La Casa Bianca ha proposto alla Smithsonian di istituire una sezione dedicata all’esposizione di immagini del presidente Trump nella National Portrait Gallery, ignorando la tradizione che prevede la presenza di un solo ritratto ufficiale per mandato. L’ipotesi è partita da Abby Jones, capo del protocollo del Dipartimento d Stato, che ha visitato l’istituzione il 19 dicembre scorso insieme al fotografo Daniel Torok, che ha scattato la foto del presidente esposta nella galleria.
Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che Trump riceve “una quantità senza precedenti di splendide opere d’arte da americani patriottici” e che è importante che tali lavori vengano “valorizzati negli spazi della Capitale della nostra Nazione”. L’ampliamento dell’esposizione rappresenterebbe una rottura dalla prassi curatoriale adottata fino a questo momento. Dagli anni Novanta, la galleria espone una sola fotografia durante il mandato, che poi viene sostituita da un ritratto pittorico al termine definitivo dell’incarico. Sebbene nella mostra America’s Presidents compaiano più ritratti di alcune figure, queste aggiunte sono sempre avvenute dopo la conclusione dei mandati e molti anni dopo la loro scomparsa, come nei casi di George Washington, Abraham Lincoln e John F. Kennedy.

Oltre all’ipotesi di istituire una nova sezione, Trump vorrebbe cambiare il ritratto realizzato da Ronald Sherr alla fine del 2021. Davis Ingle – un rappresentante della Casa Bianca – ha dichiarato che, sebbene il Presidente sia molto grato per il lavoro dell’artista, adesso desidera un’opera che racchiuda l’intera portata dei suoi anni di mandato. Completato prima della sua morte nel 2022, il dipinto ritrae l’uomo durante un raduno e, a detta della moglie di Sherr “Cattura il movimento, l’energia e l’assoluta determinazione di Donald Trump”.
Alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi, le richieste della Casa Bianca sembrano assumere i contorni di vere e proprie imposizioni. Dall’anno scorso i rapporti tra l’amministrazione Trump e la direzione della Smithsonian si sono inaspriti: il presidente ha richiesto le dimissioni di Kim Sajet, al tempo direttrice e ha minacciato di revocare i fondi federali se l’istituzione non si fosse adattata all’ordine esecutivo Restoring Truth and Sanity to American History. Queste pressioni sono risultate nelle dimissioni della direttrice e la rimozione della menzione degli impeachment sotto la foto di Trump.
Ad oggi la Smithsonian non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito all’episodio. Tuttavia, una fonte vicina ha rivelato a The New York Times che, allo stato attuale, non è ancora stata depositata proposta formale.



