Il progetto da 400 milioni di dollari con cui Donald Trump intendeva ridisegnare la Casa Bianca per aggiungere una vasta Sala da Ballo – un’idea che aveva già sollevato varie critiche da parte del pubblico americano -, si è scontrato con il suo primo grande ostacolo: il Congresso.
All’inizio di questa settimana, un giudice federale ha ordinato la sospensione dei lavori, dichiarando che l’intervento non sarebbe potuto continuare senza ottenere il via libera dei legislatori. La decisione ha gettato un’ombra sul destino della sala da ballo, mettendo l’amministrazione Trump di fronte ad una scelta che ha evitato finora: cercare lo scontro politico a Capitol Hill o proseguire la battaglia nei tribunali. Al momento, da parte del Congresso, non si percepisce alcuna intenzione di sostenere il progetto: i rappresentanti democratici si sono opposti apertamente al piano, mentre molti repubblicani preferiscono restare ai margini del dibattito, piuttosto che associarsi a un progetto costoso e poco popolare proprio mentre si avvicinano le elezioni di metà mandato.

L’amministrazione Trump si trova quindi in una posizione di stallo: l’atteggiamento del Congresso sembra propenso a bloccare la realizzazione della sala e, allo stesso tempo, anche la strategia di procedere senza il suo consenso è stata fermata dalla magistratura. La sentenza del tribunale, infatti, non lascia spazio a interpretazioni. In un parere dai toni severi, il giudice federale Richard Leon ha respinto l’argomentazione della Casa Bianca secondo cui il presidente americano potrebbe portare avanti il progetto senza l’approvazione dei legislatori, ricordando che Trump è soltanto “il custode della Casa Bianca”, non il suo proprietario.

In tutta risposta, l’amministrazione ha già presentato un ricorso, mentre il presidente ha reagito con tono combattivo, sostenendo che progetti simili in passato non abbiano mai richiesto un passaggio parlamentare. Legislatori e storici raccontano però una storia diversa, ricordando che da oltre un secolo il Congresso ha sempre avuto voce in capitolo quando si è trattato di modificare gli spazi della residenza presidenziale.
Per il momento, la Casa Bianca sembra preferire la via giudiziaria a quella politica, una scelta più semplice dal punto di vista strategico. Chiedere l’autorizzazione al Congresso infatti, significherebbe aprire una disputa lunga e molto esposta alle critiche riguardo al costo, le dimensioni e l’utilità della nuova sala da ballo, un progetto che gli oppositori hanno già etichettato come un capriccio personale.



