Un “mercenario” della nona arte, come ha sempre amato definirsi. Ma, prima di tutto, un artista fuori dal comune, sicuramente noto per le sue collaborazioni con l’inventore della Psicomagia, Alejandro Jodorowsky. Una figura eclettica e profonda che, alla soglia dei 85 anni, non ha ancora smesso di stupirsi e di stupire. È l’identikit di Georges Bess – autore classe 1947 – che dopo il trionfo di Dracula e Frankenstein omaggia un racconto del più emblematico degli autori francesi (nonché suo connazionale): Victor Hugo. E la fa in pompa magna, mettendo nel taschino (è non è la prima volta) autori del fumetto più o meno giovani, anche loro di respiro internazionale, che agognano di raggiungere la cifra stilistica del “nostro”.
Ne hanno ben donde: il graphic novel Notre-Dame de Paris, che Magic Press Edizioni ha portato nelle librerie e fumetterie italiane così come era accaduto per le trasposizioni a fumetti dei romanzi di Bram Stoker e Mary Shelley, è l’ennesimo gioiello di Bess. Una sorta di “trilogia” la sua, dove horror e fantastico si mescolano creando un’alchimia del tutto inedita. Parliamo di un volume corposo (brossurato, bianco e nero, 208 pagine, 22 euro) che, nella sua declinazione, non vuole cedere il passo al capolavoro letterario pubblicato nel 1831, quando Hugo aveva appena 29 anni. Si tratta del primo rilevante successo dello scrittore transalpino: venne infatti subito accolto con particolare favore, superando la rigida censura del tempo.
Questo di Bess è un incredibile affresco storico, epico e romantico, dove l’inconfondibile bianco e nero dell’artista che ha mosso i primi passi in Svezia la fa da padrone. Il racconto è noto: si svolge nel 1482 e vede protagonisti Quasimodo, il gobbo campanaro della rinomata cattedrale parigina (“mirate, brava gente. Ecco che ci si accinge a frustare mastro Quasimodo, il campanaro di mio fratello, l’arcidiacono di Notre-Dame. Una strana architettura d’oriente che ha per schiena una cupola e sghembi pilastri per gambe”), la conturbante Esmeralda (“lo spettacolo, in qualsiasi altro contesto, sarebbe stato toccante, con quella graziosa giovane che accorreva in soccorso di cotanta miseria e difformità”) e il crudele Frollo (“assorto nei suoi pensieri, l’arcidiacono scrutava turbato la danzatrice dall’alto della sua torre”).
La cattedrale di Notre-Dame – edificata tra il 1163 e il 1250 è tra le prime grandi chiese in stile gotico, venuta subito dopo la ricostruzione del coro della basilica di Saint-Denis da parte dell’abate Suberio, il “padre” di questo genere architettonico – rappresenta lo scenario cardine degli accadimenti, che Hugo tratteggia con ricchezza di descrizioni, “vestendolo” di un’aura lirica e romantica. Proprio come fa Bess, che illustra tavole sfarzose e barocche (potrebbero essere esposte in una grande mostra), avviluppando il lettore in un racconto certamente noto ma non sempre così indagato, nel quale i personaggi, tormentati e oscuri, si fanno simbolo delle passioni umane – dalla rabbia all’amore, dalla gelosia alla paura – imponendosi in ogni pagina.
Da grande narratore qual è, al pari di un abile regista Bess (che, tra i suoi numerosi lavori, ha illustrato la serie esoterica “Il lama bianco” di Jodorowsky, il cui volume integrale è distribuito in Italia ancora da Magic Press), detta con i giusti ritmi l’intero flusso narrativo – di forte impatto visivo – non prestando il fianco a momenti di stasi né lasciando nulla al caso. Costruendo, una tavola dopo l’altra, la sua magnifica cattedrale a fumetti.



