La Madonna di Banksy è una rilettura contemporanea dell’iconografia religiosa

Il misterioso artista è ritornato, per ora solo sui social: dell'ultimo murales infatti, non si conosce la collocazione

L’ultimo murales di Banksy reinterpreta in chiave contemporanea l’iconografia cristiana della “Madonna con bambino”, l’immagine religiosa più diffusa nella storia dell’arte. Nell’opera del controverso artista, per ora visibile solo sul suo profilo Instagram, si vede infatti una Madonna sofferente che tenta invano di allattare il suo bambino: nessuna spiegazione ufficiale o alcun indizio che faccia lontanamente comprendere la collocazione dello stencil.

Dal seno della donna fuoriesce ruggine, il capezzolo appare come un buco maltenuto: il bambino è angosciato, impossibilitato a nutrirsi. Un’immagine forte e coinvolgente, che, come sempre accade per le opere dello street artist, parla inevitabilmente a tutti. In pochissimo tempo migliaia di commenti hanno inondato l’account social di Banksy: moltissimi utenti, ricordando anche il suo costante attivismo contro la guerra, hanno visto in questa immagine una metafora di rappresentazione del dolore e dello strazio vissuto in questo periodo dai tanti bambini palestinesi. Alcuni, hanno definito la Madonna una perfetta “Mother of Gaza”, mentre altri si sono concentrati proprio sulla ruggine del seno, quasi che la Madre Terra non fosse più in grado di nutrire i suoi figli.

Un confronto (non poi così lontano) fra la Madonna con bambino di Banksy e le Madonne rinascimentali

La rappresentazione della Madonna con il Bambino ha significati diversi nella storia dell’arte e ribadisce, a partire dalla fine del ‘200, una graduale distanza tra la pittura italiana e tutti quei modelli bizantini e orientali.

La Vergine contemporanea Banksy, dal volto malinconico e stanco, allude al volto di tante Madonne rinascimentali. In molte iconografie della storia dell’arte infatti, Maria appare triste tanto da chinare il capo con lo sguardo perso nel vuoto. Il motivo è da ricercarsi nelle Sacre Scritture: la Vergine è ben a conoscenza del destino che attende il figlio, memore delle parole profetiche pronunciate dal vecchio Simeone durante la presentazione al tempio del piccolo Gesù: “Una spada ti trafiggerà l’anima (Lc 2.35)”.

Il confronto con il recente murales è evidente, basti pensare allo sguardo malinconico della Maestà di Ambrogio Lorenzetti, parte di un affresco della cappella Piccolomini della chiesa di Sant’Agostino a Siena, alla Madonna del garofano di Leonardo da Vinci, alla vasta produzione raffaellesca, sino ad arrivare a Tiepolo. Entro un paesaggio che digrada delicatamente verso il fondo, che sia naturalistico o urbano, come nel caso di oggi, il variare delle pose e dei gesti, crea sempre il medesimo sguardo.

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