Scandalo al Louvre, contestati i piani di ristrutturazione

Il presidente della Corte dei Conti Pierre Moscovici ha criticato il piano di ristrutturazione di 666 milioni di euro del museo a discapito dell'incremento della sicurezza

I piani di 666 milioni di euro del Louvre per un nuovo ingresso e un complesso sotterraneo sono secondo alcuni dipendenti un errore di gestione, specialmente a seguito del furto del 19 ottobre, durante il quale sono stati rubati i gioielli della corona francese. Pertanto la direttrice del Louvre, Laurence des Cars, si è trovata in una posizione scomoda in seguito alla pubblicazione di un rapporto che rivela la cifra di 666 milioni di euro sottolineando la necessità di dare priorità al potenziamento della sicurezza. Giovedì 6 novembre, Pierre Moscovici, presidente della Corte dei Conti ha pubblicato il rapporto in questione mostrando a cielo aperto dei notevoli ritardi nell’implementazione delle attrezzature di sicurezza.

Pierre Moscovici ha sottolineato due gravi mancanze della gestione museale: in primis un progetto decennale di ammodernamento infrastrutturale, avviato nel 2018 dall’ex direttore del Louvre, Jean-Luc Martinez, ha ricevuto solo 3 milioni di euro, a fronte degli 83 milioni di euro inizialmente previsti; secondo poi a più di venti anni dall’avvio degli studi tecnici a supporto, un piano di prevenzione incendi deve ancora essere implementato.

I piani di Emmanuel Macron e Laurence Des Cars

I piani annunciati dal presidente francese Emmanuel Macron a gennaio come parte di una ristrutturazione più ampia, prevedevano un nuovo ingresso e la costruzione di un complesso di 22.000 m² sotto il Louvre, attorno alla Gioconda. La collaborazione tra il presidente e la direttrice del museo Laurence Des Cars, era iniziata a seguito di una lettera confidenziale di metà gennaio, elencando una serie di gravi problemi strutturali e logistici del Louvre, chiedendo supporto allo Stato per affrontarli. L’iniziativa richiesta inizialmente era di spostare la Gioconda in una stanza più isolata, munita di un ingresso autonomo e a cui si poteva accedere con un biglietto separato. È stimato infatti che circa 20mila persone al giorno si mettono in fila per vedere da vicino il quadro di Da Vinci, creando sovraffollamento nella Grande Galerie, il corridoio dedicato alla pittura italiana. La Corte dei Conti ha rivelato che il budget per questo nuovo ingresso, stimato in 450 milioni di euro qualche mese fa, è già schizzato a 666 milioni di euro, con un aumento del 45%, sottraendo difatti risorse necessarie, con maggiore urgenza, per i cambiamenti infrastrutturali.