ICONS, il progetto “obituale” di CHEAP, una call for posters che indaga il culto della morte di celebrità, ha inaugurato la seconda edizione il 20 gennaio. Dopo l’esordio nel 2023 con David Bowie, l’esposizione trova in Lynch un soggetto inevitabile: ad un anno dalla sua morte, il suo immaginario torna ad abitare i muri di Bologna.
David Lynch ha saputo rendere la realtà inquietante senza mai doverla abbandonare. Nei suoi film non c’è una ricerca di evasione nel fantastico, quanto più una deformazione progressiva del reale: il suo mondo resta riconoscibile, familiare e proprio per questo si incrina dall’interno. La dimensione onirica delle sue produzioni agisce da lente, che intensifica la quotidianità e ne analizza ossessivamente i dettagli, portandoli all’esasperazione. È propio in questo equilibrio precario tra normalità e perturbante che si condensa la sua produzione.

Questa sua visione ha radici che affondano anche nello studio delle arti visive. Il suo sguardo cinematografico si è nutrito di suggestioni artistiche, soprattutto nell’uso della luce e dell’ombra e nella sensibilità verso la costruzione dello spazio. Tra le influenze dichiarate spicca Francis Bacon: le sue figure contorte immerse in spazi claustrofobici e i corpi deformati riaffiorano nei suoi film, talvolta anche come citazioni dirette.


Nel nuovo progetto di CHEAP, i frammenti della visione lynchiana scivolano nel contesto urbano bolognese durante le settimane dell’Art City 2026, quando la città si trasforma in un mosaico visivo di immagini e manifestazioni artistiche. All’iniziativa hanno partecipato circa 77 artisti che, attraverso una costellazione di linguaggi e tecniche diverse, hanno restituito un ritratto corale del regista e dei suoi personaggi.
In questo progetto, l’immaginario perturbante del regista torna a contaminare la quotidianità, con l’unica differenza che, in questo caso, l’incontro non avviene attraverso uno schermo o nel buio di una sala, ma mentre si cammina per strada, si attraversano quartieri e si incrociano sguardi distratti di sconosciuti.



