Beyonce e Jay-Z posano con una tela di Jean Micheal Basquiat per Tiffany: l’eterna rincorsa alla reciproca ispirazione delle icone della cultura black

New York

La moda, la musica e l’arte sono tre universi molto diversi che spesso trovano il modo di mescolarsi e ispirarsi reciprocamente. Lo show business ha dato sempre più spazio a collaborazioni intersettoriali e gli artisti di ogni genere hanno saputo cogliere occasioni ghiotte per contaminare diverse discipline e ottenere grande successo. Testimonial di una campagna sul tema dell’amore, organizzata dal noto brand di gioielleria Tiffany & co., sono la coppia di cantanti Beyonce e suo marito Jay-Z.
I due posano per Tiffany & co davanti alla macchina fotografica indossando abiti eleganti e scuri ma ciò che colpisce sulla scena è la presenza del dipinto di Jean Michel Basquiat, intitolato Equals Pi (1982), in cui prevale la tipica tinta turchese che si associa al brand di lusso. Il dipinto, acquistato nel 1996 durante un’asta organizzata da Sotheby’s London per 253.000 $ dai designer italiani Stefania e Alberto Sabatini, è stato recentemente venduto a Tiffany per una cifra sconosciuta.

I coniugi Carter sono uno delle coppie più iconiche ed influenti nel mondo della musica a livello internazionale. Entrambi stelle della musica black, seguendo ognuno la propria personale attitudine, hanno da sempre costruito un immaginario fondato sul principio di rivalsa della classe afroamericana meno agiata.

Il mondo Hip Hop e Rn’B da cui i due artisti provengono è molto spesso associato alla figura di Jean Michel Basquiat che dagli anni ’70 e ’80 ha influenzato, con la sua natura eclettica e il suo talento multidisciplinare, intere generazioni di artisti e musicisti. Il processo di mitizzazione di Basquiat comincia fin dal giorno successivo alla sua precoce dipartita, a causa di un overdose nel 1988, all’eta di 27 anni.

Le sue opere d’arte create d’istinto inglobano influenze variegate, grondano di riferimenti alla cultura pop e traggono energia dal ritmo del jazz, del soul e dell’hip hop che era nell’aria dello studio dell’artista mentre era a lavoro.

Tematiche affini alle questioni razziali sono affrontate nelle sue narrazioni figurative e la New York più sfavillante mai vista, quella dei suoi anni d’oro, è il teatro perfetto per far mettere in scena un ironico e graffiante spettacolo che spesso dipinge ironicamente poliziotti violenti e soprusi alle minoranze di genere e razza.

Jean Michel Basquiat ha declinato nell’arte contemporanea gli stessi pilastri della cultura da cui provengono Beyonce e Jay-z: una filosofia di strada che, se valorizzata nel modo giusto, permette una scalata sociale mai seguita da una perdita di coerenza con l’essere umile figlio delle difficoltà del ghetto, da cui però si sono saputi autonomamente elevare.

Come con la musica i due testimonial di Tiffany hanno saputo costruire il proprio successo partendo dai gradini più bassi, così è stato in grado di fare Jean Micheal Basquiat portando per primo la street art da Brooklyn fino alle gallerie d’arte dell’Upper East Side e guadagnatosi il proprio spazio nell’universo dei più importanti collezionisti internazionali di ieri, e soprattutto di oggi.

Non è affatto un mistero che Jay-Z sia da sempre affezionato al personaggio dell’artista creolo di origini haitiane, tanto da spingerlo ad acquistare l’opera Mecca (1982) di Basquiat per la cifra di 4.2 milioni $ nel 2013. Nella tela dal fondo nero si stagliano i grattaceli della Grande Mela e sopra di loro galleggia l’iconica corona a tre punte, che spesso l’artista inseriva nei suoi dipinti, con la scritta Empire.
Un impero è quello costruito dai coniugi Carter che mai perdono l’occasione di dimostrare la loro vicinanza alla comunità afroamericana e al sostegno economico per chi è più fragile: la campagna di cui sono testimonial sarà infatti seguita dalla donazione di 2 milioni $ da parte del brand di gioielleria, finalizzata al finanziamento di borse di studio e programmi di tirocinio per istituti scolastici storicamente frequentati da alunni di colore.

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