Melissa Chiu sarà la nuova direttrice del Guggenheim di New York

Dal 2014 alla guida dell'Hirshhorn Museum, Chiu lascia l’istituzione in un momento segnato da pressioni da parte dell’amministrazione Trump

Dopo oltre un decennio alla guida dell’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington D.C., Melissa Chiu si prepara a lasciare l’istituzione per assumere la direzione del Guggenheim di New York. Il suo trasferimento arriva in un momento particolarmente delicato per lo Smithsonian: l’uscita di Chiu si inserisce infatti in una più ampia serie di dimissioni all’interno della rete dei musei federali, sullo sfondo delle crescenti pressioni esercitate dall’amministrazione Trump.

Nel nuovo incarico, Chiu farà riferimento a Mariët Westermann, direttrice e amministratrice delegata della Solomon R. Guggenheim Foundation, che coordina l’intera rete internazionale dei musei Guggenheim. L’avvio ufficiale del suo mandato è previsto per il 1° settembre, mentre nel frattempo la direzione dell’Hirshhorn sarà affidata ad Aaron Seeto, attuale vicedirettore del museo. Alla guida dell’istituzione dal 2014, Chiu aveva segnato una svolta storica diventando la prima persona nata al di fuori degli Stati Uniti a ricoprire il ruolo di direttrice, costruendo una programmazione capace di attirare il grande pubblico, puntando spesso su mostre dedicate a figure di primo piano della scena artistica internazionale. Tra i progetti più noti figura l’esposizione Infinity Mirror Rooms di Yayoi Kusama, presentata nel 2017. Negli anni più recenti il museo ha inoltre ospitato mostre dedicate a Laurie Anderson, Osgemeos, Adam Pendleton, Georg Baselitz e Mark Bradford, nomi ormai consolidati sia all’interno del sistema dell’arte.

Nel tempo la sua direzione ha però ricevuto anche alcune critiche: diversi osservatori del mondo dell’arte hanno evidenziato la sua tendenza a privilegiare progetti dal forte richiamo mediatico. Una lettura diversa è arrivata da Mariët Westermann, che ha invece valorizzato proprio questo aspetto del lavoro di Chiu, sottolineando la sua capacità di ampliare il pubblico del museo e di trasformare l’Hirshhorn con uno sguardo al tempo stesso internazionale e profondamente legato al contesto locale, in sintonia con lo spirito del Guggenheim. Anche il segretario dello Smithsonian Lonnie G. Bunch III, in una dichiarazione ufficiale, ha riconosciuto il contributo della direttrice, sottolineandone la capacità di rafforzare il ruolo del museo come istituzione nazionale, esprimendo allo stesso tempo gli auguri per questa nuova fase della sua carriera.

La sua uscita dall’Hirshhorn si inserisce in una fase particolarmente delicata per lo Smithsonian. In un ordine esecutivo firmato lo scorso anno, Donald Trump aveva accusato la rete museale di essere stata influenzata da «un’ideologia divisiva centrata sulla razza», arrivando inoltre a sostenere di aver rimosso Kim Sajet dalla direzione della National Portrait Gallery a causa di una serie di iniziative che riteneva controverse, incentrate su temi come incentrate su temi come razza, identità di genere, diritti delle persone LGBTQ+ e immigrazione.

Intervistata dal New York Times, Chiu ha scelto di non commentare direttamente le pressioni dell’amministrazione Trump, limitandosi a sottolineare che avrebbe comunque accettato la proposta del Guggenheim, definendo l’incarico il «lavoro dei sogni».