La Fundació Joan Miró si prepara ad aprire un nuovo capitolo della propria storia con l’arrivo di una nuova guida. A prendere le redini dell’istituzione sarà Maribel López, scelta che segna un passaggio significativo per uno dei musei più rilevanti dedicati all’eredità di Joan Miró. La nomina arriva dopo la gestione di Marko Daniel, che dal 2018 ha guidato l’istituzione in un percorso di consolidamento internazionale, ampliando la relazione tra la collezione e le pratiche dell’arte contemporanea.
Originaria di Barcellona, López porta con sé un profilo costruito tra gallerie, progetti indipendenti e la direzione di grandi eventi del sistema dell’arte. Dal 2018 è infatti alla guida di ARCO Madrid, una delle fiere d’arte più influenti del panorama europeo, ruolo che ha contribuito a rafforzarne la rete di relazioni con gallerie, artisti e istituzioni culturali a livello globale.Il suo percorso professionale affonda le radici proprio nella scena catalana: tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila ha lavorato come vicedirettrice alla Galleria Estrany de la Mota, prima di spostarsi a Berlino, dove ha sviluppato nuove esperienze curatoriali e avviato un’attività indipendente.

Nel tempo ha anche partecipato a collettivi e piattaforme di ricerca come Creatures e The Office, consolidando una visione dell’arte contemporanea attenta alla dimensione internazionale e sperimentale. La scelta della nuova direttrice è il risultato di una commissione che ha riunito rappresentanti delle principali istituzioni culturali catalane e statali, tra cui figurano anche l’Institut de Cultura de Barcelona (ICUB), la Generalitat de Catalunya e il Ministero della Cultura, oltre al contributo di un comitato di esperti che ha coinvolto direttori di istituzioni come il Museo Reina Sofía e il Palau de la Música Catalana, insieme a curatori e studiosi di rilievo internazionale e a Rosa Maria Malet, da sempre riferimento per lo studio dell’opera di Miró.
Ora per López si apre una fase decisiva: quella di guidare la fondazione nel futuro, raccogliendo un’eredità costruita negli anni e traducendola in nuove traiettorie di ricerca, apertura internazionale e dialogo con il pubblico contemporaneo.



