È tempo di Futurismo, di nuovo: il MAXXI rilancia l’avanguardia storica

Il museo annuncia per il prossimo autunno una grande mostra a cura di Gabriele Simongini che rilegge l'avanguardia marinettiana

Dopo la grande mostra del 2024 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, il Futurismo torna protagonista a Roma. Nell’autunno 2026 il MAXXI ospiterà una nuova ampia mostra dedicata al movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti, rilanciando il dibattito su una delle stagioni più radicali e controverse dell’arte italiana del Novecento. L’annuncio arriva in occasione di un’altra iniziativa sul Futurismo organizzata nell’istituzione romana, la presentazione della riedizione del libro di Emilio Settimelli Marinetti. L’uomo e l’artista curata da Gabriele Simongini in prefazione.

Sarà sempre quest’ultimo ad occuparsi del nuovo progetto espositivo intitolato Sensing the Future, che si presenta come una rielaborazione aggiornata di una precedente esperienza curatoriale dedicata al movimento, con l’intento di ampliare lo sguardo critico e ridefinire il perimetro storico e teorico del movimento. Non una semplice riproposizione, dunque, ma una rilettura che punta a restituire la complessità di un’avanguardia capace di attraversare arti visive, letteratura, teatro, grafica, pubblicità e persino il design, anticipando molte delle tensioni che avrebbero segnato il secolo successivo.

Fulcro della mostra saranno opere emblematiche di alcuni dei più grandi protagonisti, da Giacomo Balla a Umberto Boccioni, da Fortunato Depero a Tullio Crali, accanto a documenti, manifesti e materiali che testimoniano la portata teorica e performativa dell’esperienza futurista. L’obiettivo è ricostruire non solo l’estetica della velocità e della macchina, ma anche l’idea di modernità totale che animava il progetto marinettiano: un’arte capace di investire ogni ambito della vita, ridefinendo il rapporto tra individuo, tecnologia e società. La scelta del MAXXI come sede non è casuale. Il percorso espositivo, infatti, dovrebbe mettere in dialogo i capolavori storici con opere e ricerche contemporanee, evidenziando come molte intuizioni futuriste – dal dinamismo alla sperimentazione dei linguaggi, dall’intermedialità alla centralità dell’esperienza sensoriale – continuino a risuonare nelle pratiche artistiche attuali.

Il progetto si inserisce in una fase di rinnovata attenzione critica verso il Futurismo, non più letto soltanto come fenomeno avanguardistico legato alla prima metà del Novecento, ma come laboratorio di idee che hanno inciso profondamente sull’immaginario della modernità. Una rilettura che inevitabilmente chiama in causa anche le ambiguità e le contraddizioni del movimento, dal rapporto con la politica all’esaltazione della guerra e della tecnologia, elementi che la storiografia recente ha affrontato con maggiore consapevolezza. Con questa esposizione, il museo attualmente presieduto da Maria Emanuela Bruni conferma la volontà di rileggere i nodi cruciali dell’arte italiana in una prospettiva critica e contemporanea.