“Molti di uno”. Pistoletto in mostra al Castello di Rivoli

In occasione del novantesimo compleanno dell'artista, gli spazi della Manica Lunga si trasformano con le opere di Pistoletto

Castello di Rivoli

Rivoli

Nel quadro della Torino Art Week il Castello di Rivoli ha inaugurato lo scorso 1 novembre la grande mostra delle opere di Michelangelo Pistoletto, tra i maggiori esponenti dell’Arte Povera. A cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria, Michelangelo Pistoletto. Molti di uno rimarrà aperta al pubblico fino al 25 febbraio 2024.

«Pistoletto è una delle figure dell’arte contemporanea a livello globale più poliedriche, innovative, creative e aurorali», ha spiegato Carolyn Christov-Bakargiev, Direttrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e curatrice della mostra con Beccaria. «Attivo già nella seconda metà del ventesimo secolo, è capace di reimmaginare il mondo nel ventunesimo secolo attraverso la sua ‘formula della creazione’, all’insegna di un nuovo equilibrio trinamico tra naturale e artificiale che egli chiama Terzo Paradiso».

Realizzata in occasione del novantesimo compleanno dell’artista, la mostra occupa gli spazi ortogonali della Manica Lunga. Raccogliendo le opere di Pistoletto, l’esposizione mira a rileggerne la carriera approntandone un autoritratto e ponendosi in un rapporto trasformativo con lo spazio ospitante. Ora esteso all’intera mostra, l’autoritratto è d’altra parte un elemento ricorrente nella produzione di Pistoletto, che a partire da questo ragiona sull’identità personale come entità che si sviluppa in relazione agli altri. Da qui i quadri specchianti realizzati dal 1962 in poi, in cui l’osservatore entra nell’opera, ma anche il titolo della mostra. Molti di uno riferisce allora l’immagine di una poetica ricorrente, in cui le partizioni tra le identità individuali non sono così nette.

In un costruirsi legato allo spazio della Manica Lunga, la mostra appronta le geografie di una Città dell’avvenire, ideale. A questo proposito, la curatrice Marcella Beccaria spiega che «Molti di uno è una città dell’Arte strutturata come architettura percorribile e composta da 29 Uffizi o stanze. Disegnati come spazi aperti e collegati tra loro, gli Uffizi includono metaverso, arte, scienza, filosofia, legge, diritto, architettura, comunicazione, politica, ecologia, sorveglianza, sport, matematica, spiritualità, religione, mitologia, formazione, nutrimento, simbologia, cosmologia, design, sepoltura, storia, urbanistica, moda, spazio, scrittura, salute, informatica, natura. I 29 Uffizi espongono la struttura che secondo l’artista è alla base della vita civile e sociale proponendo una vasta rete di interrelazioni e una propositiva condizione dinamica tesa ad abbattere muri e separazioni».

Nel percorso espositivo, lo svilupparsi delle opere con gli spazi riguarda anche per i punti di passaggio. Le porte che mettono in comunicazione i 29 Uffizi richiamano infatti per forma il Segno Arte, concepito dall’artista nel 1976 con l’intersezione di due triangoli.

Nell’ipotetica Città dell’avvenire, la mostra prevede anche una nuova opera-azione nell’Uffizio Sorveglianza. «Questa città futura è anche una città tecnologica, dei social media, e dell’intelligenza artificiale», spiega Christov-Bakargiev, «è un mondo in cui lo specchio di un controllo costante, invisibile e ubiquo può portare alla necessità di reimmaginare la nozione di libertà. Cosa significa un mondo di homo cellularis, i cui gesti minimi sono registrati, misurati, archiviati, “estratti” a scopi predittivi? Uno specchio tecnologico che può rendere gli umani schiavi delle macchine AI, oppure capaci di crescere verso paradisi inattesi, a seconda di come, più o meno responsabilmente ed eticamente, verranno usati questi strumenti dai nostri discendenti? A questo Pistoletto ci fa riflettere, più che umanamente».

Michelangelo Pistoletto. Molti di uno
Fino al 25 febbraio 2024
Castello di Rivoli – Piazzale Mafalda di Savoia 2, Rivoli
info: castellodirivoli.org

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