Durante i giorni di Art Basel, l’arte contemporanea invade ogni singolo angolo della città e c’è chi è abbastanza geniale da sfruttarla a proprio vantaggio. È questo il caso della campagna ideata dal marchio di cioccolato svizzero Munz, che ha reinterpretato in chiave ironica Comedian, la celebre opera di Maurizio Cattelan composta da una banana fissata al muro con del nastro adesivo, diventata negli ultimi anni una delle immagini più iconiche e discusse dell’arte contemporanea.
L’intervento, firmato dall’agenzia creativa Jung von Matt Limmat, ha portato nelle strade di Basilea grandi manifesti accompagnati da vere banane di cioccolato applicate ai muri con il caratteristico nastro adesivo. A differenza dell’opera originale, però, queste non erano destinate a rimanere intatte: chiunque poteva staccarle, scartarle e mangiarle, trasformando il pubblico da semplice spettatore a protagonista dell’installazione. L’operazione riprende il concetto alla base di Comedian, presentata per la prima volta nel 2019 ad Art Basel Miami Beach. L’opera di Cattelan, più che sulla banana in sé, riflette sul valore attribuito all’arte, sul ruolo del mercato e sulla capacità di un’idea di acquisire significato indipendentemente dal suo supporto materiale.

Munz ha giocato proprio su questo paradosso, trasformando un simbolo dell’arte concettuale in un prodotto destinato a essere consumato nel giro di pochi minuti. La banana, da oggetto di riflessione sul mercato dell’arte, diventa così uno snack, mantenendo però intatta la sua forza evocativa. La coincidenza con Art Basel ha reso la campagna ancora più efficace. Durante la settimana della fiera, Basilea si trasforma in un enorme palcoscenico dedicato all’arte contemporanea, con installazioni, eventi e migliaia di collezionisti, curatori e visitatori provenienti da tutto il mondo. Inserire le banane di cioccolato direttamente nello spazio urbano ha permesso al marchio di estendere idealmente i confini della manifestazione, facendo della città una sorta di museo a cielo aperto.
L’agenzia ha definito il progetto uno snackable content: un contenuto immediato, ironico e facilmente condivisibile sui social, capace di tradurre una delle immagini più riconoscibili dell’arte contemporanea in un gesto quotidiano e universale. In questo modo Munz è riuscita a uscire dai tradizionali spazi pubblicitari, intercettando il pubblico proprio nel cuore dell’evento artistico più importante dell’anno.



