La direttrice del Museo di Bogotà lascia l’incarico dopo le accuse di molestie

Dopo Eugenio Viola anche Martha Ortiz, direttrice dal 2024, è stata allontanata dalla direzione, aggravando una crisi già profonda ai vertici del museo

Il Museo de Arte Moderno de Bogotà si respira un clima di incertezza dopo una serie di cambiamenti ai vertici che hanno lasciato l’istituzione senza due figure chiave. Nel giro di pochi mesi infatti la direttrice Martha Ortiz – travolta da accuse di molestie e gestione di un ambiente lavorativo tossico – è stata rimossa dal suo incarico. La sua partenza, avvenuta all’inizio del mese, arriva poco dopo l’allontanamento del direttore artistico Eugenio Viola.

La sua dipartita si inserisce quindi in un contesto fortemente compromesso, segnato da polemiche e da una crescente frattura con la comunità artistica locale. Le accuse rivolte a Ortiz hanno solamente contribuito ad aggravare una situazione già instabile, alimentando i dubbi e le tensioni interne riguardo la direzione del museo. Le difficoltà erano emerse già nei primi mesi dell’anno, quando il museo aveva interrotto in modo improvviso il rapporto con Eugenio Viola, che ricopriva l’incarico da sette anni. L’annuncio era stato diffuso attraverso i social network e accompagnato da un generico riferimento a una revisione interna, senza alcuno spazio per il confronto pubblico, anche a causa della disattivazione dei commenti.

Poco dopo, oltre centoquaranta tra artisti, curatori, critici e direttori di istituzioni culturali avevano firmato una lettera aperta indirizzata al consiglio di amministrazione. Il documento chiedeva spiegazioni chiare e motivate sull’allontanamento di Viola, sottolineando come la mancanza di trasparenza e la chiusura al dialogo rischiassero di compromettere la fiducia nella credibilità del museo. Con Ortiz ancora alla guida, il Mambo aveva pubblicato un comunicato ufficiale per chiarire la propria posizione. Nel testo si faceva riferimento a un lungo confronto tra Viola e il consiglio sui modi di organizzare il dipartimento curatoriale e sulle risorse a disposizione. Non essendo stato trovato un accordo, il rapporto di lavoro è stato interrotto. È stato confermato che il programma delle mostre sarebbe andato avanti come previsto, con l’apertura della personale di Ana María Rueda intitolata El caos sensible.

Lo stesso Viola – in una dichiarazione lasciata a The Art Newspaper – ha asserito come la rimozione di Ortiz rappresenti un intervento necessario, che se adottato prima avrebbe potuto limitare il peggioramento dell’istituzione. L’ex direttore artistico sostiene inoltre di aver segnalato già alla fine di settembre 2025 criticità legate alle condizioni di lavoro e a problemi strutturali più ampi, rimasti senza risposta. A suo avviso, il museo avrebbe ora bisogno di una figura in grado di ricostruire il rapporto con la comunità artistica, basato su dialogo, fiducia e responsabilità etica.

Il consiglio di amministrazione ha quindi annunciato l’avvio della ricerca di una nuova guida, sottolineando la necessità di procedere con particolare attenzione. Martha Ortiz, entrata in carica nel marzo 2024 con un background in giornalismo e gestione dei media – senza precedenti esperienze alla direzione di musei -, era stata scelta proprio per guidare l’istituzione una fase di rinnovamento che, tuttavia, si è rapidamente trasformata in un periodo di forte instabilità.

Nel frattempo, la governance del museo è stata temporaneamente riorganizzata: la presidente del consiglio Ángela Royo ha assunto la supervisione delle decisioni strategiche, mentre la gestione operativa è stata affidata a Francy Hernández, responsabile dell’area amministrativa e finanziaria. Dal museo non sono arrivate ulteriori dichiarazioni, mentre sul sito istituzionale i nomi di Ortiz e Viola risultano ancora presenti tra i membri dello staff.