La tensione tra direzione e lavoratori continua a crescere al Louvre, chiuso anche ieri a causa degli scioperi. È dal 15 dicembre che i tre sindacati del museo – Cfdt, Cgt e Sud – manifestano contro la carenza del personale, soprattutto nell’accoglienza e nella sorveglianza, e denunciano il peggioramento delle condizioni lavorative. La gestione di circa nove milioni di visitatori l’anno e la decadenza della struttura – messa in luce dal furto del 19 ottobre – rafforzano le loro argomentazioni.
Gli scioperi mettono a rischio il progetto del museo
In risposta Laurence des Cars, presidente del museo, continua a portare avanti il progetto Nouvelle Reinassance per riqualifica del Louvre, che considera la soluzione ai problemi sollevati dal personale. Tuttavia, la realizzazione del piano non potrà essere attuata se l’istituzione continua a rimanere chiusa per sciopero. Basti pensare che durante la chiusura di ieri, la direzione ha stimato una perdita di circa un milione e mezzo di euro, a cui contribuiscono non solo i biglietti, ma anche ristoranti e negozi.

Vertici del Louvre sotto pressione
Dall’inizio delle proteste, la ministra della cultura francese Rachida Dati, si sta dedicando personalmente alla risoluzione del problema. Per adesso il ministero ha annullato la riduzione dei finanziamenti al museo – pari a 5,7 milioni di euro – e ha promesso centotrentotto nuove assunzioni. Nessuna notizia però riguardo alle retribuzioni, una delle rivendicazioni principali del sindacato Cgt.
Rimane incerto anche il futuro di Laurence des Cars, di cui alcuni sindacati hanno chiesto le dimissioni; la decisione però non riguarda solo il ministero, in quanto l’ultima parola spetta a Emmanuel Macron. Nel frattempo Dati ha annunciato su France Iter di avere notizie importanti riguardo la governance del museo, un’affermazione vaga, aperta a molte speculazioni. Si potrebbe riferire alla nomina di un coordinatore della sicurezza, oppure sta preparando il terreno per un possibile cambiamento dei vertici. In attesa di notizie ufficiali, il museo resta sospeso tra incertezze e scioperi.



