Dal 5 all’8 febbraio torna per la quattordicesima edizione Art City Bologna, il calendario di mostre ed eventi promossi dal comune di Bologna in occasione di Arte Fiera (dal 6 all’8 febbraio), sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna. Con oltre trecento eventi in programma sparsi tra gallerie, istituzioni e spazi espositivi, Art City trasforma Bologna in un mosaico di mostre, installazioni e performance, offrendo un’esperienza culturale unica e coinvolgente, in grado di catturare l’attenzione di ogni visitatore. A caratterizzare l’edizione di quest’anno è lo Special Program, realizzato in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Sotto la curatela di Caterina Molteni, sette artisti internazionali indagano il tema della conoscenza come esperienza fisica, abitando vari spazi dell’Ateneo.

Gli eventi nelle istituzioni
Tra i vari appuntamenti spicca la retrospettiva John Giorgio: The Performative Word curata da Lorenzo Balbi al MAMbo. Dedicata a John Giorgio, poeta e performer newyorkese che ha trasformato la parola in arte viva, è la prima grande mostra che celebra una delle figure più radicali e innovative della cultura contemporanea. L’esposizione ripercorre la sua produzione multiforme capace di condensare poesia, arte visiva e performance ed esplora le sue collaborazioni con artisti come Warhol, Rauschenberg e Cage.
Palazzo Bentivoglio invece, ospiterà una personale su Michael E. Smith, curata da Simone Menegoi e Tommaso Pasquali. L’artista americano esplora da oltre vent’anni il confine tra scultura e installazione, realizzando opere con scarti industriali e oggetti quotidiani dando vita ad un ambiente immersivo ed estremamente emotivo.

Le proposte delle gallerie
…dove tu stai, anche io sarò è la personale di Giuseppe Petroniro che si terrà alla Galleria LABS Contemporary Art, curata da Giuliana Benassi. L’esposizione raccoglie un gruppo di opere inedite dell’artista che si inseriscono nello spazio come un intervento site specific. Il progetto si presenta quindi come un’unica messa in scena, dando vita a un gioco di percezione al limite tra fragilità contrastanti e seduzioni prospettiche.
La Galleria d’Arte Maggiore g.a.m. rappresenta il linguaggio iconico di Giosetta Fioroni nell’esposizione Giosetta Fioroni: il futuro è uscito dal passato. Il percorso inizia dagli Argenti degli anni ’60, che hanno segnato profondamente il suo linguaggio visivo, per poi esplorare le sperimentazioni materiche degli anni ’70 e ’80 fino ad arrivare alle opere degli anni ’90 e 2000, incentrate sul tema della memoria, dell’infanzia e della femminilità.
Gli Special Projects all’Alma Mater
In Days Done, mostra all’ex Facoltà di Ingegneria dell’Ateneo bolognese, le opere di Mike Kelley indagano il rapporto tra potere, psiche e il ruolo del sistema educativo nel plasmare gli individui. L’artista ha realizzato 31 cortometraggi musicali ispirati a recite, concerti e feste scolastiche, trasformando una raccolta di fotografie provenienti da annuali di scuole americane in una narrazione in cui lo spazio scolastico diventa espressione dell’inconscio caotico degli adolescenti.
Alexandra Prici presenta Rejoin una nuova produzione realizzata appositamente per il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio. Una delle voci più autorevoli della performance odierna, intreccia danza, scultura, musica e parola in un’indagine della corporeità come strumento di conoscenza e archivio di esperienze. Nel luogo simbolo dell’osservazione scientifica del corpo, l’artista trasforma l’autopsia in un processo di “riconnessione” tra uomo, natura e tecnologia.

Gli interventi fuori da musei e gallerie
Short Circuit Nature, progetto di Giacomo Cossio, introduce nella zona urbana davanti allo studio architettonico Open Project, uno scarto percettivo: due alberi, ricoperti da colori sgargianti, trasformano forme familiari in presenze stranianti in grado di ridefinire la percezione dello spazio. L’intervento cambia il ritmo visivo e restituisce agli elementi naturali un valore simbolico, invitando il pubblico a riflettere sulla loro presenza – spesso trascurata – nelle città.
Art City Bologna 2026 offre un panorama completo dell’arte contemporanea. Ogni evento crea un dialogo continuo tra opere, spazio e pubblico, trasformando la città in un’esperienza culturale collettiva, capace di trasmettere la ricchezza e la forza del sistema culturale bolognese.



