“Il Louvre è arrivato a un bivio”: il presidente Leribault lancia l’allarme in Senato

Leribault ha descritto l'immagine di un Louvre in preda a forti difficoltà, tra infrastrutture obsolete e carenze sul fronte della sicurezza

«Il Louvre è arrivato al limite». Con queste parole Christophe Leribault, presidente e direttore del museo, ha descritto davanti al Senato francese lo stato di salute della più importante istituzione museale del Paese. Nel corso dell’audizione davanti alla Commissione per la Cultura, l’Istruzione, la Comunicazione e lo Sport, Leribault ha raccontato di un museo giunto a un punto di svolta: anni di problemi strutturali e manutentivi si sono accumulati fino a rendere inevitabile un piano di investimenti di vasta portata, indispensabile per garantirne il futuro.

Pur ribadendo il valore del lavoro svolto quotidianamente dal personale e il prestigio internazionale del Louvre, il direttore non ha nascosto le difficoltà con cui il museo è costretto a confrontarsi. Le infrastrutture, ormai datate, non riescono più a sostenere un’affluenza che supera i nove milioni di visitatori all’anno e mostrano tutti i limiti di una struttura progettata per esigenze ormai lontane. La situazione è esplosa definitivamente dopo il clamoroso furto dell’ottobre 2025, quando una banda riuscì a sottrarre i gioielli della Corona dalla Galerie d’Apollon. Da quel momento il museo ha vissuto mesi particolarmente complessi, segnati da chiusure parziali, ritardi nelle aperture e scioperi del personale, che ha denunciato condizioni di lavoro sempre più difficili e una cronica carenza di risorse.

A peggiorare ulteriormente il quadro è arrivato anche uno scandalo legato a una frode nella gestione dei biglietti, vicenda che ha infine portato alle dimissioni della direttrice Laurence des Cars, prima donna alla guida del Louvre. Chiamato a raccoglierne l’eredità il giorno successivo, Leribault si è trovato a dirigere un’istituzione alle prese con una profonda crisi gestionale e infrastrutturale. Per questo, durante l’audizione al Senato, ha spiegato che l’obiettivo immediato sarà affrontare le emergenze più urgenti, a cominciare dal rafforzamento della sicurezza. Il piano prevede l’installazione, a partire da gennaio 2027, di un nuovo sistema di videosorveglianza lungo tutto il perimetro del museo; nel frattempo sono già state posizionate telecamere aggiuntive nelle aree considerate più esposte e vulnerabili.

Parallelamente, il Louvre è impegnato nella ricerca delle risorse necessarie per dare avvio a Nouvelle Reinassance , il grande progetto di riqualificazione affidato agli studi Selldorf Architects di New York e Studios Architecture Paris. L’intervento, il cui costo complessivo supera il miliardo di euro, prevede la realizzazione di un nuovo ingresso, un completo ammodernamento dei sistemi di sicurezza e uno spazio espositivo di circa 3.000 metri quadrati dedicato esclusivamente alla Gioconda. Un piano ambizioso che, come ha ricordato lo stesso Leribault, richiederà nel breve periodo il reperimento di almeno 360 milioni di euro. Una parte consistente della cifra, circa 300 milioni, dovrebbe arrivare dagli accordi di licenza del marchio Louvre con il Louvre Abu Dhabi, una prospettiva che, ha ammesso il direttore davanti al Senato, esercita una forte pressione sulla dirigenza chiamata a garantire la sostenibilità economica dell’operazione.

Vista aerea del progetto di STUDIOS Architecture Paris e Selldorf Architects per il nuovo ingresso del Louvre, Parigi

Per Leribault, però, il progetto non rappresenta più una semplice opportunità, ma una necessità. L’attuale organizzazione del museo, ha spiegato, non è più all’altezza del flusso di visitatori che ogni anno attraversa le sue sale. Le lunghe code all’ingresso, l’acustica inadeguata e gli spazi ormai insufficienti dell’atrio compromettono sia il lavoro del personale sia l’esperienza del pubblico, con inevitabili ricadute sull’immagine del Louvre. Del resto, l’accesso attraverso la Piramide progettata da I.M. Pei era stato concepito per accogliere circa quattro milioni di visitatori all’anno, mentre oggi il museo ne riceve oltre nove milioni.

Il Louvre si trova così davanti a una scelta decisiva: continuare a convivere con infrastrutture sempre più obsolete, rischiando un progressivo declino, oppure intraprendere la strada della “Nouvelle Renaissance”, che punta a ridisegnare il futuro del suo museo simbolo. Secondo Leribault, solo un intervento di trasformazione profondo permetterà all’istituzione di continuare a essere un punto di riferimento della cultura mondiale e di custodire, nelle condizioni adeguate, uno dei patrimoni artistici più importanti del pianeta.