Nuove tensioni al Ministero della Cultura: Giuli revoca due incarichi per il documentario su Regeni

Le revoche riguardano Emanuele Merlino ed Elena Proietti e arrivano dopo settimane di tensioni interne legate alla gestione dei finanziamenti pubblici e alla fiducia nel team del ministro

Nuove tensioni al Ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli, che secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera avrebbe deciso di revocare gli incarichi a due figure centrali della propria struttura: Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica del dicastero, ed Elena Proietti, responsabile della segreteria personale del ministro. Si tratta di incarichi fiduciari, legati cioè direttamente al rapporto con il ministro, che possono essere revocati in qualsiasi momento.

Alla base della decisione ci sarebbero però due episodi distinti che nelle ultime settimane hanno creato forti tensioni interne. Il caso più delicato riguarda il documentario dedicato a Giulio Regeni, il progetto “Tutto il male del mondo” diretto da Simone Mainetti e rimasto escluso dai finanziamenti pubblici destinati al cinema. La vicenda aveva provocato polemiche nel mondo culturale e politico, riaprendo il dibattito sui criteri di assegnazione dei fondi ministeriali alle opere audiovisive.

Dopo le critiche, Giuli aveva preso pubblicamente le distanze dalla decisione sostenendo di non essere stato informato dell’esclusione del documentario e promettendo di intervenire per “mettere ordine” nei meccanismi interni del ministero. Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore, Merlino sarebbe stato ritenuto responsabile proprio della gestione di quella pratica e del mancato controllo su una vicenda diventata rapidamente un caso politico e culturale.

Diversa invece la situazione che riguarda Elena Proietti. L’ex assessora di Fratelli d’Italia al Comune di Terni sarebbe finita al centro delle tensioni dopo un episodio legato a una missione istituzionale del ministro a New York, organizzata per la restituzione all’Italia di diciassette opere trafugate. Secondo quanto riportato, Proietti non si sarebbe presentata in aeroporto per la partenza della delegazione ministeriale, incrinando ulteriormente il rapporto fiduciario con il ministro.

Le revoche arrivano in un momento già complesso per il Ministero della Cultura, nelle stesse settimane in cui il dicastero è stato coinvolto anche nelle polemiche sulla Biennale di Venezia e sulla presenza del padiglione russo. Un clima che continua ad alimentare discussioni sul ruolo politico delle istituzioni culturali e sulla gestione dei principali organismi artistici italiani.

Dalla maggioranza si tenta intanto di ridimensionare il caso. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha definito le sostituzioni “normali avvicendamenti”, ricordando come gli incarichi negli uffici di diretta collaborazione siano basati su un rapporto fiduciario diretto con il ministro.