Ufficiale la comunicazione da parte della Biennale di Venezia 2026 che ha confermato ciò che da molto tempo si vociferava, ovvero che l’Iran non parteciperà alla rassegna, segnando uno dei casi più emblematici del clima di tensione che accompagna l’apertura della manifestazione. La lista ufficiale di Paesi partecipanti comprende ad oggi 100 partecipazioni nazionali, con la recente aggiunta circa un mese fa della Repubblica Unita della Tanzania e la Repubblica delle Seychelles. La partecipazione di Teheran era inizialmente prevista nell’elenco ufficiale, ma negli ultimi mesi si erano moltiplicati i segnali di incertezza, fino all’ultimissima definitiva decisione di non prendere più parte all’esposizione. Già nelle settimane precedenti, fonti vicine alle istituzioni culturali iraniane avevano lasciato intendere che la partecipazione fosse “non confermata alla luce degli eventi recenti”, in un contesto segnato da forti tensioni interne e internazionali. La Biennale stessa, aggiornando le informazioni ufficiali, ha chiarito di non aver ricevuto comunicazioni definitive dal commissario iraniano, sancendo di fatto l’assenza del Paese.
La rinuncia si inserisce in un quadro già complesso. L’edizione 2026, intitolata In Minor Keys e in programma dal 9 maggio al 22 novembre, è attraversata da polemiche legate alla partecipazione di Paesi coinvolti in conflitti, come Russia, Israele e lo stesso Iran. Controlli ministeriali, tensioni politiche e divisioni nel mondo dell’arte hanno contribuito a rendere la vigilia particolarmente turbolenta. In questo scenario, l’assenza iraniana non è un episodio isolato ma parte di una più ampia ridefinizione degli equilibri culturali internazionali. La Biennale, tradizionalmente luogo di dialogo e confronto, si trova oggi a riflettere le fratture geopolitiche globali, trasformandosi in uno specchio delle crisi contemporanee più che in uno spazio neutrale. Il risultato è un’edizione segnata da vuoti e presenze controverse, dove anche le scelte artistiche finiscono inevitabilmente per intrecciarsi con la politica internazionale.


