Dal 2026 al Louvre rincaro dei biglietti per chi viene da fuori Europa

Dal 14 gennaio 2026 il biglietto d’ingresso al Louvre destinato ai visitatori provenienti da paesi extra‑Unione Europea passerà da 22 a 32 euro: un aumento del 45% deciso dal consiglio dell’istituzione parigina per far fronte a una fase critica che richiede fondi immediati per sicurezza e manutenzione. La decisione definitiva, annunciata alla fine di novembre 2025, coinvolge cittadini di Stati Uniti, Regno Unito, Cina e altri Paesi fuori dallo Spazio Economico Europeo, mentre i residenti nell’UE e nei Paesi EEA continueranno a pagare la tariffa standard.

Con circa 8,7 milioni di visitatori nel 2024, di cui la gran parte stranieri, il museo punta a generare tra i 15 e i 20 milioni di euro extra l’anno, risorse essenziali per finanziare un ambizioso piano di ristrutturazione e miglioramento delle infrastrutture. Il rincaro arriva in un momento particolarmente delicato per il museo, scosso dal clamoroso furto in pieno giorno del 19 ottobre, quando una banda ha portato via gioielli per decine di milioni di euro, episodio che ha messo a nudo gravi lacune nella sicurezza e ha innescato critiche sull’efficacia dei sistemi di sorveglianza. Il Louvre giustifica l’aumento come “misura necessaria” per garantire la conservazione del patrimonio, la protezione delle opere e la ristrutturazione di ambienti storici ormai logorati dal tempo e dal continuo flusso turistico; tra i progetti in cantiere, rientrano interventi strutturali urgenti, nuovi impianti di sorveglianza, manutenzioni e una revisione complessiva degli spazi espositivi.

Ma la mossa non è priva di polemiche: sindacati e parte del mondo culturale francese denunciano la decisione come un tradimento del principio di accessibilità universale che ha sempre caratterizzato l’istituzione. Critiche arrivano anche sul piano turistico: il rincaro potrebbe disincentivare parte dei visitatori internazionali, alterando la composizione del pubblico e modificando le dinamiche del turismo culturale. Al tempo stesso, però, molti esperti riconoscono che davanti a un’edificio storico sovraccarico, con costi di conservazione crescenti e rischi concreti per le opere, la sostenibilità economica passa necessariamente da scelte drastiche.