«Louvre Nouvelle Renaissance»: il piano di rinnovamento del museo

Il museo parigino avvia un piano da 660 milioni di euro che punta a rinnovare spazi, percorsi e misure di sicurezza, tra polemiche, ritardi e contestazioni sindacali

La scelta del team di architetti incaricato di guidare il progetto «Louvre Nouvelle Renaissance» segna l’avvio di quella che Parigi presenta come la più ampia trasformazione del museo dai tempi della Piramide di Ieoh Ming Pei. In un contesto segnato da polemiche, ritardi, opposizioni e tensioni sindacali, il piano prende forma come un intervento strategico sulla struttura e sull’accoglienza del Louvre, con particolare attenzione ai flussi, alla sicurezza e all’integrazione con il patrimonio esistente. Dopo il furto di ottobre 2025, il tema della protezione delle collezioni è diventato centrale nel dibattito attorno al progetto, contribuendo a ridefinirne le priorità.

La selezione è ricaduta su STUDIOS Architecture Paris e Selldorf Architects, in collaborazione con BASE Landscape Architecture, premiati per la qualità della proposta e la capacità di coniugare patrimonio storico, accoglienza del pubblico, chiarezza dei percorsi, sobrietà degli interventi e attenzione al paesaggio, integrando al contempo una forte componente legata alla sicurezza. Il nuovo presidente-direttore Christophe Leribault, già alla guida del Musée d’Orsay e di Versailles e nominato a febbraio, è chiamato a rafforzare la credibilità dell’istituzione e ad accompagnarne la fase di rinnovamento, in continuità con le linee strategiche già avviate. Il concorso si è svolto in un clima di forte riservatezza, sullo sfondo del furto di otto gioielli della Corona di Francia, ancora irrisolto e dal valore stimato di 88 milioni di euro, evento che ha provocato un forte scossone istituzionale culminato nelle dimissioni di Laurence des Cars.

STUDIOS Architecture Paris: la visione urbana per il Louvre

Il progetto architettonico del «Louvre Nouvelle Renaissance» prevede la creazione di un nuovo ingresso attraverso la Colonnade seicentesca di Claude Perrault, sul lato orientale del palazzo, con l’obiettivo di ridurre la pressione sulla Piramide e riorganizzare i flussi dei visitatori. Il piano include inoltre la realizzazione di nuovi spazi sotterranei sotto la Cour Carrée, tra cui una galleria dedicata alla «Gioconda», oggi esposta nella Salle des États e divenuta simbolo della congestione del museo. Sono previsti anche nuovi ambienti per mostre temporanee, aree di ristorazione e una libreria boutique.

Lo studio STUDIOS Architecture Paris, fondato negli Stati Uniti nel 1985, ha già lavorato a progetti come la Fondation Vuitton e Luma Arles insieme a Gehry Partners. Annabelle Selldorf, architetta tedesca attiva a New York, è nota per un approccio minimalista e ha firmato interventi come il rinnovamento della Frick Collection, l’estensione del Clark Art Institute e la nuova ala della National Gallery di Londra; il suo studio curerà anche l’allestimento. BASE, con sedi in Francia, sarà invece responsabile della reintegrazione del museo nel tessuto urbano e paesaggistico parigino, attraverso la riqualificazione degli spazi esterni ai piedi della Colonnade. La giuria ha evidenziato in particolare la «visione urbana» del progetto firmato da STUDIOS Architecture Paris e Selldorf Architects, capace di ristabilire l’asse storico che collega la Cour Carrée alla Défense, passando per l’Arco del Carrousel e l’Arco di Trionfo. La Colonnade, storico ingresso principale, sarà valorizzata attraverso la trasformazione dei fossati in giardino, mentre nuovi accessi permetteranno di raggiungere sia le sale sotterranee sia il percorso dedicato alla «Gioconda».

Un progetto al centro di un acceso dibattito istituzionale

L’operazione, stimata in 660 milioni di euro, è al centro di forti contestazioni. I sindacati del personale del Louvre la giudicano non prioritaria e hanno avviato uno sciopero prolungato che ha portato a chiusure parziali del museo. Critiche sono arrivate anche dopo il furto e una serie di incidenti, tra cui infiltrazioni d’acqua che hanno danneggiato centinaia di volumi della biblioteca delle Antichità egizie. La Corte dei Conti ha inoltre invitato a concentrare le risorse sul recupero degli spazi esistenti e sulla messa in sicurezza dell’edificio.

Il presidente Christophe Leribault sostiene invece la necessità di un approccio integrato tra restauro e ripensamento dei flussi: «Non si può aprire un nuovo ingresso per accedere a sale soggette a continue avarie, ma non si può neppure restaurare il Louvre senza ripensarne accessi e circolazione». Nel rapporto della commissione parlamentare d’inchiesta, pubblicato il 13 maggio dopo il furto, si legge che la sicurezza non era stata una priorità della precedente direzione, mentre l’attuazione del piano Sdes avrebbe accumulato oltre 20 mesi di ritardo. Il documento denuncia inoltre una fragilità strutturale diffusa nel sistema museale francese, con solo il 23% delle istituzioni dotate di un piano d’emergenza aggiornato.