Gli appassionati di fumetto (che sia europeo o americano poco importa) tendono a dividersi in due categorie: quelli che, anche per questione di portafogli, amano i volumi autoconclusivi e chi che non fa difetto a cominciare (per poi concluderla) una serie a fumetti. Nel caso di Labirinti, parliamo di una trilogia che di certo sia il primo sia il secondo tipo di lettore di Charles Burns – maestro indiscusso della nona arte – aspettava con ansia. Pubblicato da Coconino Press, al pari del volume 1 e del volume 2, il graphic novel Labirinti 3 (cartonato, 96 pagine a colori, 20 euro) rispecchia appieno la definizione che il quotidiano francese “Libération” dà del fumettista e illustratore americano: «Burns sa creare immagini potenti che invadono la mnte del lettore, come se avesse accesso a un serbatoio primitivo e sotterraneo da cui estrarre figure che appartengono a un inconscio comune».

Così, se nel primo racconto l’autore presenta i due giovani protagonisti, Brian (introverso e solitario, letteralmente ossessionato dalla passione per il disegno, ma soprattutto per i film di horror e fantascienza in bianco e nero) e Laurie (gentile, sensibile e sfuggente ragazza dai capelli rossi), nella seconda storia riprende a tratteggiare il “cerchio della vita” di Brian, che si appresta a girare il suo nuovo film, insieme a Laurie, all’esplosiva Tina dalla risata insopportabile, all’amico Jimmy (anch’egli nostalgico del cinema classico) e ad altri coetanei. Ed eccoci a Labirinti 3, dove Brian – nemesi di Burns, che ammette: «Sono cresciuto guardando telefilm horror, di fantascienza e di mostri, e da adolescente mi sentivo anch’io una specie di creatura aliena. Mi interessa raccontare cosa si prova in quel periodo della vita che abbiamo attraversato tutti, quando ti senti cambiare e tutto ti cambia intorno» – ha quasi concluso le riprese del suo film. Un’impresa tutt’altro che agevole (“è come starsene seduti al cinema e aspettare che si abbassino le luci, che si alzi il sipario”).


Il ragazzo – che prosegue a mescolare sogni ad occhi aperti e realtà – ha riversato in questa avventura le sue passioni di cinefilo impenitente: un giovane uomo timido, sognatore, che ha poca fiducia nelle sue possibilità (“per la prima volta comincio a pensare che forse, solo forse, andrà tutto bene”) e ama visceralmente le pellicole non convenzionali. Con gli amici ritardatari (“aspetto e aspetto e alla fine sento il rumore del pulmino di Jimmy che arriva”) organizza un’escursione che ha per meta un magnifico lago in montagna. Nell’insolito gruppo di adolescenti – dai quali, poco alla volta, emergono i desideri e i timori di ognuno – ci sono veramente tutti: da Jimmy (appunto) a Tina alla coppia formata da James e Dana. Soprattutto c’è Laurie, musa ispiratrice di Brian e molto di più (“è tanto tempo che le voglio dire quello che provo per lei, ma non ho mai trovato il coraggio”).


Citando ancora la stampa francese, il settimanale Les Inrockuptibles scrive che pochi autori come Burns (nato a Washington, vive a Philadelphia) «usano il tavolo da disegno come un ponte verso il subconscio. Quando si legge un suo fumetto è consigliabile, come davanti ai film di David Lynch, mettere in pausa la ragione e lasciar vagare la mente tra i simboli». Tra fantascienza, horror e romanzo rosa, la trilogia Labirinti narra – a differenza di Black hole (vincitore dei premi Eisner, Ignatz e Harvey e definito dal Washington Post «uno dei migliori graphic novel di sempre») di personaggi non liceali, ma giovani un po’ più grandi. Dunque, a maggior ragione in bilico tra l’adolescenza e la maturità. Un intenso racconto lungo tre volumi che richiede al lettore di lasciarsi trasportare in atmosfere sempre più inquietanti e seducenti. Per indagare (e magari rivivere) su carta l’adolescenza in tutti i suoi traumi: il fascino e il timore dell’altro, del proprio corpo, della sessualità.



Info: www.coconinopress.it


