Artissima 2026, una fiera sempre più globale con 180 gallerie da 35 Paesi

Con un tema ispirato al pensiero di Martha C. Nussbaum, Artissima conferma la propria vocazione internazionale senza rinunciare alla sperimentazione

Artissima svela il volto della sua trentatreesima edizione, in programma dal 30 ottobre al 1° novembre 2026 negli spazi dell’Oval Lingotto di Torino. Per il quinto anno consecutivo sotto la direzione di Luigi Fassi, la fiera prosegue un percorso ormai riconoscibile, che negli ultimi anni ha trasformato l’appuntamento torinese in una piattaforma capace di coniugare mercato, ricerca curatoriale e riflessione critica sul contemporaneo.

L’edizione 2026 riunirà 180 gallerie provenienti da 35 Paesi e quattro continenti, confermando la forte dimensione internazionale della manifestazione. Accanto alle realtà storicamente presenti, saranno 33 le gallerie alla loro prima partecipazione, mentre 60 espositori presenteranno progetti monografici, cifra che testimonia l’attenzione crescente verso format espositivi più concentrati e curatorialmente definiti.

Senza limitarsi a rappresentare le principali capitali europee dell’arte, Artissima amplia ulteriormente il proprio raggio geografico. Particolarmente significativa è la presenza di gallerie provenienti dall’Asia — con partecipazioni da Seul, Tokyo, Shanghai, Taipei, Hong Kong e Kuala Lumpur — insieme a una crescente rappresentanza dell’America Latina e del Sudafrica, senza dimenticare gli Stati Uniti e il consolidato asse dell’Europa centro-orientale. Una distribuzione che riflette una geografia dell’arte contemporanea sempre più policentrica e capace di mettere in dialogo scene culturali differenti.

Resta immutata la struttura della fiera, articolata nelle sezioni storiche — Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Editions — cui si affiancano le sezioni curate Present Future, Back to the Future e Disegni. Proprio queste ultime continuano a rappresentare uno degli elementi distintivi di Artissima, privilegiando progetti monografici e percorsi di approfondimento rispetto a una semplice logica espositiva. Anche per il 2026 vengono confermati i curatori delle tre sezioni, a sottolineare la volontà di consolidare un progetto scientifico sviluppato nel tempo.

Il filo conduttore dell’edizione sarà Fancy: A Flexible, Acrobatic Body, tema ispirato a una riflessione della filosofa Martha C. Nussbaum. La fancy, intesa come facoltà immaginativa capace di proiettarsi oltre l’esistente, diventa la metafora di un’arte che attraversa differenze, costruisce empatia e apre nuove possibilità di relazione. Un’immagine che Luigi Fassi utilizza per descrivere anche la natura stessa della fiera: un organismo in costante trasformazione, chiamato a mantenere equilibrio tra consolidamento istituzionale e sperimentazione.

Prosegue inoltre il percorso tematico che ha caratterizzato gli ultimi anni della direzione Fassi, ciascuna edizione costruita attorno a un concetto capace di orientare non soltanto la comunicazione ma anche la lettura complessiva della manifestazione. In questa prospettiva, Fancy si inserisce come ulteriore tassello di un progetto curatoriale che interpreta la fiera non esclusivamente come luogo di scambio commerciale, ma come spazio di produzione culturale e diplomazia internazionale.

Tra le novità del 2026 figura anche Moltitudini, il progetto di residenza affidato alla poetessa Laura Accerboni. L’iniziativa propone un dialogo tra poesia e arti visive attraverso una serie di incontri con artisti attivi a Torino, rafforzando quella dimensione interdisciplinare che negli ultimi anni è diventata una delle cifre distintive di Artissima.

Sul fronte istituzionale viene confermato il sostegno della Fondazione Arte CRT con il tradizionale Fondo Acquisizioni da 300 mila euro destinato alle collezioni della GAM e del Castello di Rivoli, insieme al consolidato programma di premi che accompagnerà la manifestazione. Un elemento che continua a fare della fiera non soltanto un appuntamento commerciale, ma anche un luogo in cui il collezionismo dialoga direttamente con il patrimonio pubblico.