Ad Artefiera l’astrattismo geometrico di Adelaide Cioni

"Five Geometric Songs" è un intervento performativo che riflette su astrazione e colore, sull'origine della forma e sul concetto di pattern

L’edizione 2025 di Artefiera ha rinnovato la partnership con Fondazione Furla per il programma performativo curato dalla direttrice della Fondazione Bruna Roccasalvo: protagonista di questa edizione è Adelaide Cioni, artista bolognese classe 1976 che ha realizzato una performance concepita per l’occasione, Five Geometric Songs. Filo conduttore della sua arte, il connubio di natura, linguaggio, artigianato, astrazione e movimento: il lavoro bolognese nasce come evoluzione di Song for a Square, a Circle, a Triangle del 2023 e come di consueto, la sua ricerca si muove fra composizioni geometriche, volumi spaziali, intersezioni ambientali, astrattismo e fluidità.

Non a caso studentessa di disegno dell’Università della California a Los Angeles, l’esplorazione di Adelaide Cioni parte dal grado zero del segno: linea, punto, quadrato, triangolo, cerchio. Attraverso la ridondanza di queste forme geometriche elementari e alla base di qualunque struttura, l’artista recupera un vocabolario visivo profondamente radicato nella storia dell’umanità che ha attraversato culture, epoche e discipline differenti. Con un focus costante sulle immagini mnemoniche, ogni pattern da lei indagato allude alla realtà e la reinterpreta, in una forza comunicativa che risiede nella capacità di parlare direttamente alla percezione umana attraverso la ripetizione e il ritmo visivo. «Disegnare un pattern è come intonare un canto» afferma e, Five Geometric Songs, celebra proprio questa connessione, puntando i riflettori sul luogo in cui il disegno e la musica si incontrano.

Adelaide Cioni, Five Geometric Songs

La performance ha a che fare con le origini del segno: in questo ambizioso intervento, i motivi geometrici astratti diventano la visualizzazione di un ritmo nello spazio attraverso cinque costumi disegnati dall’artista e animati da altrettanti danzatori, su musiche originali composte da Dom Bouffard. Dialogando con le architetture di ArteFiera, Adelaide Cioni immagina una sua personale composizione di geometrie e colori che si interfaccia con quella degli spazi, moltiplicando transizioni immersive e facendo eco alla fluidità e all’intersecarsi dei suoi volumi. Grazie alla musica e alla danza, Five Geometric Songs diventa anche e sopratutto un indagine sul corpo e il linguaggio.

All Images: Courtesy P420 (Bologna) e The Approach (Londra). Ph Chiara Francesca Rizzuti