Prosegue il riassetto immobiliare delle grandi gallerie internazionali. Gagosian ha lasciato lo spazio al 28-29 di Burlington Arcade, nel cuore di Londra, e nei prossimi mesi chiuderà anche la sede di Rheinsprung 1 a Basilea. Due operazioni che non segnano, almeno per ora, un disimpegno dalle rispettive città: nella capitale britannica rimangono le gallerie di Grosvenor Hill e Davies Street, mentre in Svizzera Gagosian sta valutando nuove opportunità immobiliari.
Le due sedi hanno avuto storie sorprendentemente simili. Entrambe erano nate come operazioni temporanee, favorite dalla disponibilità di immobili, per poi entrare stabilmente nella rete espositiva della galleria. A Burlington Arcade, aperta nell’ottobre 2023 all’interno dello storico complesso commerciale londinese, Gagosian aveva sviluppato una formula su due livelli. Al piano terra trovava posto una versione del Gagosian Shop, dedicata a libri, edizioni e oggetti realizzati in collaborazione con gli artisti; al piano superiore, invece, un piccolo spazio espositivo. In meno di tre anni vi sono state organizzate 16 mostre. L’ultima, conclusa il 18 luglio, riuniva opere legate ai progetti site-specific di Christo e Jeanne-Claude.

La decisione di lasciare Burlington Arcade deriva dall’accordo con la proprietà dell’immobile, intenzionata ad affidare gli spazi a un affittuario commerciale di lungo periodo. Una circostanza che distingue questa chiusura da un vero arretramento della presenza londinese di Gagosian. La galleria continuerà infatti a operare nelle due sedi principali di Mayfair, al 20 di Grosvenor Hill e al 17-19 di Davies Street. Più lunga la storia dello spazio svizzero. Gagosian aveva inaugurato la sede di Basilea nel 2019, in concomitanza con Art Basel, con una collettiva dedicata all’astrazione. Anche in questo caso il progetto era nato come pop-up prima di diventare permanente. In sette anni Rheinsprung 1 ha ospitato 17 esposizioni; la più recente, una collettiva concepita in dialogo con la partecipazione della galleria all’ultima edizione di Art Basel.
L’uscita dall’attuale sede non dovrebbe però coincidere con l’abbandono della città, uno dei principali crocevia mondiali del mercato dell’arte. Gagosian ha fatto sapere di essere alla ricerca di altre opportunità immobiliari a Basilea. Le mosse della galleria fondata da Larry Gagosian arrivano in un momento nel quale anche altri colossi del mercato stanno riconsiderando dimensioni e distribuzione delle proprie sedi. Pace Gallery, dopo aver annunciato a giugno una riduzione del personale e del numero di artisti ed estate rappresentati, è alla ricerca di uno spazio più piccolo a Londra. La sede di Hanover Square, circa 800 metri quadrati, è già tornata sul mercato.
Negli Stati Uniti anche David Zwirner sta lasciando la townhouse al 34 East 69th Street, nell’Upper East Side di Manhattan, utilizzata dal 2017. In questo caso la galleria ha precisato che l’uscita era prevista dopo il completamento, lo scorso anno, della riorganizzazione dei propri immobili a Chelsea. Più che una semplice successione di chiusure, emerge così una revisione delle strategie immobiliari delle mega-gallerie, cresciute negli ultimi anni attraverso reti internazionali sempre più estese e costose. La presenza fisica nelle capitali del mercato rimane centrale, ma sembra accompagnarsi a una maggiore attenzione alla funzione, alle dimensioni e alla sostenibilità economica di ciascuna sede.
Per Gagosian, Londra resta comunque uno snodo di primo piano. A settembre lo spazio di Grosvenor Hill inaugurerà This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte, grande mostra che metterà in relazione circa 70 opere di René Magritte con lavori di artisti contemporanei, riaffermando il peso della capitale britannica nella programmazione internazionale della galleria.



