Mangiata di nuovo la banana da 6 milioni. Una performance o una coreografia del consumismo?

Il gesto provocatorio si ripete per la terza volta: un visitatore mangia l’iconica banana di Cattelan esposta al Centre Pompidou di Metz

Un nuovo capitolo nella saga di Comedian, l’opera concettuale di Maurizio Cattelan, è stato scritto lo scorso 12 luglio al Centre Pompidou di Metz, in Francia. Un visitatore ha staccato infatti la banana incollata alla parete con del nastro adesivo e l’ha ingoiata, scatenando subito un’onda di reazioni fra il divertito e lo sbigottito. Il museo ha commentato l’episodio rimarcando la prontezza del team di sicurezza, che ha riattaccato il frutto in pochi minuti, e ha ricordato che la banana è un elemento deperibile, previsto proprio per essere sostituito regolarmente, come da disposizioni dell’artista

Una provocazione che si autoalimenta

Non si tratta di un evento isolato. Questo è il terzo atto di questo tipo nella storia di Comedian. Davide Datuna la mangiò in diretta a Miami nel 2019, un’azione che lui stesso ribattezzò Hungry Artist. Nel 2023, uno studente universitario replicò il gesto al Leeum Museum di Seul. Oltretutto, subito dopo la sua battuta all’asta, anche l’imprenditore cinese Justin Sun mangiò la banana durante una conferenza nell’autunno 2024.

Tutti questi episodi sottolineano lo scopo dell’opera, ovvero quello di ridicolizzare la speculazione finanziaria e la fragilità dei sistemi di conoscenza che sostengono il mercato dell’arte. Cattelan, da parte sua, ha ironicamente manifestato delusione. Il visitatore di Metz infatti non ha consumato la buccia né il nastro, ovvero quelli che costituiscono la vera poesia dell’opera, ma ha divorato solo «la parte più banale», a detta dell’artista.

Perché la banana fa così gola?

Varie sono le motivazioni a sostegno della motivazione celata dietro queste azioni. Innanzitutto l’opera è reale e commestibile, diversa da simulacri o sculture protette. Venduta per 6,2 milioni di dollari da Sotheby’s, diventa irresistibile per chi può pensarla un’esperienza performativa. È un’arte che coinvolge, la sua caducità richiede sostituzioni frequenti, trasformandola in un’opera davvero viva e imprevedibile.

Comedian non è quindi solo una banana con del nastro, ma un’ironica inchiesta sull’autoreferenzialità del mercato dell’arte. Ogni edizione viene accompagnata da un certificato, diagrammi e istruzioni, a dimostrare che il valore risiede nel concetto, non nella materia. E ora, mentre qualcuno continua a morderla, l’opera stessa si sta spogliando, restando viva solo nel gesto e nella storia che suscita.

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