostamenti spesso lontani dalle tradizionali classificazioni del collezionismo. Una parte di questo universo privato arriverà sul mercato dal 22 al 24 settembre, quando Il Ponte Casa d’Aste presenterà a Milano la vendita Gerolamo Etro – A Love Affair. In catalogo figurano dipinti, argenti, mobili e oggetti decorativi di epoche e provenienze differenti: una selezione che permette anche di curiosare tra gusti e interessi del fondatore di ETRO al di fuori del suo lavoro nella moda.

Tra i pezzi con una storia particolarmente riconoscibile c’è una grande coppa in argento a doppia ansa dedicata ad Arturo Toscanini. Fu donata al direttore d’orchestra nel 1921 dai musicisti italiani di Philadelphia, durante la tournée americana dell’Orchestra del Teatro alla Scala. La stima indicata dalla casa d’aste è compresa tra 12mila e 15mila euro. Un’altra coppa d’argento rimanda invece alle vicende delle famiglie reali europee: venne donata dal ramo Savoia-Aosta in occasione delle nozze tra Tommaso di Savoia, Duca di Genova, e Isabella di Baviera, appartenente alla dinastia dei Wittelsbach. In questo caso la valutazione oscilla tra 10mila e 12mila euro.

La pittura occupa a sua volta uno spazio significativo. Tra i lavori segnalati compare La Casta Diva, olio su tela realizzato nel 1903 da Vittorio Matteo Corcos, con una stima di 22mila-25mila euro. È presente anche un ritratto di Stanley Baldwin eseguito dal pittore britannico Glyn Warren Philpot, valutato tra 12mila e 15mila euro.

Non mancano gli arredi. Un divano inglese di Holland & Sons, datato alla metà del Novecento, viene proposto con una valutazione compresa tra 4.500 e 5mila euro. La varietà dei lotti è forse l’aspetto che meglio restituisce il carattere della raccolta: oggetti molto diversi convivono senza l’ambizione apparente di documentare sistematicamente un periodo, una scuola o una particolare tipologia.

È proprio questa eterogeneità a rendere l’asta interessante anche al di là dei singoli valori economici. Più che una collezione costruita secondo criteri accademici, quella di Etro appare come il risultato di incontri, occasioni e preferenze maturate nel corso dei decenni. Oggetti scelti perché capaci, per ragioni differenti, di attirare l’attenzione del collezionista. La vendita riguarda soltanto una parte degli interessi collezionistici di Gerolamo Etro. Insieme alla moglie Roberta, il fondatore della maison ha infatti raccolto negli anni anche importanti nuclei di arte antica, tra terrecotte, marmi e bronzi, oggetto di specifiche pubblicazioni.