Boom di visitatori per la mostra su Mucha a Palazzo Bonaparte

L'esposizione dedicata al padre dell’Art Nouveau chiude con oltre 180mila presenze, mentre Palazzo Bonaparte si prepara ora ad accogliere la grande mostra su Hokusai

Si è conclusa domenica 8 marzo con uno straordinario successo di pubblico la mostra Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione, ospitata a Palazzo Bonaparte a Roma dall’8 ottobre 2025. L’esposizione ha registrato 184.671 visitatori in poco più di quattro mesi, confermandosi tra gli appuntamenti culturali più seguiti della stagione e ribadendo il ruolo dello spazio romano come uno dei principali poli espositivi per le grandi mostre in Italia. Prodotta e organizzata da Arthemisia, in collaborazione con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino, la mostra è stata curata da Elizabeth Brooke e Annamaria Bava, con la direzione scientifica di Francesca Villanti. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica Ceca e del Centro Ceco presso l’Ambasciata della Repubblica Ceca, con Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale come main partner.

«Non ci aspettavamo un numero così importante di visitatori – ha dichiarato Iole Siena, Presidente di Arthemisia – perché di solito le mostre di Mucha nel mondo, pur molto amate dal pubblico, si attestano intorno ai 100.000 visitatori. Abbiamo avuto infinite conferme, da chi ha visitato la mostra, che l’apprezzamento è stato per l’insieme della nostra proposta, le opere certamente ma anche l’allestimento, la cura dei dettagli, i tanti approfondimenti, la gentilezza dell’accoglienza. Le mostre non sono opere d’arte, sono delle narrazioni emotive intorno alle opere d’arte, è questa la chiave del successo ormai consolidato e universalmente riconosciuto delle nostre mostre».

La Prof.ssa Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, ha commentato: «Il successo straordinario ottenuto dalla mostra sull’artista Alphonse Mucha conferma come la partnership tra la Fondazione Terzo Pilastro e Arthemisia negli spazi di Palazzo Bonaparte, di Generali Valore Cultura, rappresenti ormai un punto di riferimento assoluto nel panorama espositivo attuale. Con un’affluenza di pubblico che ha superato ogni aspettativa, la Fondazione ha centrato l’obiettivo, scommettendo sulla visione democratica di un artista che ha saputo fondere l’eccellenza estetica con un messaggio universale e accessibile. Questo traguardo, che onora la visione del mio predecessore Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, non è però per noi un punto di arrivo, ma il preludio a una nuova, entusiasmante sfida condotta sempre assieme ad Arthemisia: il testimone passa ora al maestro della pittura giapponese Hokusai, grazie al quale la Fondazione continuerà a tracciare quel solco di bellezza e spiritualità che ha reso Mucha un’eccellenza, portando a Roma l’incanto del “mondo fluttuante” e confermando la propria missione di rendere l’arte un potente motore di rinnovamento sociale e culturale».

La mostra ha rappresentato una delle più importanti retrospettive italiane dedicate ad Alphonse Mucha, artista ceco che ha rivoluzionato l’immaginario visivo della Belle Époque diventando il padre indiscusso dell’Art Nouveau. Il percorso espositivo ha riunito oltre 150 opere, tra manifesti iconici, pannelli decorativi, illustrazioni e materiali d’epoca, accompagnando i visitatori alla scoperta dell’universo estetico dell’artista e della sua capacità di trasformare la figura femminile in un simbolo universale di grazia, eleganza e seduzione. Tra le opere più ammirate dell’intero percorso spicca la presenza eccezionale della Venere di Sandro Botticelli (1485–1490), concessa in prestito straordinario dai Musei Reali – Galleria Sabauda di Torino. Il celebre capolavoro rinascimentale ha rappresentato il cuore simbolico dell’esposizione, creando un suggestivo ponte tra il linguaggio del Rinascimento e quello decorativo dell’Art Nouveau.

Il pubblico si è rivelato ampio e internazionale: circa il 70% dei visitatori proveniva dall’Italia, mentre il 30% dall’estero, a conferma del ruolo di Roma come meta culturale di riferimento. Importante anche la partecipazione di scuole e gruppi organizzati, che hanno rappresentato circa il 25% delle presenze, mentre visite guidate e attività didattiche hanno coinvolto oltre il 35% del pubblico. L’esposizione ha conquistato i visitatori anche grazie a un allestimento immersivo e suggestivo, capace di rievocare l’atmosfera elegante della Belle Époque attraverso luci, cromie e suggestioni sensoriali che hanno accompagnato il pubblico in un vero e proprio viaggio nel tempo. Con la chiusura della mostra dedicata a Mucha, Palazzo Bonaparte guarda ora al futuro: il prossimo grande appuntamento sarà la più completa mostra mai dedicata a Hokusai, il maestro della pittura giapponese, destinata a proseguire il percorso espositivo internazionale che negli ultimi anni ha reso lo spazio romano uno dei luoghi più dinamici della scena culturale italiana.