Al MAXXI la riscoperta del cinema femminile italiano degli anni ’60 e ’70

Un talk moderato da Cecilia Canziani riscopre il contributo delle registe a lungo escluse ma fondamentali per l'evoluzione del linguaggio cinematografico

Per decenni il racconto del cinema italiano del secondo Novecento è stato dominato da una costellazione di grandi autori, da Federico Fellini a Michelangelo Antonioni, da Pier Paolo Pasolini a Bernardo Bertolucci. Una narrazione che, pur celebrando alcune delle figure più influenti della storia del cinema, ha spesso lasciato in ombra il contributo delle donne, protagoniste di una stagione altrettanto significativa per l’evoluzione del linguaggio cinematografico e della rappresentazione sociale. È proprio a queste autrici che guarda Italian Female Filmmakers in the Sixties and Seventies: Lives, Histories, and Identities, volume che sarà presentato al MAXXI di Roma in occasione di un incontro dedicato alla riscoperta delle registe italiane attive tra gli anni Sessanta e Settanta. Il progetto nasce dall’esigenza di riportare al centro del dibattito una serie di esperienze creative che hanno contribuito a ridefinire il panorama audiovisivo italiano, pur rimanendo a lungo ai margini della storiografia ufficiale.

Attraverso diciotto saggi inediti, il volume ricostruisce percorsi artistici e professionali che hanno trovato nel cinema uno strumento per interrogare i profondi cambiamenti che stavano attraversando la società italiana. Le opere analizzate affrontano temi come l’emancipazione femminile, il lavoro, la sessualità, la dimensione familiare e i conflitti politici e sociali, offrendo prospettive alternative rispetto a quelle dominanti e contribuendo ad ampliare il vocabolario espressivo del cinema dell’epoca. L’iniziativa non si limita a un’operazione di recupero storico. Piuttosto, propone una rilettura critica delle modalità attraverso cui si è costruito l’immaginario cinematografico nazionale, evidenziando il ruolo svolto da registe e autrici nello sviluppo di nuovi linguaggi e forme narrative. Le loro opere hanno spesso introdotto punti di vista inediti sulla realtà, mettendo in discussione modelli culturali consolidati e aprendo spazi di riflessione ancora oggi estremamente attuali.

La pubblicazione si inserisce nel programma di ricerca della Fondazione In Between Art Film, impegnata nella promozione delle immagini in movimento e nel dialogo tra cinema, video, performance e arte contemporanea. In questo contesto, il volume diventa anche uno strumento per leggere il presente attraverso il passato, mostrando come molte delle questioni affrontate dalle cineaste di allora continuino a risuonare nelle discussioni contemporanee sulle identità, sulla rappresentazione e sul ruolo delle donne nell’industria culturale. Negli ultimi anni il recupero delle genealogie femminili ha assunto un ruolo centrale nella ricerca storica e curatoriale. Mostre, archivi e pubblicazioni stanno contribuendo a riscrivere una storia dell’arte e della cultura più inclusiva e complessa, capace di restituire visibilità a figure a lungo trascurate. Anche il cinema partecipa a questo processo, riportando alla luce una pluralità di sguardi che per troppo tempo sono rimasti ai margini del canone.

L’appuntamento del MAXXI si inserisce in questa prospettiva, proponendo un momento di confronto tra studiose, curatrici e professioniste impegnate nella valorizzazione delle immagini in movimento. Ad aprire l’incontro saranno Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI, e Beatrice Bulgari, presidente della Fondazione In Between Art Film. L’introduzione sarà affidata ad Alessandro Rabottini, direttore artistico della Fondazione In Between Art Film, mentre il volume sarà discusso dalle curatrici Carla Subrizi, storica dell’arte e docente alla Sapienza Università di Roma, Paola Ugolini, curatrice della Fondazione In Between Art Film, e Maria Alicata, curatrice e storica dell’arte. A moderare il confronto sarà Cecilia Canziani, curatrice e storica dell’arte, da anni impegnata nella ricerca sui rapporti tra pratiche artistiche, cultura visiva e società contemporanea.

foto © Giacomo Bianco

info: MAXXI