Unknown Unknowns: alla Triennale di Milano un’esposizione dal respiro internazionale

Un’esperienza profonda, che coinvolge designer, architetti, artisti, drammaturghi e musicisti: Triennale Milano presenta in conferenza stampa la nuova esposizione Unknown Unknowns 

La mostra tematica  Unknown Unknowns della Triennale Milano, curata da Ersilia Vaudo è il centro nevralgico della 23ª Esposizione Internazionale, concepita come uno spazio di dibattito e confronto aperto e plurale, dove possano convergere esperienze, culture e prospettive differenti. Unknown Unknowns cerca di rispondere ad una serie di domande su quello che ancora “non sappiamo di non sapere” in diversi ambiti: dall’evoluzione della città agli oceani, dalla genetica all’astrofisica. Un’esperienza profonda, che coinvolge designer, architetti, artisti, drammaturghi e musicisti, che da la possibilità di rovesciare la nostra idea di mondo. 

In occasione della conferenza stampa di martedì 12 luglio, si viene accolti da Stefano Boeri che ci pone in condizione di cambiare prospettiva, di fare un’analisi, osservando le definizioni di quello che conosciamo o non conosciamo: Spiega l’architetto «Nel costruire questa mostra si cercano domande, non risposte, prendendo consapevolezza dello straordinario Ignoto».

Tema vastissimo che lascia il massimo dello spazio esplorativo, considerando la vita e l’organicità dell’oggetto non statico ma intrinsecamente biologico. Significativo ed estremamente importante per gli artisti e gli artigiani è stato il collegamento poiché ha consentito di creare una tematica comune alla collettività di una mostra internazionale. 

L’esposizione è frutto di uno sforzo fisico ed intellettuale di più di 350 professionisti che hanno contribuito a generare l’esposizione. Creando questa rete di contatti e rapporti internazionali si può osservare il coinvolgimento e la partecipazione di venti paesi esteri, comprese per la prima volta le culture Sinti e Rom.

Si è scelto inoltre di mostrare la drammaticità della situazione Ucraina attraverso un focus di programmi e attività di approfondimento. È stato possibile  ascoltare inoltre l’intervento del curatore Diebedo Francis Kéré, che fa riferimento alla storia passata, ricercando un posto tranquillo dove ritrovare l’umanità ed invitando il pubblico a sedersi e riflettere sulla mostra.

Riguardo il tema della mostra, si è pronunciata, nel dettaglio, la curatrice Ersilia Vaudo: «lo Sconosciuto apre la possibilità di lasciarsi andare allo stupore».

Si osserva un punto di vista multidisciplinare che coinvolge studi scientifici con le competenze umanistiche; si schiudono una serie di sguardi differenti che superano gli stereotipi e gli antagonismi dello Sconosciuto con il fine di creare l’incontro poetico.  Si conclude con questa frase di Leibniz citata dalla Vaudo: “C’è qualcosa? Si c’è qualcosa, ma forse è niente”.

Info: https://triennale.org/eventi/unknown-unknowns

Unknown Unknowns
15 luglio – 11 dicembre 2022
Triennale di Milano

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