Il volto di Roma sta cambiando e il Museo della Scienza diventerà il cuore di una riqualificazione green

Con la proclamazione del progetto vincitore di ADAT Studio, il Museo della Scienza sorgerà nell'ambito del Distretto del Contemporaneo

Annunciato ormai da tempo, il Museo della Scienza di Roma ha finalmente trovato il suo architetto. Al termine di un concorso indetto a novembre 2022, ad aggiudicarsi il primo posto è stato ADAT Studio con il progetto Science Forest, che pone alla base dell’edificio un dialogo metamorfico tra natura e città e una disponibilità a mutare nel tempo. Il progetto, per cui è previsto un investimento di circa 75 milioni di euro, sarà realizzato negli spazi delle ex Caserme di via Guido Reni, in prossimità del MAXXI, e si inserisce in un più ampio quadro di riqualificazione delle aree del quartiere Flaminio, del Foro Italico e della Farnesina, con l’obiettivo di fornire la capitale di un Distretto del Contemporaneo.

Selezionato tra gli oltre 70 pervenuti, il progetto di ADAT Studio, realtà romana di respiro internazionale, sperimenta la possibilità di combinare le attività del Museo della Scienza con la vita della città, andando oltre le dicotomie tradizionali come naturale/artificiale, interno/esterno, pubblico/privato e passato/futuro. L’edificio di via Guido Reni viene così concepito come uno spazio di interazione tra città e natura con la proposta di un parco pubblico con cui si ricerca un nuovo comfort collettivo attraverso il contatto con l’ambiente. Il cuore del progetto è infatti pensato come un ampio parco aperto ma al tempo stesso coperto in cui si può scoprire e attraversare un paesaggio misto.

Il progetto è stato approntato sulla base di due imperativi, dalla minimizzazione dell’impatto ambientale all’assicurazione della flessibilità dell’edificio. Alcuni degli elementi delle ex Caserme saranno conservati e riutilizzati con interventi mirati: verrà mantenuta la facciata in muratura, mentre le strutture interne in calcestruzzo saranno demolite e riciclate.

Con l’inizio dei lavori previsto per il 2025, si stima che il Museo della Scienza potrà aprire al pubblico nel 2028, andando a completare un sistema urbano in espansione che vanta già il Ponte della Musica, l’Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano e il MAXXI, prossimo anch’esso all’ampliamento con Grande MAXXI. Il fermento culturale del quartiere Flaminio porterà anche, con l’individuazione della proposta vincitrice per il nuovo museo, all’avvio di un progetto complessivo volto alla realizzazione di un Polo Civico.

In un frangente in cui Roma sta assistendo al proprio cambiamento con i progetti finanziati con i fondi del PNRR e quelli previsti dal piano Giubileo 2025 sembra farsi più marcato l’impulso di rendere la capitale una città del contemporaneo. Accanto al volto di una Roma antica inizia allora a farsi strada un’immagine diversa, espressione delle tensioni artistiche, architettoniche e culturali dell’oggi. I progetti compresi nel Distretto del Contemporaneo – ideato dall’ambasciatore Umberto Vattani – mirano quindi a valorizzare quelle aree urbane che raccolgono i risultati di queste tendenze, fornendo a Roma un volto contemporaneo pure in connessione con il Genius loci della città.

Il Museo della Scienza, nel cuore del quartiere Flaminio, esprime la spinta al nuovo della città e al contempo rappresenta l’occasione di collocare Roma, finora priva di un museo dedicato alla scienza, in un orizzonte ancor più internazionale.

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