Settantamilioni di euro per rendere i musei italiani più sicuri, tecnologici e protetti. È la cifra stanziata dal nuovo piano interministeriale siglato tra il Ministero della Cultura e il Viminale, che punta a potenziare la sicurezza del patrimonio nazionale contro furti, rapine e traffici illeciti di opere d’arte. Il progetto, articolato in diversi interventi, mira a rinnovare i sistemi di videosorveglianza e a introdurre strumenti di analisi predittiva basati sull’intelligenza artificiale. «Vogliamo che l’occhio elettronico non si limiti più a registrare, ma sia in grado di percepire in tempo reale comportamenti anomali o potenzialmente pericolosi», ha dichiarato Massimo Osanna, direttore generale per i Musei del ministero della Cultura. «L’obiettivo è intercettare non solo l’azione, ma persino l’intenzione di offendere il patrimonio».

Il piano nasce in un momento delicato per la sicurezza museale internazionale, dovuto soprattutto al furto dei gioielli di Napoleone dal Louvre. «Il nostro vantaggio – ha osservato Osanna – è la presenza del nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, una forza d’eccellenza che lavora non solo nelle indagini e nel recupero, ma anche in maniera preventiva. Ci rivolgiamo spesso a loro per indicazioni e protocolli specifici, soprattutto quando si tratta di gioielli o oggetti fragili».
Una parte consistente del fondo sarà inoltre destinata alla digitalizzazione dei depositi museali, dove sono conservati migliaia di reperti non sempre tracciati con precisione. L’obiettivo è creare un sistema di conoscenza e catalogazione più trasparente, capace di ridurre il rischio di dispersione o furto, e di rafforzare la tutela attraverso strumenti digitali.
L’attenzione rimane alta anche nei musei più esposti del Paese: dopo episodi come il furto degli ori della Collezione Castellani a Villa Giulia nel 2013 o la protezione dei gioielli degli Uffizi, ora custoditi in cassaforte, il ministero incoraggia tutti i direttori a seguire scrupolosamente le prescrizioni indicate dal Comando Tpc. Il nuovo piano rappresenta così un passo decisivo verso una concezione della sicurezza museale che integra tecnologia, prevenzione e competenza istituzionale, trasformando la sorveglianza in una vera e propria forma di cura del patrimonio.



