Svolta nell’indagine sul giallo dell’eredità Agnelli

Nuove carte della Procura di Roma raccontano un possibile trasferimento all’estero e l’ombra di esportazioni illecite

La storia dei quadri spariti dall’eredità di Gianni Agnelli si complica ulteriormente. La Procura di Roma, che da mesi indaga sulla scomparsa di opere d’arte di grande pregio – da Monet a Picasso, da De Chirico a Balla – ha portato alla luce un dato clamoroso: non si tratta più di una dozzina di dipinti, ma di almeno 35 opere la cui collocazione è ignota alle autorità italiane. Nei fascicoli coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal pm Stefano Opilio si ipotizzano reati di ricettazione e esportazione illecita di opere d’arte, in un quadro che intreccia inchiesta penale e disputa familiare. Secondo quanto riportato, molte delle tele risultano non più sul territorio italiano e, secondo gli investigatori, potrebbero aver transitato attraverso depositi in Svizzera senza le necessarie comunicazioni al Ministero della Cultura.

La vicenda è parte di un più ampio contenzioso tra Margherita Agnelli, che ha denunciato la scomparsa delle opere, e i suoi tre figli – John, Lapo e Ginevra Elkann – che sostengono la legittimità di alcune trasferte estere come donazioni fatte dalla madre Marella Caracciolo di Castagneto. La Procura, oltre alla ricerca fisica delle tele, sta lavorando per accertare se siano stati violati i vincoli di esportazione previsti dalla legislazione italiana, che richiede specifiche autorizzazioni per opere di grande valore patrimoniale e storico.

Nei mesi scorsi erano emersi casi clamorosi, come quello di alcune tele originali sostituite con copie custodite in un caveau torinese, mentre gli originali risultano irrintracciabili. Tra queste La scala degli addii di Giacomo Balla, Mistero e malinconia di una strada di Giorgio De Chirico e Glacons, effet blanc di Claude Monet: pezzi valutati singolarmente milioni di euro. Quello che era iniziato come un giallo a partire da una dozzina di dipinti, è diventato un caso giudiziario di scala ben più ampia, con decine di opere d’arte la cui sorte resta sconosciuta e una Procura determinata a ricostruire i passaggi di proprietà e gli eventuali spostamenti non autorizzati. La posta in gioco non è solo economica, ma riguarda la tutela del patrimonio culturale privato in Italia, la trasparenza nella gestione di collezioni storiche e il confine tra libertà patrimoniale e norme di tutela che disciplinano il trasferimento di opere d’arte di grande valore.