Si rinnova la collaborazione tra Arte Fiera e Fondazione Furla per il programma di azioni dal vivo curato da Bruna Roccasalva, Direttrice Artistica della Fondazione. Dopo gli interventi di Public Movement nel 2023, Daniela Ortiz nel 2024 e Adelaide Cioni nel 2025, la protagonista dell’edizione 2026 sarà Chalisée Naamani, artista nata in Francia ma dalle origini iraniane e che abbiamo intervistato per Inside Art 131. Naamani si distingue per una pratica trasversale che intreccia pittura, scultura, moda e tecnologia, fondendo linguaggi e materiali diversi in un universo visivo fortemente contemporaneo.


La sua ricerca indaga la costruzione dell’identità e i meccanismi di rappresentazione del corpo nella cultura visiva di oggi, muovendosi tra riferimenti alla storia dell’arte, cultura pop e autobiografia. I lavori nascono spesso da assemblaggi di materiali di recupero e tessuti stampati con immagini tratte dal suo archivio personale, in continua evoluzione. Questi elementi danno forma a ciò che l’artista definisce “vêtements-images” ovvero abiti-immagine, veri e propri capi pensati come dipinti o sculture, dunque non destinati a essere indossati, ma vissuti come opere autonome.
L’abito si trasforma in superficie narrativa, dispositivo di memoria e luogo di tensione fra presenza e rappresentazione. Ogni opera diventa un corpo esteso, un frammento di identità che si manifesta attraverso la materia, l’immagine e il gesto. L’artista utilizza la moda non come linguaggio funzionale, ma come strumento simbolico capace di ridefinire il rapporto fra individuo e collettività, privato e pubblico, reale e digitale.
L’approccio performativo, costante nella sua produzione, si traduce in azioni che attivano fisicamente le opere, mettendo in scena la relazione fra corpo e immagine, autore e spettatore. In questo processo, la performance non è un atto separato dall’oggetto, ma una sua naturale estensione: un modo per esplorare la vitalità del gesto e la sua capacità di generare nuovi significati visivi e affettivi.

Per Arte Fiera 2026, Naamani realizzerà un’opera inedita che combina performance, scultura e installazione, trasformando il Padiglione de l’Esprit Nouveau in un caleidoscopico intreccio di simboli, materiali e immagini. La scelta del luogo assume un significato speciale: il padiglione, ricostruzione del progetto di Le Corbusier e Pierre Jeanneret per l’Exposition Internationale des Arts Décoratifs di Parigi del 1925, celebra nel triennio 2025–2027 un duplice anniversario, cent’anni dalla sua ideazione e cinquant’anni dalla sua realizzazione a Bologna.


