Lunedì mattina, davanti al Lincoln Memorial di Washington DC, cuore simbolico e monumentale degli Stati Uniti, è comparsa un’installazione inattesa: un gabinetto dorato, alto quasi tre metri e pronto ad essere utilizzato. Accanto all’opera, Intitolata Trono degno di un re, si trova un rotolo di carta igienica che riporta il nome del gruppo di artisti responsabili: The Secret Handshake.
Non è la prima volta che il collettivo si avventura nello spazio pubblico del National Mall: l’installazione fa parte di una serie di interventi monumentali iniziati a settembre che prendono di mira il presidente Donald Trump e il suo entourage. Il gabinetto si iscrive quindi perfettamente nella produzione dichiaratamente irriverente degli artisti. Qui la provocazione si fa però più essenziale, quasi primordiale, in quanto la sola posizione del “trono” – posto davanti al tempio della democrazia americana – parla da sé.

L’opera, oltre ad essere un chiaro richiamo ad America di Maurizio Cattelan, un wc d’oro installato nel bagno Solomon R. Guggenheim Museum nel 2016, ironizza sulle recenti ristrutturazioni volute dal Presidente. Durante i lavori nel Lincoln Bathroom hanno sostituito le iconiche piastrelle verdi del Lincoln Bathroom con marmo e dettagli dorati, trasformando la stanza privata in una scena di lusso ostentato. Tutte queste ristrutturazioni, pensate per trasmettere un forte senso di potere, hanno solamente alimentato le proteste del pubblico e scatenato ironie diffuse. The Secret Handshake quindi, non ha fatto altro che esasperare questi sentimenti, portandoli sotto gli occhi del governo americano.
In una targa, posta al lato del “trono”, si riflette la frustrazione dei cittadini americani: «l Presidente Trump si è concentrato su ciò che contava davvero: ristrutturare il bagno Lincoln alla Casa Bianca. Questo il suo più grande successo, un audace promemoria del fatto che il Presidente non è solo un uomo d’affari, ma si occupa anche dei suoi affari – continua – Rappresenta un tributo a un visionario incrollabile che ha guardato in basso, ha visto un problema e lo ha trasformato in oro». Parole che, tra ironia e critica, trasformano un semplice oggetto in monito e provocazione.

L’opera si cala quindi completamente nel contesto americano, ricongiungendosi con le proteste dei No Kings, che manifestano contro la deriva autoritaria dell’Occidente. In tutta risposta, Trump ha pubblicato una serie di video realizzati con l’intelligenza artificiale in cui bombardava i manifestanti con delle feci. Il gabinetto quindi si erge come una risposta diretta e simbolica alle sue provocazioni.



