Il MUCIV – Museo delle Civiltà di Roma approda alla Fondation Cartier pour l’art contemporain come uno dei protagonisti del simposio internazionale New Architectures, New Museums, in programma il 14 gennaio 2026 a Parigi. Invitato insieme a due istituzioni di riferimento assoluto come il Metropolitan Museum of Art di New York e il Musée du Quai Branly – Jacques Chirac, il museo romano è stato selezionato come caso studio per il proprio percorso di rinnovamento architettonico, museografico e culturale.
Se da un lato il confronto mette in relazione modelli museali diversi per dimensione, storia e collezioni, dall’altro evidenzia una comune attenzione ai processi di trasformazione in atto, in cui architettura e museografia diventano strumenti critici per ripensare le narrazioni del patrimonio. In questo contesto, il MUCIV porterà l’esperienza dei cantieri in corso e delle strategie di riallestimento orientate all’accessibilità, alla pluralità dei punti di vista e alla costruzione di relazioni con le comunità di riferimento, offrendo una prospettiva specifica sul ruolo di un museo pubblico italiano nel dibattito internazionale sui nuovi paradigmi museali.




L’incontro riunisce architetti, curatori, studiosi e direttori di museo da tutto il mondo per riflettere sul ruolo dell’architettura nella trasformazione dei musei contemporanei e sul modo in cui gli allestimenti contribuiscono a costruire nuove narrazioni delle collezioni. A rappresentare il MUCIV sarà il direttore Andrea Viliani, chiamato a condividere l’esperienza di un’istituzione impegnata in un profondo processo di ripensamento del proprio patrimonio storico e contemporaneo.

Negli ultimi anni il Museo delle Civiltà ha avviato un ampio programma di interventi strutturali e di riallestimento, affiancando alla conservazione una visione partecipativa e interdisciplinare. Al centro del progetto, temi come accessibilità, inclusività, sostenibilità e superamento dell’antropocentrismo, con l’obiettivo di dar vita a un museo plurale, aperto al dialogo con le comunità di provenienza delle collezioni e con i pubblici contemporanei. Un approccio che si inserisce nel dibattito internazionale sulle pratiche museali più avanzate e che ha visto il coinvolgimento di artisti e designer come Maria Thereza Alves, Sammy Baloji, Cooking Sections, Formafantasma e Karrabing Film Collective, chiamati a interrogare criticamente le collezioni e le modalità di rappresentazione delle culture del mondo.

Il riconoscimento parigino conferma così il ruolo del MUCIV come laboratorio di ricerca e sperimentazione nel panorama museale italiano e internazionale, in vista anche dei futuri sviluppi del museo e del completamento del Grande Progetto Beni Culturali, che porterà entro il 2026-27 a un nuovo e ampliato allestimento delle collezioni di arte e culture asiatiche. Un passaggio chiave nel percorso di ridefinizione di un museo enciclopedico capace di leggere il passato alla luce delle urgenze del presente.


